Nella biblioteca Mai il «tronco Frankenstein», l'installazione con un tiglio dell'ex ospedale psichiatrico che unisce terra e cielo
Corriere della Sera - Cultura

Nella biblioteca Mai il «tronco Frankenstein», l'installazione con un tiglio dell'ex ospedale psichiatrico che unisce terra e cielo

Venerdì 12 giugno 2026
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Del collettivo artistico Ferrario Frères, fino al 21 agosto sarà nell'atrio, come opera simbolo della mostra «Ho sfogliato lentamente la cortezzia dell'albero del cosmo»

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Nella biblioteca Mai il «tronco Frankenstein», l'installazione con un tiglio dell'ex ospedale psichiatrico che unisce terra e cielo

di Camilla Bianchi

Del collettivo artistico Ferrario Frères, fino al 21 agosto sarà nell'atrio, come opera simbolo della mostra «Ho sfogliato lentamente la cortezzia dell'albero del cosmo»

Il tronco cavo di un tiglio secolare, alto cinque metri, accoglie i visitatori della Biblioteca civica Mai al centro dell’Atrio scamozziano. Una figura umana in vetroresina e cera, luminescente, fa capolino da una fenditura nella corteccia. Tiene un libro tra le mani. Sull’albero un cuculo, una civetta e un picchio, a ricordare che nel bosco c’è vita. Tutt’intorno si diffondono versi di animali, stormire di fronde, sibili del vento, suoni che invitano a fermarsi, ad ascoltare, a riflettere. Sullo sfondo, il giardino fiorito del Palazzo Nuovo. È l’installazione del collettivo artistico Ferrario Frères (negli ultimi anni particolarmente attivo a Bergamo), che sino al 21 agosto occuperà l’ingresso della Mai, opera simbolo della mostra dal titolo wertmulleriano «Ho sfogliato lentamente la corteccia dell’albero del cosmo».

Il tiglio, proveniente dal giardino dell’ex ospedale psichiatrico di Bergamo, tagliato e ricomposto, si trasforma in un asse verticale che unisce idealmente la terra e il cielo, il visibile e l’invisibile, proprio come l’albero cosmico delle antiche leggende, spiega il curatore Andrea Zucchinali. E la figura umana che traspare dal suo interno evoca lo spirito stesso del luogo, una presenza silenziosa che rappresenta l’anima della conoscenza. «Un uomo in mezzo alla natura, senza la quale l’essere umano non esisterebbe — commenta Ferdinando Ferrario, anima del collettivo —, un’opera che nasce da un’affezione, dal mio amore per l’ambiente selvaggio». 

E per la lettura, a giudicare dal volume appoggiato da Ferrario ai piedi del «tronco Frankenstein» (come lui stesso lo definisce), il saggio «Fondamenta degli incurabili» di Iosirf Brodskij. Zucchinali individua nell’installazione «una moltitudine di riferimenti culturali», mentre l’assessore all’Ambiente Oriana Ruzzini, facendo le veci del collega alla Cultura Sergio Gandi, sottolinea come «questa installazione parli di economia circolare e sostenibilità e al tempo stesso rappresenti un ponte tra arte e natura».

La Mai «ha aperto le porte all’arte contemporanea e continuerà a farlo», ricorda la direttrice Cristiana Iommi, rammentando che già lo scorso anno sono state ospitate le opere di Gabriella Benedini. «La biblioteca è un organismo in continua crescita, come gli alberi in natura. La Mai non conserva solo fondi antichi, abbiamo un patrimonio moderno e contemporaneo di tutto rilievo, di qui la scelta di stringere un legame con la cultura dei nostri giorni», chiosa Iommi.
L’ingresso è libero, gratuito e accessibile negli orari di apertura della biblioteca.

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12 giugno 2026

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