Rapporto Alma Laurea, atenei campani tra eccellenze ma anche strutture carenti: solo il 5,8% di studenti è di fuori regione
Dopo un anno il 75,2% dei nostri laureati trova lavoro, la media nazionale è 80,8%. E la media del primo stipendio è di 1.400 euro
Milano, in due sul monopattino si schiantano contro un'auto: morto un diciannovenne, due feriti
I tuoi preferiti
Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.
Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccediHai salvato un nuovo articolo
Trovi tutti gli articoli salvati nella tua nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.
Rapporto Alma Laurea, atenei campani tra eccellenze ma anche strutture carenti: solo il 5,8% di studenti è di fuori regione
di Fabrizio GeremiccaDopo un anno il 75,2% dei nostri laureati trova lavoro, la media nazionale è 80,8%. E la media del primo stipendio è di 1.400 euro
Ieri a Matera il consorzio interuniversitario Alma Laurea ha presentato il nuovo rapporto sulla provenienza dei laureati nei diversi Atenei e sulla situazione lavorativa degli stessi dopo il conseguimento della laurea di primo livello (triennale), della laurea biennale di secondo livello (magistrale) o della laurea a ciclo unico, per esempio quella in Medicina o in Veterinaria o in Odontoiatria.
Il documento fa riferimento ai laureati nel 2025 e contiene anche schede relative alla diverse regioni. Tra esse la Campania dove, al netto delle università telematiche, sono presenti 7 atenei: Federico II, Vanvitelli, Orientale, Parthenope, Sannio, Suor Orsola Benincasa, Salerno.
In Campania sono stati coinvolti nella indagine, che si basa su questionari, 30.336 laureati nel 2025. Si tratta di 16.975 di primo livello, di 9.709 magistrali e di 3652 che hanno conseguito il titolo di laurea a ciclo unico. In relazione alla provenienza territoriale spicca il dato che sono quasi tutti campani. Solo il 5,8% proviene da fuori regione; 1,4% i residenti all’estero. Gli Atenei campani, sebbene in alcuni settori siano ai primi posti per la ricerca — recentemente per esempio il Dipartimento di Architettura della Federico II è staro classificato come il migliore in Italia dall’Anvur — e mediamente forniscano una buona didattica, sono dunque poco attrattivi per chi non vive nella regione.
In parte dipende certamente dalla proliferazione delle università in ogni parte d’Italia: ragioni economiche e personali possono indurre a preferire l’Ateneo sotto casa. Il dato, però, risente probabilmente anche dalla circostanza che la Campania, nonostante negli ultimi anni siano state investite ingenti risorse pubbliche per realizzare studentati che dovrebbero aprire nel breve e nel medio periodo, è ad oggi ancora carente di tali strutture.
Una situazione che penalizza in particolare rispetto ad una potenziale utenza dall’estero perché le ragazze ed i ragazzi europei sono spesso abituati a standard di sevizi superiori a quelli che riescono oggi ad offrire gli atenei campani.
Ma torniamo al rapporto Alma Laurea. Sempre con riferimento alla provenienza di chi si è laureato nel 2025, prevalgono coloro i quali hanno frequentato un liceo (classico, scientifico, linguistico). Sono l’81,7% dei laureati. Possiede un diploma tecnico il 14,3% dei laureati. La restante quota ha un diploma professionale oppure estero.
La laurea in Campania arriva tardi: l’età media è di 25,9 anni. Nello specifico di 24,4 anni per chi raggiunge il titolo triennale di primo livello, di 28 ,1 anni per i laureati magistrali. Questo dato, tuttavia, avverte il rapporto, va pesato con la circostanza che una quota non trascurabile di studenti campani non si immatricola appena terminata la scuola secondaria superiore.
Più della metà degli immatricolati (53%) termina l’università in corso. In particolare il 52,6% tra i triennali ed il 58% tra i magistrali biennali. Il voto medio di laurea è 103,9 su 110.
Sono ancora relativamente pochi gli universitari campani che durante il proprio percorso trascorrono un periodo di studio all’estero, in particolare nell’ambito del progetto Erasmus: il 5,1% per i triennali ed il 10% per i magistrali. Dati che forse risentono anche della circostanza che le borse Erasmus coprono solo una piccola parte delle spese necessarie a mantenere un figlio all’estero per tre o per sei mesi. In tempi di crisi e di perdita di potere d’acquisto dei salari in Campania sempre più studenti universitari sono chiamati a collaborare, per quel che possono, al bilancio familiare. Il 62,3% dei laureati ha svolto un’attività lavorativa (c’è da presumere che nella maggior parte dei casi sia stata part time e precaria, n.d.r) durante gli studi.
Un dato che fa sorridere gli Atenei campani è quello della valutazione della esperienza universitaria da parte dei laureati: il 76,2% si iscriverebbe di nuovo allo stesso corso della medesima università, l’84,5% esprime soddisfazione per le attività didattiche, il 90,6% valuta con soddisfazione l’esperienza complessiva.
Capitolo lavoro: a un anno dal conseguimento della laurea il tasso di occupazione, considerando anche la formazione retribuita (per esempio i dottorati di ricerca con borsa o le scuole di specializzazione per i medici, n.d.r.) è del 75,2%. La percentuale nazionale è 80,8%. A un anno dal titolo la retribuzione mensile netta di un laureato campano è di 1.409 euro. Quella media di un laureato italiano è 1495 euro.
Ieri ha commentato i dati del rapporto Alma Laurea Lucio d'Alessandro, il rettore del Suor Orsola Benincasa: «Il dato che più ci inorgoglisce è quello relativo all'elevato numero dei nostri laureati che riesce a trovare lavoro proprio sul nostro territorio. Il 71% in Campania».
Vai a tutte le notizie di Napoli
Iscriviti alla newsletter del Corriere del Mezzogiorno Campania
12 giugno 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Vincenzo Comunale porta la Stand Up Comedy a Castel Sant'Elmo
Hai una storia da segnalare sul tuo territorio?
ScriviciIscriviti alla newsletterCorriere del Mezzogiorno
Le news principali sul Mezzogiorno
Ogni giorno alle 12, a cura della redazione