Il pellegrinaggio Fiat a Lourdes. Sul treno bianco con duemila operai anche un giovane Agnelli claudicante
Corriere della Sera - Cultura

Il pellegrinaggio Fiat a Lourdes. Sul treno bianco con duemila operai anche un giovane Agnelli claudicante

Domenica 14 giugno 2026
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Maggio 1957, il primo dei viaggi mariani dei lavoratori. Con loro Vittorio Valletta e l'Avvocato reduce da un terribile incidente d'auto. Tre anni dopo la cerimonia sul Monte dei Cappuccini con l'«inferriata benedetta»

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Il pellegrinaggio Fiat a Lourdes. Sul treno bianco con duemila operai anche un giovane Agnelli claudicante

di Dario Basile

Maggio 1957, il primo dei viaggi mariani dei lavoratori. Con loro Vittorio Valletta e l'Avvocato reduce da un terribile incidente d'auto. Tre anni dopo la cerimonia sul Monte dei Cappuccini con l'«inferriata benedetta»

Un frame del filmato conservato negli Archivi Fiat

È una mattina di maggio del 1957, non è un periodo di vacanze; eppure, la stazione ferroviaria di Porta Nuova a Torino è particolarmente affollata. Sta per partire il primo pellegrinaggio Fiat a Lourdes. Un convoglio ferroviario, chiamato treno bianco, ospita circa cinquecento infermi, un altro trasporta duemila operai con i loro famigliari. Molti si accalcano sulle banchine della stazione per salutare i protagonisti di quello che appare come un evento storico e, certamente, non usuale. 

Il viaggio 

Nella città fabbrica mamma Fiat si occupa anche della fede dei suoi dipendenti. È un viaggio per molti versi unico, quasi nessuno dei partecipanti è mai andato in pellegrinaggio a Lourdes. I convogli escono dalla stazione, in un clima di festa tra fazzoletti e braccia che si sporgono dai finestrini. Il viaggio è lungo e così c’è chi, portandosi avanti con lavoro, scrive le cartoline. C’è chi legge e c’è chi prega. Ci si conosce, si scambiano opinioni ed è stato anche allestito un servizio bar. Arrivati a destinazione il gruppo viene accolto dalle autorità locali e quello stesso pomeriggio gli operai Fiat compiono la prima cerimonia: il saluto alla Madonna davanti alla grotta di Massabielle.

Alla Grotta dell'Apparizione

In testa al corteo, insieme all’arcivescovo di Torino Cardinale Maurilio Fossati, ci sono gli uomini in tuta bianca che sventolano delle bandiere colorate. Ogni bandiera rappresenta una sezione della Fiat e porta i simboli — terra, mare e cielo — dell’attività aziendale. Gli operai portano in dono un cero monumentale che arderà all’interno della Grotta dell’apparizione, segue una preghiera collettiva e il lancio dei fiori verso la madonna. A Lourdes i lavoratori si mischiano a pellegrini di ogni età e provenienza, accumunati dalla fede. Si aggirano tra negozi di souvenir dove l’immagine della Madonna è riprodotta in qualsiasi tipo di oggetto dalle borracce ai foulard.
Tra sacro e profano quei souvenir rappresentano la testimonianza di essere stati in quel luogo della fede. 

Valletta e l'Avvocato

Gli operai pellegrini percorrono poi una via crucis su per il monte che sovrasta la cittadina francese. Si giunge quindi alla celebrazione della benedizione degli ammalati. Gli infermi, schierati in carrozzina, ricevono il saluto dei dirigenti Fiat, incluso quello di Vittorio Valletta. Nel gruppo è presente anche un giovane Gianni Agnelli, visibilmente claudicante, probabile conseguenza del terribile incidente automobilistico che lo aveva coinvolto qualche anno prima.

Gianni Agnelli e Vittorio Valletta alla processione

La fiaccolata, i canti (e il film)

La notte viene illuminata da una fiaccolata, centinaia di candele sono portate in processione in onore della Madonna apparsa alla giovane contadina chiamata Bernadette. In un fiume di luci i pellegrini alzano i loro canti in onore dell’immacolata. Il giorno successivo, l’ultima cerimonia dei lavoratori italiani è quella dell’addio alla Grotta e, come recita un filmato dell’epoca conservato nell’Archivio Fiat, della «consacrazione del lavoro e degli operai». Dice la voce fuoricampo: «Tutti i lavoratori sono qua, spiritualmente presenti nella preghiera che non conosce barriere, nell’affetto che tutti unisce sotto il segno della carità». Mentre un prete davanti alla Grotta recita a mo’ di rosario: «O Maria, Vergine Immacolata, tu oggi hai ai tuoi piedi gli umili pellegrini d’Italia e membri della grande famiglia dell’industria meccanica». 

L’ultima tappa è per abbeverarsi e lavarsi alla fontana di Lourdes. Recita ancora il filmato Fiat: «Domani tornerà per ciascuno la vita di ogni giorno. Il dinamismo della nostra epoca riporta gli operai nel mondo del lavoro. Ma sugli uomini e sulle cose, nelle giornate di lavoro intenso, per i pellegrini di Lourdes veglierà sempre Lei». 

Al Monte dei Cappuccini

Non è però la fine della storia, i pellegrinaggi Fiat si protrarranno per diversi anni. L’anno successivo, 1958 centenario dell’apparizione della Madonna, il vescovo di Lourdes decide di donare ai pellegrini Fiat la cancellata che per ottant’anni aveva cinto la Grotta di Lourdes. Nel 1960 quell’inferriata viene posizionata nel piazzale antistante alla Chiesa di Santa Maria al Monte deiCappuccini a Torino insieme a un’enorme statua bronzea dedicata alla Madonna di Lourdes, che verrà chiamata la Madonna dei Lavoratori. Il 27 marzo del 1960, è una domenica, l’opera viene svelata e benedetta alla presenza delle massime autorità civili e religiose davanti a una grande folla. È anche presente il vescovo di Lourdes Monsignor Pierre-Marie Théas. Per tutta la giornata una lunga processione di persone salirà in pellegrinaggio al piazzale per rendere omaggio alla Madonna dei Lavoratori e alla cancellata. Poi, quando il sole si ritira, la città sabauda sembra volersi trasformare in Lourdes. Come nella cittadina francese una grande fiaccolata illumina la notte. Ventimila persone si dirigono da corso Moncalieri fino al piazzale del monte dei Cappuccini. La Madonna dei Lavoratori si erge così a protezione della città fabbrica, dove la fede nel progresso tecnologico si sposa con la fede religiosa. E la Madonna di Lourdes benedice il miracolo economico.

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