Non solo calcio
Ristoranti, suite con vista sul campo, maxischermi grandi più del terreno di gioco: per aumentare i proventi, gli stadi si reinventano. E c'è chi li usa per allenarsi a tennis grazie a un sistema a scomparsa che sostituisce il prato con la terra rossa e chi ci organizza concerti, corse di go-kart e persino matrimoni
SABATO 16 MAGGIO 2026
Non solo calcio
Ristoranti, suite con vista sul campo, maxischermi grandi più del terreno di gioco: per aumentare i proventi, gli stadi si reinventano. E c'è chi li usa per allenarsi a tennis grazie a un sistema a scomparsa che sostituisce il prato con la terra rossa e chi ci organizza concerti, corse di go-kart e persino matrimoni
di FRANCESCO SESSA«Prendiamo San Siro e trasformiamolo nel museo dell’arte contemporanea di oggi e di domani di cui Milano ha tanto bisogno». La Scala del calcio come nuovo polo culturale di una città che non si ferma mai. Che costruisce e innova, non distrugge. Il Meazza pare destinato a sgretolarsi.Un gigante di cristallo. Non è più al passo con i tempi, il calcio guarda al futuro mentre l’Italia del pallone è fossilizzata, non cresce e non evolve, è ormai un’esclusa fissa dai Mondiali di calcio (tre di fila). San Siro è destinato all’abbattimento e sul nuovo numero de «la Lettura», il #755, il critico d’arte Antonio Grulli lancia l’appello: «Facciamo una cosa allora, prendiamolo noi. Noi nel senso di comunità dell’arte contemporanea, italiana e non». Una rivoluzione.
Gli stadi da calcio somigliano ormai a creature futuristiche,in cui le partite sono solo una delle componenti. Il campo di gara è il panorama da ammirare, mentre magari si fa altro. Il nuovo stadio del Tottenham, a Londra, offreristoranti stellati e camere-suite con vista sul campoo affacciate, addirittura, sul tunnel che conduce al terreno di gioco. Ma anche pub che producono birra artigianale, perché ce n’è per tutti. Ci si può pure sposare.Il concetto di base è: «Giochiamo circa 30 partite di calcio all’anno, cosa ne facciamo dell’impianto il resto dell’anno?». Ecco fatto: nello stadio del Tottenham si può andare sui go-kart .
Mentre il nuovo Santiago Bernabeua Madrid – non abbattuto, ma ammodernato – ha ospitato gli allenamenti di Jannik Sinner. Tennis, sì. Campi in terra battuta inseriti all’interno di uno degli stadi più famosi del mondo per consentire al numero 1 e ai suoi colleghi (anche l’ex fenomeno spagnolo Rafael Nadal) di allenarsi in vista del torneo che si è chiuso lo scorso 3 maggio proprio con la vittoria del rosso altoatesino. Con un avanzato sistema di tecnologie,in pochi minuti il campo da calcio in erba scompare e lo spazio all’interno dello stadio può essere utilizzato nei modi più disparati: dai concerti (e questa non è una novità) a fiere e congressi. Intanto il prato riposa in profondità, nascosto, in uno spazio climatizzatoe illuminato artificialmente, pronto a tornare alla luce del sole riposato e intatto per accogliere i fenomeni del Real (stagione travagliata, fischi e tensioni interne, ma questa è un’altra storia).
Progetti sempre più innovativi, dispendiosi, futuristici. La sfida tra stadi moderniè come il nuovo calcio offerto da Psg e Bayern Monaco: 5-4 in una semifinale di Champions League, di fatto si attacca e basta senza difendere. I nuovi impianti guardano solo avanti, si sfidano a colpi di effetti speciali per stupire il mondo. In America, a Los Angeles, il nuovo SoFi Stadium è costato 5,5 miliardi di dollari(per intenderci: l’impianto della ricchissima Doha che ha ospitato i Mondiali si è «fermato» a 515 milioni) ed è dotato dello schermo 4k più grande del mondo,più esteso dello stesso campo da football americano (lungo 1,2 volte e largo 1,5 volte il campo). È circolare, una sorta di anello che sovrasta il terreno di gioco.
L’innovazione esplora territori sconosciuti. Noi, bloccati e impauriti, con scarsa disponibilità economica e disorientati, proviamo a stare al passo con le innovazioni altrui ma possiamo solo provare a imitare. Come nel calcio: il gioco si è evoluto,per spirito di emulazione ci siamo snaturati e la nostra identità è andata perduta. E se anche con gli stadi puntassimo su difesa (delle tradizioni, della nostra storia, di una cultura che ovunque ci invidiano) e contropiede? «Al mondo non esisterebbe nulla di più iconico, soprattutto in un momento come questo in cui la maggior parte dei nuovi musei d’arte costruiti nel mondo non brilla per originalità». Chi ha detto che c'è un'unica via per fare gol?
Nell'immagine: lo SoFi Stadium a Inglewood, Los Angeles nel 2022 (foto Ap / Kyusung Gong, File).
Su «la Lettura» #755, oggi in anteprima in questa App e domani in edicola, la proposta del critico d'arte e curatore Antonio Grulli: non abbattiamo San Siro, ma trasformiamolo in un museo.
15 mag 2026 | 19:57
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