Vannacci, Lilli Gruber e il voto delle donne
Vannacci, Lilli Gruber e il voto delle donne
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Caro Aldo,
nel duello tra Lilli Gruber e Vannacci, una delle cose che trasparivano di più era la sufficienza con cui il generale cercava di trattare le sue intervistatrici. Niente di nuovo, abbiamo avuto anche in tempi recenti politici di primo piano che delle grevi battute sulle donne si facevano quasi vanto. Non ho mai capito perché ci fossero tante elettrici disposte a dare loro il voto. Per fortuna ci sono fior di professioniste come la Gruber o la Palmerini che ci ricordano che le donne hanno molto da insegnare a generali e politici.
Alberto Composta
Verona
Caro Alberto,
le assicuro che Lilli Gruber non si lascia trattare con sufficienza da nessuno. Mi pare che quella dell’altra sera su La7 sia stata un’utile pagina di televisione, tra l’altro premiata dagli ascolti; e fa onore al generale Vannacci essersi sottoposto alle domande di due ottime giornaliste, che non sono certo sue sostenitrici. Non mi pare sinceramente di vedere la stessa disponibilità da parte dei principali esponenti del governo. Quanto al voto delle donne, negli Stati Uniti premia ormai tradizionalmente i democratici, mentre quasi tutti i maschi bianchi ed eterosessuali fuori dalle grandi città votano repubblicano. In Italia non mi pare che il sesso abbia una rilevanza nelle scelte elettorali. Contano molto di più la tradizione familiare, l’appartenenza territoriale, gli interessi della categoria alla quale si appartiene. Personalmente non credo che ci sarà un boom del generale Vannacci. Certo, a furia di parlarne, gli si dà una centralità politica. Il tono di mercoledì sera sembrava quello di un capo partito che cercava un accordo con la coalizione cui naturalmente appartiene, il centrodestra. Ma se Forza Italia sarà coerente con se stessa, non ci sarà posto per il generale Vannacci nella coalizione, tanto più che anche Salvini potrebbe porre il vetro. Resto convinto che Giorgia Meloni sia abbastanza abile in campagna elettorale da sostenere che un voto dato a Vannacci sia un voto dato al centrosinistra. Poi certo tutto può accadere, tanto più se la situazione economica e quindi il malcontento si aggraveranno e il centrosinistra non riuscirà a mettere in campo un’alternativa.
11 giugno 2026
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