Viaggio sul lago di Garda: al MuSa un secolo di turismo, dal Romanticismo alla Belle Epoque
In esposizione acquerelli e abiti da garden party, posate smontabili in argento. Gli oggetti esposti al MuSa per «Tourist!» raccontano un secolo di turismo dalle prime esplorazioni di inizio Ottocento fino allo scoppio della Grande Guerra
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Viaggio sul lago di Garda: al MuSa un secolo di turismo, dal Romanticismo alla Belle Epoque
di Martina Dei CasIn esposizione acquerelli e abiti da garden party, posate smontabili in argento. Gli oggetti esposti al MuSa per «Tourist!» raccontano un secolo di turismo dalle prime esplorazioni di inizio Ottocento fino allo scoppio della Grande Guerra
Il Mag, Museo Alto Garda, entra in sinergia con il MuSa Museo di Salò, un accordo di collaborazione per la reciproca promozione e valorizzazione, che impegna le due sedi museali alla promozione delle rispettive offerte culturali. Con una tariffa agevolata per chi visita le due sedi museali: chi si presenta al Mag mostrando il biglietto di ingresso del MuSa avrà la possibilità di accedere con tariffa ridotta. E viceversa. In questa sinergia per la valorizzazione della storia e dell’identità del territorio del Lago di Garda, si inserisce la nuova mostra (aperta fino al 4 ottobre) che racconta un secolo di turismo sul lago di Garda, unica di questo tipo mai proposta, « Tourist! Il fascino del viaggio sul Garda tra Romanticismo e Belle Époque» al MuSa Museo di Salò. Abiti da garden party, posate smontabili in argento e acquerelli d’epoca sono solo alcuni degli oggetti esposti al MuSa per Tourist!, la mostra che racconta un secolo di turismo sul Garda, dalle prime esplorazioni romantiche di inizio Ottocento fino allo scoppio della Grande Guerra. Curata dal direttore del museo Paolo Boifava e da Maria Paola Pasini con la collaborazione di Attilio Brilli, l’esposizione resterà aperta fino al 4 ottobre, patrocinata dal Touring Club Italiano. Paradiso di botanici e naturalisti tedeschi già a partire dal diciassettesimo secolo, il lago di Garda diventò presto una rinomata meta per il turismo mitteleuropeo. Con una particolarità: le maggiori presenze non si registravano in estate, bensì nel periodo freddo. «Al punto che il Grand Hotel di Gardone – spiega il direttore del MuSa Boifava – chiudeva la stagione il 15 maggio».
Le vacanze dei nobili al lago
Attratti dalle temperature favorevoli, erano le persone nobili che sceglievano il lago per passare l’inverno. A partire dalla famiglia arciducale d’Asburgo, proprietaria di una villa ad Arco, rinomata stazione di cura.
Aiutata dalla presenza della corte austriaca, l’economia del territorio crebbe.
A Riva, vennero costruiti i primi alberghi, Gardone Riviera si affermò come città giardino, Salò come meta della villeggiatura elegante, Sirmione come località termale. Una storia che la mostra «Tourist!» racconta attraverso oltre cento opere tra disegni, manifesti, guide illustrate, cartoline, abiti e oggetti provenienti da venti collezioni private.
Gli acquerelli
Grande spazio viene dato agli acquerelli, come quelli panoramici del trentino Basilio Armani o degli artisti al seguito dell’esercito francese nelle guerre napoleoniche, capaci di restituire con immediatezza il sentimento provato dagli autori di fronte alla maestosità del lago. E ai primi eleganti volumi souvenir illustrati che andarono a integrare le più spartane guide da viaggio dotate di mappe pieghevoli. Tra questi, il Voyage pittoresque au lac de Garda, arricchito da una serie di quindici vedute a stampa acquerellate a mano, realizzate nel 1824 dallo svizzero Jakob Wetzel, esposto ora per la prima volta nella sua interezza in Italia. Numerose anche le fotografie proposte, scattate tra il 1880 e il 1913 da nomi noti come i fratelli Alinari, Giovanni Negri, Alois Beer e Moritz Lotze, che a Verona fondò uno degli studi fotografici più accreditati del Nord Italia.
La moda, gli abiti e gli oggetti
Per quanto riguarda la moda d’epoca in mostra c’è un’ampia selezione di vestiti e mantelli da viaggio, abiti da villeggiatura e garden party. «Addirittura, il baule da viaggio di una bambina, risalente ai primi anni del Novecento, che si apre in verticale, proprio come se fosse un armadio, e contiene, cosa davvero rara, il suo guardaroba completo». Ma anche un astuccio di manifattura austriaca con posate in argento smontabili, indispensabile per chi affrontava lunghi viaggi prima di giungere a destinazione, un servizio da toilette portatile composto da quattordici elementi in argento e cristallo contrassegnati dal monogramma di una nobile casata austriaca e il ventaglio con vedute souvenir dipinte di Salò, Gargnano e Desenzano del 1850 circa. O la cassetta da viaggio di un artista che ancora conserva intatti gli acquerelli in pastiglia d’epoca.
Aneddoti e suggestioni letterarie
Tanti, infine, gli aneddoti e le suggestioni letterarie, raccolte anche nel catalogo corredato da un saggio di Brilli. Da quella del filosofo Paul Valéry, figura centrale del Simbolismo e della sua colazione all’aperto con i pescatori a base di sardine arrostite sulle braci, condite con l’olio di Sirmione, capace di restituire l’illusione di un tempo arcaico e immobile. A Johann Wolfgang Goethe, che appena giunto a Torbole durante il suo viaggio in Italia nel 1786 spostò il tavolo della locanda sotto la finestra per disegnare il paesaggio e annotare la direzione dei venti: un gesto sospeso tra osservazione scientifica e abbandono immaginativo. Fino a Stendhal, per cui le rive del Garda formavano «probabilmente il più bel paesaggio del mondo».
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14 maggio 2026
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