In tutta Europa le elezioni si giocano sull’immigrazione
Corriere della Sera - Cultura

In tutta Europa le elezioni si giocano sull’immigrazione

Venerdì 12 giugno 2026
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In tutta Europa le elezioni si giocano sull’immigrazione

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Caro Aldo,
i drammatici fatti di Belfast, in cui un richiedente asilo proveniente dal Sudan ha tentato di decapitare un cittadino, non possono più essere liquidati come episodi isolati. Al contrario, rappresentano la tragica conferma di una realtà che l’Europa intera non può più ignorare: l’immigrazione incontrollata è diventata una minaccia strutturale per la tenuta del nostro continente. Lei che ne pensa?
Luca Ablondi
Ravarano di Calestano
(Parma)

Caro Luca,
anche chi, anzi, soprattutto chi ha a cuore il progresso e l’uguaglianza tra gli esseri umani ha il dovere di non nascondersi che l’emigrazione incontrollata e massiccia è una delle grandi questioni del nostro tempo, è sicuramente quella che più determina l’orientamento elettorale degli europei. Se nel Paese della libertà e della tolleranza, l’Olanda, da tempo il primo partito — seppure fuori dal governo — è quello di estrema destra, se nella Francia dei lumi e della fraternità minaccia di vincere le elezioni Marine Le Pen o peggio Jordan Bardella, se in Germania una forza anti antinazista sta per andare al governo nei Länder dell’Est e minaccia di andare all’assalto pure della cancelleria di Berlino, se pure nella Spagna vaccinata dal franchismo risorge la destra radicale, se nel Regno Unito laburisti e conservatori che hanno dominato per oltre un secolo la politica si eclissano a vantaggio di Farage, all’evidenza la questione esiste. Hanno un bel dire gli economisti che senza immigrati si ferma l’economia e nessuno ci pagherà la pensione. Certo che è così. È vero che affidiamo agli emigrati le persone a noi più care, i nostri bambini e i nostri anziani. È vero pure che gli immigrati fanno molti lavori che gli europei non vogliono più fare. Tuttavia queste giuste considerazioni non risolvono il senso di allarme, non tanto di sostituzione etnica quanto di dumping sociale, che l’emigrazione incontrollata e massiccia rappresenta. È ipocrita negare che molti di questi immigrati sono di fede islamica: non ho dubbi che la stragrande maggioranza sia qui per costruire un futuro migliore per sé e per la propria famiglia, ma a volte sono portatori di una cultura diversa dalla nostra che non riconosce la più importante delle conquiste della cultura occidentale del Novecento, sia pure ancora incompiuta: la libertà e la dignità della donna. Ed è ipocrita negare che l’arrivo incontrollato e massiccio di immigrati comprime i diritti e i salari delle classi popolari, innesca una vera e propria guerra tra poveri per il letto in ospedale, la casa, il posto all’asilo nido, la coda al pronto soccorso. E la questione della sicurezza riguarda in particolare i quartieri popolari, che non a caso sono passati da sinistra a destra, preferibilmente alla destra estrema. Negarlo in nome di un’irenica idea di fratellanza non aiuta a risolvere il problema e non fa che alimentare la destra estrema, che a mio avviso non è la risposta, ma la cui forza continua a crescere.

12 giugno 2026 ( modifica il 12 giugno 2026 | 17:18)

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