La storia rivista nelle serie tv
Corriere della Sera - Cultura

La storia rivista nelle serie tv

Giovedì 14 maggio 2026
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Il primo allunaggio,  l'esito della Seconda guerra mondiale, la caduta dell'Unione Sovietica: e se le cose fossero andate in modo diverso? In televisione ad immaginarlo sono alcune ucronie, spesso di origine letteraria 

VENERDì 15 MAGGIO 2026

La storia rivista nelle serie tv

Il primo allunaggio,  l'esito della Seconda guerra mondiale, la caduta dell'Unione Sovietica: e se le cose fossero andate in modo diverso? In televisione ad immaginarlo sono alcune ucronie, spesso di origine letteraria 

di CECILIA BRESSANELLI

I primi a mandare un essere umano sulla Luna? I russi. Chi ha vinto la Seconda guerra mondiale? Germania e Giappone. L’America degli anni Quaranta? Un Paese fascista alleato con i nazisti. La Cortina di ferro? Mai caduta. Tutte risposte sbagliate? Dipende. Se il punto di vista è quello delle ucronie che la serialità televisiva ha portato sul piccolo schermonell’ultima decina d’anni allora le risposte sono tutte corrette. E portano con sé versione alternative della storia.

Partiamo dalla prima domanda. A immaginare quello che sarebbe potuto avvenire se nella corsa allo spazio il primo uomo a mettere piede sulla Luna non fosse stato l’americano Neil Armstrong ma il cosmonauta russo Alexei Leonov, seguito, sempre nel 1969, dall’allunaggio della prima donna, la cosmonauta Anestasia Belikova, è la serie tv For All Mankind che ha debuttato su Apple Tv nel 2019, per raccontare il tutto dal punto di vista americano. Il 29 maggio sulla piattaforma è in arrivo lo spin-off Star City che porta dietro la Cortina di ferro per seguire le vite dei cosmonautie degli scienziati russi (su «la Lettura» #754 ne parlano gli showrunner Ben Nedivi e Matt Wolpert e l’attore gallese Rhys Ifans, tra i protagonisti; in alto in una scena).

Altra serie tv, altra ucronia. Nel 2015, Prime Video ha adattato per lo schermo un grande classico della narrativa:il romanzo del 1962 di Philip K. Dick La svastica sul sole. Il risultato sono quattro stagioni di L'uomo nell'alto castello (in onda fino al 2019; sopra) create da Frank Spotnitz che portano in un 1962 alternativo dopo la vittoria della Seconda mondiale da parte delle potenze dell’Asse. Gli Stati Uniti non esistono più e il territorio americano è diviso tra Germania e Giappone: a est il Grande Reich nazista, a ovest gli Stati giapponesi del Pacifico; nel mezzo le Montagne Rocciose sono la Zona neutrale.

Altro adattamento dalla letteratura è la miniserie Hbo Il complotto contro l’America, tratta dal romanzo di Philip Roth (2004). Le sei puntate, create e scritte da David Simon e Ed Burns nel 2020 (nel cast Zoe Kazan, Anthony Boyle, John Turturro e Winona Ryder; sopra una scena), portano agli Stati Uniti degli anni Quarantadove i Levin, famiglia ebraica di Newark, New Jersey, osserva l’ascesa alla presidenza di Charles Lindbergh, eroe della transvolata atlantica, fervido antisemita che dietro un’apparente neutralità stringe patti con la Germania di Hitler.

Dalla Polonia, nel 2018 sono arrivati gli otto episodi di 1983, disponibili su Netflix, che portano la firma della regista Agnieszka Holland (Green Border). La scena si svolge nella Polonia del 2003, sotto il regime comunista.L’avvenimento che ha cambiato nel corso della storia è un terribile attentato avvenuto nel 1983, che ha alterato gli eventi che nella realtà portarono al crollo dell’Unione Sovietica, qui mai avvenuto. In un sistema di sorveglianza, uno studente di legge e un detective scoprono un complotto che potrebbe portare alla rivoluzione (sopra, Robert Wieckiewicz in una scena). Per provare a ri-sistemare l’andamento della storia.  

Su «la Lettura» #754 disponibile in edicola e in questa App, l'articolo di Cecilia Bressanelli sulla serie «Star City» dal 29 maggio su Apple Tv. 

14 maggio 2026 ( modifica il 15 maggio 2026 | 08:57)

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