Lorenzo Balbi lascia il Mambo di Bologna e porta la più grande mostra di Giorgio Morandi in Cina
Corriere della Sera - Cultura

Lorenzo Balbi lascia il Mambo di Bologna e porta la più grande mostra di Giorgio Morandi in Cina

Venerdì 15 maggio 2026
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L'esposizione sarà inaugurata il 16 giugno al Museum of Art Pudong di Shanghai. Il direttore del Mambo andrà a Verona da settembre: «Sono stati anni bellissimi». Lepore: «Lavoro prezioso»

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Lorenzo Balbi lascia il Mambo di Bologna e porta la più grande mostra di Giorgio Morandi in Cina

di Piero Di Domenico

L'esposizione sarà inaugurata il 16 giugno al Museum of Art Pudong di Shanghai. Il direttore del Mambo andrà a Verona da settembre: «Sono stati anni bellissimi». Lepore: «Lavoro prezioso»

Lorenzo Balbi lascia la direzione del Mambo, e di conseguenza anche di «Art City», dopo nove anni. Andrà a guidare tutti i Musei Civici nella Verona del sindaco Damiano Tommasi. 

A Bologna era arrivato nel 2017, 34enne, provenendo dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo della sua città, Torino. Superando candidati che avevano qualche titolo in più, ma forse meno energie da investire sul panorama contemporaneo italiano e sulle arti sperimentali. 

A Bologna Balbi si è ambientato perfettamente, tanto da meritarsi una riconferma nel 2022.

Sono stati anni anche complessi e senza troppe risorse, in cui Balbi, presidente di Amaci, l’associazione dei Musei d’arte contemporanea italiani, ha sicuramente fatto crescere «Art City» in sintonia con il rilancio di «Arte Fiera» e ha attraversato la dura stagione del Covid inventandosi la formula del Mambo come atelier a disposizione di giovani artisti con il Nuovo Forno del Pane.

Per Balbi quello di Bologna «può essere anche un modello da portare altrove. Sono stati anni bellissimi perché c’è veramente poco che io non sia riuscito a realizzare con grande collaborazione di tutti. Ma sta nella vita dei musei quella di avere dei cicli che devono avere un inizio e una fine perché poi arrivi qualcun altro. Io sono stato anche fortunato perché nella storia del Mambo in pochi hanno avuto la possibilità di restare per due mandati.
Il bilancio per me è ben più che positivo». 

Il Mambo, rivendica Balbi, «è oggi riconosciuto come un museo di primo piano a livello internazionale, dove molti artisti bramano di esporre. Ha una sua precisa identità sulla produzione, sulla ricerca, sulla sperimentazione. E poi è un museo che è l’epicentro di un sistema veramente coeso come si vede con “Art City”». 

Il lavoro fatto, aggiunge, «è un patrimonio da salvaguardare nella costruzione di un ecosistema cittadino. Credo che i musei pubblici debbano restare centri indipendenti di produzione di contenuti e che Bologna possa essere un esempio di una città che non fa un passo indietro rispetto alla necessità di avere dei centri di produzione e di ricerca».

Negli anni Balbi ha anche dovuto assistere alle oscillazioni ondivaghe sul futuro del Museo Morandi, con tanto di querelle legale. Il suo congedo avverrà proprio con Morandi, che sta per approdare in Cina, a Shanghai, con «Giorgio Morandi. Solo», la più ampia mostra mai dedicata all’artista bolognese all’estero. 

Prodotta dal MAP - Museum of Art Pudong di Shangai, curata dallo stesso Balbi e da Francesco D’Arelli, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a Shanghai, si aprirà il 16 giugno per proseguire fino al 28 ottobre. A conferma del credito che Morandi riscuote in Cina, dove è approdato per la prima volta nel 2020, a Pechino. Per Balbi «un’occasione importante per rafforzare la presenza internazionale di Bologna e condividere con nuovi pubblici il valore universale dell’opera di Morandi. Nei prossimi mesi continuerò a seguire altri progetti già avviati in città». 

A Balbi anche i ringraziamenti del sindaco Lepore: «Questa mostra rappresenta un’importante azione di diplomazia culturale. Morandi è un passepartout per aprire Bologna al mondo e rafforzare il dialogo con la scena culturale internazionale. Desidero cogliere questo momento molto bello per noi per ringraziare Lorenzo Balbi per il prezioso lavoro svolto in questi anni».

Già dai prossimi giorni prenderà avvio l’iter amministrativo per l’individuazione del sostituto, nell’ambito del processo di riorganizzazione e soprattutto di internalizzazione del sistema culturale bolognese, avviato nel corso dell’attuale mandato. Come era già accaduto per la guida dei musei civici affidata a Giorgia Boldrini, dopo il repentino abbandono nel giugno del 2025 di Eva Degl’Innocenti, anche lei arrivata dopo un bando, proprio come Balbi.

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