Trump, il Papa e Mount Cristo Rey
Corriere della Sera - Cultura

Trump, il Papa e Mount Cristo Rey

Giovedì 14 maggio 2026
3 visualizzazioni

Dopo la guerra sui dazi (che non gli ha portato bene), The Donald rischia, insomma, anche una guerra di religione con un pontefice che, a differenza del suo predecessore, Francesco, percepito come troppo progressista anche da molti cattolici americani, gode del sostegno di tutte le diocesi degli Stati Uniti

Cinque italiani morti alle Maldive durante un'escursione subacquea, esploravano una grotta a 50 metri di profondità. La console: 'Una tragedia'

Trump, il Papa e Mount Cristo Rey

Massimo Gaggi | 14 maggio 2026

Dopo la guerra sui dazi (che non gli ha portato bene), The Donald rischia, insomma, anche una guerra di religione con un pontefice che, a differenza del suo predecessore, Francesco, percepito come troppo progressista anche da molti cattolici americani, gode del sostegno di tutte le diocesi degli Stati Uniti

I tuoi preferiti

Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.

Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccedi

Hai salvato un nuovo articolo

Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.

Una maratona di preghiera di nove ore organizzata da Trump nel cuore di Washington, il Mall, per affermare che l’America e il suo governo hanno «fondamenta cristiane, basate sulla Bibbia». A condurla, oltre al titolare degli Esteri, il cattolico Marco Rubio (lui prova a limitare i danni), il ministro della Guerra, Pete Hegseth, e i pastori evangelici della Casa Bianca che presentano quello con l’Iran come un conflitto benedetto da Dio. Intanto a tremila chilometri dalla capitale, vicino El Paso, si consuma uno scontro che dà consistenza materiale alla volontà di Donald Trump di contrapporsi a Leone, il papa americano, non solo sulla guerra, ma anche sull’aiuto ai poveri e l’accoglienza degli immigrati: temi da sempre cari ai cattolici. Dopo la guerra sui dazi (che non gli ha portato bene), The Donald rischia, insomma, anche una guerra di religione con un pontefice che, a differenza del suo predecessore, Francesco, percepito come troppo progressista anche da molti cattolici americani, gode del sostegno di tutte le diocesi degli Stati Uniti. Coi controversi riti nello Studio Ovale della sua consigliera religiosa, Paula White, quelli di Hegseth al Pentagono e, ora, il festival evangelico di dopodomani, Trump cerca di diffondere la visione di un cristianesimo «muscolare», tradizionalista e senza misericordia. E questo nonostante i sondaggi non solo indichino che papa Prevost è più popolare del presidente (il cui gradimento è crollato al 37%): gli americani promuovono (66%) Leone quando chiede ai cittadini di adoperarsi per la pace e bocciano (57%) il Trump che dice di non volere un papa favorevole al nucleare iraniano. Ora lo scontro assume una concretezza fisica a Mount Cristo Rey, un colle desertico al confine tra Messico e Texas. Il muro di divisione si interrompe ai piedi del ripido pendio. In cima, mezzo chilometro dentro il territorio Usa, sorge dal 1940 una statua di Cristo benedicente, luogo votivo per 40 mila pellegrini che vengono a pregare qui ogni anno dai due lati del confine. È terra di proprietà della diocesi di Las Cruces, ma ora l’Ice dice basta: espropria la collina per costruire anche qui un muro che renderà inaccessibile la statua. Immediato il ricorso in tribunale della diocesi. Denuncia «un danno irreparabile al patrimonio religioso e culturale» e la «trasformazione di uno spazio sacro in un simbolo di divisione».

14 maggio 2026

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Editoriali e commenti di oggi di Federico Cella

Ci sono regole per i videogame. Non per i social

Giovedì 14 maggio 2026 di Massimo Gaggi

Trump, il Papa e Mount Cristo Rey

Giovedì 14 maggio 2026 di Renato Brunetta

Renato Brunetta: «Per anni mi hanno chiamato "tappo" e "nano". Sono ferite che non si rimarginano»

Giovedì 14 maggio 2026 di Federico Rampini

Il summit dei giganti insicuri

Mercoledì 13 maggio 2026 di Sebastiano Maffettone

L'eredità russa che non si vede alla Biennale

Mercoledì 13 maggio 2026 di Danilo Taino

L’ego di Xi Jinping e il «latte di lupa»

Mercoledì 13 maggio 2026 LEGGI TUTTI

Le Newsletter del Corriere, ogni giorno un nuovo appuntamento con l'informazione

Riceverai direttamente via mail la selezione delle notizie più importanti scelte dalle nostre redazioni.

Iscriviti

Condividi questo articolo