Marco Balich, il maestro dei grandi eventi dopo le Olimpiadi firmerà la cerimonia di apertura dei mondiali di calcio: «Anno da record»
Corriere della Sera - Cultura

Marco Balich, il maestro dei grandi eventi dopo le Olimpiadi firmerà la cerimonia di apertura dei mondiali di calcio: «Anno da record»

Venerdì 15 maggio 2026
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Al suo Wonder Studio è stato affidato lo show inaugurale della Fifa World Cup. Già previste superstar come Katy Perry, Alanis Morissette e Michael Bublé e Shakira dovrebbe esibirsi con la canzone ufficiale del torneo

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Marco Balich, il maestro dei grandi eventi dopo le Olimpiadi firmerà la cerimonia di apertura dei mondiali di calcio: «Anno da record»

di Claudio Trabona

Al suo Wonder Studio è stato affidato lo show inaugurale della Fifa World Cup. Già previste superstar come Katy Perry, Alanis Morissette e Michael Bublé e Shakira dovrebbe esibirsi con la canzone ufficiale del torneo

Pochi giorni fa lei aveva dichiarato: quella di Milano Cortina è stata la mia ultima Olimpiade. Aveva omesso un’altra notizia: tra meno di un mese firmerà la tripla cerimonia di apertura dei Mondiali di calcio.
«Eeeh, avevo obblighi di riservatezza contrattuali. Ora posso dirlo: è un grande orgoglio. È la prima volta che succede nel mondo: i due massimi eventi di sport del pianeta curati nello stesso anno dal medesimo studio creativo, quello che io ho fondato».
Nell’assenza (penosa) della nostra Nazionale, c’è almeno un italiano che lascerà il segno in America, ed è Marco Balich, figlio affezionatissimo di Venezia, regista dei grandi eventi con cui tutti noi, da tempo, abbiamo familiarizzato. Al suo Wonder Studio è stato affidato il grande show inaugurale della Fifa World Cup. Già previste superstar come Katy Perry, Alanis Morissette e Michael Bublé, mentre Shakira dovrebbe esibirsi con la canzone ufficiale del torneo.

Un triplete da grandissima botta adrenalinica: Città del Messico, Toronto, Los Angeles.
«Si comincia l’11 giugno nella capitale centroamericana allo Stadio Azteca, alle 11.30 locali (ovvero le 6 e mezzo del pomeriggio nostre). Il giorno dopo, in rapida successione, lo show nelle due metropoli, canadese e californiana. Non è banale organizzare efficacemente un unico evento in tre città di diverse nazioni, al servizio di un Mondiale da record, con 48 squadre partecipanti. Un team centrale di circa 30 persone lavora al progetto da 18 mesi a Milano, affiancato da circa 300 collaboratori in ciascun Paese ospitante, per un totale di circa 900 persone».

Spettacoli più snelli, meno effetti speciali rispetto alle Olimpiadi, da mezz’ora circa ciascuno. Con quali contenuti?
«Come ho detto all’agenzia Reuters, è importante promuovere un senso di unità tra questi tre Paesi, i cui rapporti sono stati piuttosto complessi di recente. Creare la giusta energia, pur rispettando l’identità di ogni Paese, è estremamente importante».

L’analogia con l’inaugurazione di Milano Cortina, vedi la contemporaneità dello show tra San Siro e Conca Ampezzana, è forte.
«Sì, anche se ovviamente le due commesse sono separate e lo Studio non è stato scelto per questo».

Quattro anni fa, la stessa storia in Qatar. Balich firma la cerimonia d’avvio ed è l’unica Italia che c’è ai Mondiali.
«Beh dai, non proprio. In America ci saranno Carlo Ancelotti che allena il Brasile e Fabio Cannavaro che guida l’Uzbekistan. Se penso che c’è l’Uzbekistan e non ci siamo noi....».

Ma non doveva sposarsi nel frattempo con Francesca Bellettini, Ceo di Gucci, magari a Venezia?
«Lo farò dopo, a fine agosto. Pochi invitati nella mia casa di campagna nel Milanese. Una cosa tranquilla, non siamo più ragazzini».

Ma il cuore è sempre (anche) in Laguna. Aveva anche detto che le piacerebbe fare il sindaco di Venezia, o comunque impegnarsi.
«A questo giro ovviamente no, ma un giorno, sì, mi piacerebbe restituire alla città in cui sono nato e cresciuto».

Sta seguendo la campagna elettorale delle Comunali? Come le giudica?
«Dico solo: chiunque prenda in mano la città, deve essere in grado di proteggerla dall’usurpazione che è in atto. Mi riferisco all’overtourism, alla proliferazione dei B&B, all’esclusione dei residenti».

Lei si è detto favorevole a un ticket universale.
«Un contributo più alto per i non residenti e che vale un anno intero. Se andiamo in Svizzera in auto, paghiamo un bollo di 40 franchi e nessuno si è mai lamentato. Venezia ha bisogno di risorse».

Per far che?
«Sogno una città storica da 130 mila abitanti, dove c’è spazio anche per l’idraulico e l’impiegato. Una città dove si sperimentano nuove pratiche di gestione urbana, dove tutti i veicoli, di acqua e di terra, sono elettrici o ibridi».

Torniamo alle Olimpiadi Milano Cortina. Le polemiche, nonostante il successo dell’evento, durano tuttora.
«Tutti i Giochi comportano operazioni costose e si sapeva da tempo che ci sarebbe stato un disavanzo. Dico solo che Andrea Varnier (l’ad della Fondazione, ndr) si è rivelato la persona che è, onesta, capace, equilibrata. Sono sicuro che ha fatto le scelte giuste di gestione delle Olimpiadi. Capitolo che, tra l’altro, deve essere distinto dalla questione delle opere infrastrutturali connesse, molto influenzata dalle complessità della burocrazia. Certi attacchi mi sembrano strumentali. Bisognerebbe, poi, alzare lo sguardo su un orizzonte temporale più ampio. Siamo appena stati al sopralluogo per il restauro dell’Albero della Vita per l’Expo 2015 a Milano (altra opera firmata da Balich, ndr). Undici anni fa, a leggere certi articoli sembrava che l’Expo fosse la madre di tutti gli orrori. E invece, adesso, lì sta nascendo la magnifica città universitaria del Politecnico. Un grande evento e la sua eredità. Così vanno viste le cose».

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