Pergine Festival, in viaggio tra persone e territorio per raccontare la geografia umana
Teatro, musica e performance tra «prime» e nomi internazionali. Da Guzzanti a Spanò e Gribaudi: «Un territorio è fatto dalle geografie create da chi lo attraversa, lo abita»
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Pergine Festival, in viaggio tra persone e territorio per raccontare la geografia umana
di Chiara MarsiliTeatro, musica e performance tra «prime» e nomi internazionali. Da Guzzanti a Spanò e Gribaudi: «Un territorio è fatto dalle geografie create da chi lo attraversa, lo abita»
Un territorio non è solo le mappe, le vie, gli indirizzi. Un territorio è fatto dalle geografie create da chi lo attraversa, lo abita e con il suo agire ne modifica la conformazione. Basta pensare a una piazza: può essere luogo di passaggio o di incontro, dipende solo dalle persone». Parole di Valeria Raimondi, del duo artistico Babilonia Teatri con Enrico Castellani, per il quarto anno mente e guida di Pergine Festival. Il titolo scelto per la 51esima edizione, dal 27 giugno all’11 luglio, è Geografie umane, per raccontare il legame che la manifestazione negli anni ha sviluppato con Pergine e il territorio e viceversa.
Il festival allargato in città
«Quest’anno più di quelli precedenti il festival si allarga, parte dal campanile del Convento dei Frati Francescani fino al Forte delle Benne, attraverso ArteSella, il Castello, le piazze, i parchi, le vie e l’iconica rotonda - fa sapere Raimondi -. Vogliamo così utilizzare le geografie umane per dare nuova vita a Pergine e dintorni, riempiendo i luoghi di nuovi significati».
Il programma
Il programma intreccia varie direttrici, ognuna guidata da una specifica ratio. I grandi nomi, che spaziano dalla satira di Sabrina Guzzanti alla musica della Banda Osiris e dei Tre Allegri Ragazzi Morti, dalla danza di Balletto Civile e di Abbondanza/Bertoni alla riflessione sul femminile di Cinzia Spanò, confermano il Pergine Festival manifestazione in grado di portare sul territorio alcune delle voci più autorevoli e originali della scena nazionale. Il festival ribadisce poi il ruolo di incubatore creativo con una serie di prime nazionali che sperimentano linguaggi e dispositivi scenici. Ne è esempio Roberto Latini che presenta Paradisi perduti, spettacolo in cuffia che rilegge il Paradiso perduto di Milton, trasformando la cacciata dall’Eden in una riflessione contemporanea sulla libertà e la bellezza.
Della stessa categoria fanno parte anche My Age di Silvia Gribaudi, tra risate e impegno esplora il tema dell’età e delle aspettative imposte soprattutto alle donne. Atti degli apostoli di Baladam B-Side, è una feroce e divertente critica alla società dei consumi da parte di tre performer invischiati nelle medesime dinamiche. E Nervo Vago di Rita Frongi, che racconta il legame traumatico tra una donna e chi le ha fatto del male. Nell’ottica delle «geografie umane», pièce e spettacoli accompagnano il pubblico ad abitare il territorio in maniera diversa e inusuale. Lo spettacolo in cuffia Città natale di Jonathan Zenti, trasformerà il luogo di passaggio per eccellenza, la hall di un albergo accanto a una rotonda, in posto intimo e immersivo in cui fermarsi per chiedersi che rapporto abbiamo con le nostre radici. Anche The Walks del pluripremiato collettivo berlinese Rimini Protokol utilizzerà le cuffie per trasformare il camminare in un’esperienza teatrale immersiva e il Parco Tre Castagni in un teatro a cielo aperto. Il collettivo Amigdala con Elementare realizzerà una performance notturna tra musica, poesia e rito, coinvolgendo il pubblico in un’esperienza condivisa da vivere fino all’alba.
Il progetto deja vu Pergine
Il legame tra comunità e teatro si conferma anche nel progetto Déjà Vu / Pergine di Alessandro Businaro, nato dalle testimonianze dei residenti nelle rsa trentine. Le geografie del Pergine Festival non si limitano a coinvolgere chi compra un biglietto: il mercato del sabato mattina, cuore pulsante della vita cittadina, accoglierà performance e laboratori. «L’obiettivo è dimostrare che l’arte, il teatro, la musica e la danza sono occasioni di bellezza e incontro aperti a tutti, nonostante le circostanze - chiarisce Enrico Castellani -. Per questo il simbolo della 51esima edizione è l’aquilone che si alza contro un cielo inquieto». Accanto alla programmazione di teatro e performance torna Abbassa!, il cartellone musicale serale in Piazza Fruet a Pergine, per concludere le giornate di spettacolo con un mix di rock, sperimentazione e nuove scene indipendenti.
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15 maggio 2026
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