Angelica Verri, la modella sul set de Il diavolo veste Prada 2: «Meryl Streep e Stanley Tucci campioni di umanità e umiltà»
La trevigiana ha lavorato 4 giorni come comparsa: «Ho imparato quanto sia importante la precisione, troppo spesso diamo per scontata la magia che vediamo sullo schermo»
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Angelica Verri, la modella sul set de Il diavolo veste Prada 2: «Meryl Streep e Stanley Tucci campioni di umanità e umiltà»
di Vittoria MelchioniLa trevigiana ha lavorato 4 giorni come comparsa: «Ho imparato quanto sia importante la precisione, troppo spesso diamo per scontata la magia che vediamo sullo schermo»
Angelica Verri, 25 anni, da Valdobbiadene ai set internazionali passando per Milano. La giovane modella veneta, oggi rappresentata da Fashion Model Management e già attiva tra Parigi, Atene e Berlino, ha aggiunto un nuovo tassello al suo percorso: una comparsa nel Il diavolo veste Prada 2. Tra scene girate nella suggestiva Pinacoteca di Brera, passerelle accanto a Lady Gaga e incontri ravvicinati con Meryl Streep e Anne Hathaway, Angelica racconta a cuore aperto un’esperienza che definisce «un sogno diventato realtà».
Come è arrivata sul set de Il diavolo veste Prada 2?
«Essere scelta per un film di questa portata non capita per caso. È stato un percorso lungo, fatto di selezioni e attese. Spesso chi guarda il film vede solo il risultato finale, ma dietro c’è un lavoro enorme e settimane di preparazione. Durante i casting ogni dettaglio della nostra professionalità viene osservato con attenzione».
Quali scene ha girato?
«Abbiamo lavorato all’interno della Pinacoteca di Brera e il produttore mi ha scelta direttamente nel backstage per apparire nella scena dell’incontro tra Meryl Streep e Simone Ashley. Ho poi sfilato durante l’esibizione live di Lady Gaga indossando un meraviglioso abito Emilio Pucci. È stato emozionante anche ritrovarmi tra le pagine di Runway, la rivista iconica del film uscita a Milano pochi giorni fa: lì ho davvero percepito quanto tutto stesse diventando reale».
Che atmosfera si respirava sul set?
«Molto professionale ma anche serena. Lavorare con Meryl Streep, Anne Hathaway, Stanley Tucci e Simone Ashley è stato più semplice del previsto: sono persone umili e disponibili, mi hanno fatta sentire subito a mio agio. Le scene venivano ripetute tante volte perché tutto doveva essere impeccabile, ma il clima restava sempre positivo».
Qual è il ricordo più forte che porterà dell'esperienza?
«Ho vissuto quattro giorni intensissimi, lavorando dalla mattina presto fino a sera. Questa esperienza mi ha insegnato quanto sia importante la precisione. Spesso diamo per scontata la magia che vediamo sullo schermo, senza immaginare l’enorme lavoro dietro ogni singolo ciak. Ora so che quella perfezione nasce da un impegno infinito».
Moda o cinema: cosa la rappresenta di più oggi?
«La moda resta il mio primo amore, ma il cinema mi ha davvero sorpresa. Mi è piaciuto tantissimo mettermi in gioco sul set, vivere quell’adrenalina e contribuire a creare qualcosa che resterà nel tempo. Mi piacerebbe molto continuare anche in questo ambiente».
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14 maggio 2026 ( modifica il 14 maggio 2026 | 14:58)
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