Se il software pagato caro d’incanto svanisce
Programmi operativi pagati anche diverse decine (o centinaia, a volte migliaia) di euro per licenze «a vita», che spariscono da pc, console, smartphone e tablet. Con preavviso, ma senza che ci possiamo fare nulla
Se il software pagato caro d’incanto svanisce
Federico Cella | 11 giugno 2026Programmi operativi pagati anche diverse decine (o centinaia, a volte migliaia) di euro per licenze «a vita», che spariscono da pc, console, smartphone e tablet. Con preavviso, ma senza che ci possiamo fare nulla
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Abbiamo comprato una macchina, niente leasing o sharing: ci serviva tutti i giorni, abbiamo fatto lo sforzo economico. Dopo quattro anni però il costruttore viene da noi e ci dice: guarda, il modello è superato, niente più pezzi di ricambio né assistenza. In assenza di alternative, ce ne facciamo una ragione. Passati altri due anni, l’azienda si fa di nuovo viva e ci fa la confessione: la macchina resta tua, potrai aprirla e salirci sopra, ma non si metterà più in moto. Ha smesso di funzionare. Racconto paradossale, e infatti non è reale. Non nel mondo fisico, almeno. In quello digitale, invece, è narrazione quasi quotidiana: software pagati anche diverse decine (o centinaia, a volte migliaia) di euro per licenze «a vita», che spariscono da pc, console, smartphone e tablet. Con preavviso, ma senza che ci possiamo fare nulla. Accadrà per il pacchetto Office 2019 per il mondo Apple: dal 13 luglio chi ha comprato il software — con licenza «perpetua» — non potrà più utilizzarlo. Solo per aprire i documenti, non modificarli.
Niente scuse da Microsoft, nessun rimborso, solo una spiegazione tecnica — «la licenza non è più supportata» — e un consiglio: passate alla versione in abbonamento. Cioè si dovrà pagare di nuovo. Partirà una class action? Può darsi, ma tutte quelle del passato si sono concluse con un nulla di fatto per i consumatori. Niente è successo per gli utenti Playstation che nel dicembre 2023 hanno visto sparire nel nulla 1.200 tra film e serie tv acquistati nello Store.
Niente per gli utenti della (costosa) Creative Suite di Adobe, che nel 2010 si è disattivata a favore (anche qui) del modello in abbonamento. Nel 2012 era stata la volta di Bruce Willis ad alzare (inutilmente) la voce con Apple perché non gli era permesso passare in eredità alle figlie la sua collezione di file musicali (comprati su iTunes). Gli acquisti in digitale sono di natura diversa rispetto a quelli fisici: non è un reale possesso, ma una concessione in licenza. Che può essere revocata. È quanto emerso dopo la non conclusione della class action Usa per The Crew, videogioco «spento» da Ubisoft nel 2024. Segnatevi però la data del 27 luglio: dalla Commissione Europea è attesa una risposta a 1,3 milioni di firme depositate da Stop Killing Games. Il movimento americano, frustrato dal legislatore Usa, spera nell’intervento della Ue regolamentatrice.
11 giugno 2026
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