Ditonellapiaga: «Quando hanno eliminato Arisa ho pensato di vincere Sanremo». Poi la rivelazione sul suo sogno più grande
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Ditonellapiaga: «Quando hanno eliminato Arisa ho pensato di vincere Sanremo». Poi la rivelazione sul suo sogno più grande

Venerdì 12 giugno 2026
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La cantautrice romana ripercorre il podio all'Ariston, racconta il successo di «Businessman» e svela l'ambizione che coltiva lontano dalla musica

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Ditonellapiaga: «Quando hanno eliminato Arisa ho pensato di vincere Sanremo». Poi la rivelazione sul suo sogno più grande

di Luca Castelli

La cantautrice romana ripercorre il podio all'Ariston, racconta il successo di «Businessman» e svela l'ambizione che coltiva lontano dalla musica

«Quando hanno eliminato Arisa, per un nanosecondo ho pensato: e se vinco? Poi sono arrivata terza e va bene, non avrei mai immaginato di ritrovarmi lassù». Così Margherita Carducci in arte Ditonellapiaga ricorda il sabato sera all’ultimo Festival di Sanremo e il podio raggiunto con Che fastidio!, tra le canzoni più ascoltate nella primavera italiana. Adesso è partito il festival dei tormentoni estivi, a cui la cantautrice romana si è iscritta con l’ironica Businessman e con il tour che giovedì passerà dal Parco Salvemini di Rivoli per il festival Sguardi.

Si sente una «businesswoman»?
«Un po’ sì. Il brano è nato da una riflessione su di me. Era un periodo in cui stavo lavorando moltissimo, fin troppo, mi sono guardata in giro e ho visto che non ero l’unica. Mi piaceva l’idea di tirarlo fuori con l’avvicinarsi della stagione calda: siamo pieni di canzoni che parlano di spiagge, bevute, feste, eppure molti anche queste settimane le trascorreranno lavorando. Ho immaginato quest’uomo che non stacca mai e si porta gli auricolari pure in spiaggia».

Lei è riuscita a rallentare un po’?
«Mica tanto, ma alla fine mi diverto lavorando. La mia band è fatta di amici storici, che mi permettono di vivere le giornate in modo divertente. Certo, a volte faccio i conti e vedo che ci sono momenti in cui il lavoro occupa il 90% della vita e non mi fa impazzire».

Il lato più bello e il lato più brutto?
«Spesso coincidono. Per esempio, viaggiare. Mi piace ma è anche stancante, soprattutto perché devi essere sempre performante e c’è il rischio che una frase esca male, ti venga fatto un video e — bam! — in un istante hai rovinato mesi di lavoro. Il problema è che io sono molto spontanea, a volte mi escono frasi che nella mia testa sono positive e rischiano di essere travisate».

A chi ruberebbe qualcosa, tra le artiste del presente o del passato?
«A Ornella Vanoni, la classe. Ho avuto la fortuna di cantare con lei e quel tipo di mix tra charme, eleganza e simpatia è qualcosa che non puoi imparare».

Che spettacolo porterà giovedì prossimo?
«Uno show molto teatrale, con due ballerine e tanta dance. Ci saranno anche degli intermezzi recitati e una sorta di storia che attraverserà il live, ma non ammorberò la gente con i monologhi tipo Shakespeare. Ecco, forse questa è una delle mie frasi troppo spontanee: intendo dire che Shakespeare a teatro è fantastico, ma non credo che chi viene a un mio concerto cerchi lui».

È già stata a Rivoli?
«No, mentre a Torino spesso, dai tempi in cui salivo per andare a vedere Club To Club. La trovo una città europea, ricca di giovani e di attività, mi ricorda certi quartieri di Roma in cui sono cresciuta come Prati, con la differenza che da voi tra le strade spunta il panorama di montagne altissime».

Una sua canzone si intitola Hollywood, porterà un concerto con intermezzi recitati, è stata ospite dalla Gialappa’s. Non è che in pentola stanno bollendo sogni extramusicali?
«Tantissimi. Mi piacerebbe condurre qualcosa in tv o alla radio, ma il più grande è scrivere un musical».

Il titolo del suo ultimo album Miss Italia ha fatto arrabbiare l’omonimo concorso. Come procede la questione?
«C’è stata una prima udienza, abbiamo vinto noi e loro hanno fatto ricorso».

In un’intervista a Io Donna ha detto che uno dei suoi più grandi «no» è stato a chi le suggeriva di cambiare lo pseudonimo. Da dove arriva Ditonellapiaga?
«Da Instagram. Era un periodo in cui in ambito indie andavano di moda i nomi buffi, tipo Pinguini Tattici Nucleari e Tutti Fenomeni, io cantavo cose provocatorie, maliziosette, dovevo sceglierne uno per il mio profilo e quello mi sembrava adatto. In effetti, lo è stato. Adesso è cambiata la moda e mi chiedo se non sarebbe stato meglio inventarne uno con nome e cognome, tipo Raffaella Carrà o Patty Pravo. Ma penso che il mio rimanga originale e non accetto che sia qualcun altro a decidere di cambiarlo. Se e quando sarò io a stufarmi, allora lo cambierò». 

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