Mutonia, il Comune di Santarcangelo ferma la demolizione del parco: «È patrimonio culturale e identitario»
Corriere della Sera - Cultura

Mutonia, il Comune di Santarcangelo ferma la demolizione del parco: «È patrimonio culturale e identitario»

Giovedì 14 maggio 2026
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Il Consiglio di Stato aveva accolto il ricorso di un vicino di casa del campo. Il dispositivo della delibera sarà sottoposto al vaglio del Consiglio comunale nella seduta di martedì 19 maggio ma a Santarcangelo si respira già un certo grado di ottimismo sulla permanenza di Mutonia nel perimetro cittadino

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Mutonia, il Comune di Santarcangelo ferma la demolizione del parco: «È patrimonio culturale e identitario»

di Enea Conti

Il Consiglio di Stato aveva accolto il ricorso di un vicino di casa del campo. Il dispositivo della delibera sarà sottoposto al vaglio del Consiglio comunale nella seduta di martedì 19 maggio ma a Santarcangelo si respira già un certo grado di ottimismo sulla permanenza di Mutonia nel perimetro cittadino

«Gli esiti della Conferenza dei Servizi chiesta dalla Regione Emilia-Romagna parlano chiaro, la demolizione di Mutonia non è opportuna». Ora è il comune di Santarcangelo a scriverlo nero su bianco, dopo mesi di riunioni e sopralluoghi: sulla comunità di artisti e artigiani di Santarcangelo di Romagna, pende un’ordinanza di demolizione dopo una sentenza pronunciata all’inizio del 2025 dal Consiglio di Stato che aveva accolto il ricorso di un vicino di casa del campo. 

Dal 2013 ha intrapreso una lunga battaglia contro i «mutoidi» combattuta a colpi di ricorsi contro le presunte strutture abusive presenti nel campo. Ad emettere un'ordinanza era stata l’amministrazione del comune romagnolo del Riminese. Lo aveva fatto a malincuore, nel mero rispetto istituzionale della decisione dell’organo supremo della giustizia amministrativa. 

L’enclave raccoglie infatti l’eredità di un gruppo di artisti arrivati dalla Gran Bretagna tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta per sfuggire alle politiche di Margaret Thatcher contro i «New Age Travellers» ed è molto legata al territorio: a Mutonia, tanto per fare un esempio, viveva un’assessora del comune in carica fino al 2024.

La battaglia di Giorgio Ricci, il vicino «indispettito» del campo santarcangiolese cominciò 13 anni fa. Il ricorso presentato nel 2013 fu accolto dal Tar nel 2014 che giudicò abusive alcune strutture di Mutonia. 

Tuttavia, l’amministrazione, convinta del valore artistico, culturale e anche turistico della zona, predispose le ordinanze ad hoc per creare un parco artistico salvando di fatto Mutonia dalle ruspe. E infatti il Tribunale amministrativo ne prese atto e tornò sui suoi passi. 

Ricci però non si arrese e tramite il legale Luciano Biagini presentò un altro ricorso, questa volta al Consiglio di Stato, che ha ribaltato la decisione del Tribunale amministrativo. Il duello continuò fino al 2025 quando l’ultima sentenza fece tremare tutta Santarcangelo. Poche parole ma assai chiare: «Un effetto di sanatoria di immobili abusivi non può realizzarsi con un piano tematico».

A questo proposito, vale la pena raccontare le origini di Mutonia, che sorge su una sponda del fiume Marecchia a pochi chilometri dal centro di Santarcangelo. I «Mutoidi» in principio furono un gruppo di britannici, inglesi e scozzesi, partiti da lontano alla fine degli anni Ottanta. 

Sono riciclatori (mutoid è un nomen omen) e infatti Mutonia è piena di rottami trasformati in robot che somigliano a cyborg. Nel villaggio ci sono ancora vecchi camion, un arco che ricorda una porta cittadina fatta – ancora – di camion e auto impilate una sopra all’altro che simula l’ingresso in una città. Intorno ci sono le case. E le case sono state ricavate da cassoni di tir, roulotte, container rimaneggiati e ricostruiti ad arte con materiali di recupero. 

Insomma, c’è di tutto: gli abitanti del villaggio, oggi cittadini a tutti gli effetti di Santarcangelo che lavorano e vivono nel territorio e spesso grazie alla loro arte, tollerano e accolgono i visitatori, a patto che questi rispettino il perimetro della loro privacy evitando di curiosare dentro le abitazioni o nelle strutture private.

Il comune di Santarcangelo per tutelare ancora una volta il valore intrinseco del campo ma anche i diritti dei suoi abitanti ha cercato una soluzione alternativa. 

A tendere una mano anche le altre istituzioni, prima su tutte la Regione. Viale Aldo Moro aveva chiesto l’avviamento di una Conferenza dei servizi semplificata. Alla luce dell’ordinanza che impone la demolizione la conferenza ha verificato «l’esistenza o meno di prevalenti interessi pubblici che ostino alla demolizione dell’insediamento in ragione dei «potenziali profili di valore culturale dell’insediamento soggetto all’ordine di ripristino già rilevati dagli Uffici ministeriali e condivisi dal Settore Patrimonio Culturale».

Sono stati coinvolti tutti gli enti preposti alla tutela degli interessi urbanistici, culturali, paesaggistici, ambientali e di rispetto dell’assetto idrogeologico che appaiono rilevanti nel caso di specie: come si evince dalla delibera, dieci enti e sedici uffici – statali, regionali e comunali – hanno partecipato alla Conferenza asincrona e fornito il proprio parere in merito, a cui si aggiunge quello redatto dal professor Antonio Rocca, direttore dell’Accademia delle Belle Arti «Lorenzo da Viterbo» contenuto nelle memorie presentate dalla stessa Mutoid Waste company, dove sottolinea «la natura organica e non frazionabile di Mutonia», il cui valore eccezionale è largamente riconosciuto sia in ambito nazionale che internazionale. 

Il dispositivo della delibera sarà sottoposto al vaglio del Consiglio comunale nella seduta di martedì 19 maggio ma a Santarcangelo si respira già un certo grado di ottimismo sulla permanenza di Mutonia nel perimetro cittadino.

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14 maggio 2026

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