Treccani: artiste e filosofe, «voci» di Napoli nel Dizionario biografico delle donne
Con la direzione scientifica di Emma Giammattei, l'imponente opera racconta la vita e il lavoro delle pioniere. Da Titina de Filippo a Concetta Barra
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Treccani: artiste e filosofe, «voci» di Napoli nel Dizionario biografico delle donne
di Natascia FestaCon la direzione scientifica di Emma Giammattei, l'imponente opera racconta la vita e il lavoro delle pioniere. Da Titina de Filippo a Concetta Barra
Vera Vergani, prima interprete di «Sei personaggi in cerca d'autore di Pirandello»
Cosa resta delle grandi attrici che scrivono con il corpo e con la voce la partitura artistica direttamente in scena, facendo di quella performance il loro «testo»? Le vite, come la polvere del palcoscenico, scompaiono in un soffio. Di qualcuna che ha vissuto nell’era della «riproducibilità», se siamo fortunati rimangono fotogrammi di film muti, riprese rare. E per quelle vissute nel Novecento filmati, qualche intervista, lettere, frammenti di un discorso interrotto. Per tutte restano le recensioni scritte, fino alla seconda metà del secolo scorso, solo da uomini che ne hanno giudicato le prove d’arte. In questa prospettiva, ricostruire la biografia di un’artista è rincorrere quel pulviscolo sedimentato nelle poche «cose» che restano. Qualche volta non tanto poche, qualche altra pochissime.
Nella significativa mappatura delle donne meridionali e segnatamente di quelle nate in Campania e a Napoli presenti nel Dizionario biografico e tematico delle donne in Italia, con la direzione scientifica di Emma Giammattei, pubblicato dall'Istituto Italiano dell'Enciclopedia Treccani, ho curato tre «voci». Due dedicate alle cantattrici Gilda Mignonette, la «regina degli emigranti» e prima star della canzone napoletana oltreoceano, e Concetta Barra l’arcaica e contemporanea sibilla della scena popolare di cui non esisteva alcuna biografia. La terza è Vera Vergani, innovativa interprete di Pirandello, morta a Procida dove visse quasi sessant’anni dopo il ritiro dalle scene. La mappa delle «storie» delle protagoniste redatte da autorevoli studiose è vasta ed è impossibile darne conto qui esaustivamente.
Continuando a seguire il pulviscolo delle artiste, nel Dizionario rivivono Pupella Maggio, Regina Bianchi,Titina De Filippo, Concetta Luisa Annunziata ovvero Tina Pica e c’è l’asse delle registe, da Elvira Notari ad Arcangela Wertmüller von Elgg ovvero Lina Wertmüller.
Oltre i «casi» Pimentel Fonseca e Serao sul Corriere del Mezzogiorno segnalati dalla direttrice Giammattei, l’Opera comprende le regnanti come Maria Amalia di Sassonia, prima regina di Napoli e di Sicilia (poi di Spagna), Maria Carolina di Asburgo Lorena e Maria Cristina di Savoia, «una piemontese per Napoli».
Tra le scienziate si segnala Maria Angela Ardinghelli, fisica e traduttrice italiana del Settecento, figura di spicco dell’illuminismo napoletano. E poi Adelaide del Balzo educatrice e filantropa, la pedagogista e filosofa Cecilia Dentice di Accadia, la storica Angela Valente, Alda, Elena, Silvia e Lidia Croce con la loro madre Adele Rossi e nel Novecento troviamo tra le altre Graziella Buontempo, Marisa Albanese, Elisa Frauenfelder, Eirene Sbriziolo con le scrittrici Mariateresa Di Lascia, Fabrizia Ramondino e Anna Maria Ortese.
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