Gli scrittori e il prezzo della libertà
Ahmet Altan, Boualem Sansal, Salman Rushdie: tre voci contemporanee che attraverso le loro storie di intimidazioni subite e perfino di carcerazioni arbitrarie ricordano l'importanza di non abbassare la guardia davanti agli abusi del potere. Il Pen International ha istituito una giornata (15 novembre) nella quale viene chiesto ogni anno il rilascio degli scrittori imprigionati e maggiori garanzie per quelli minacciati
GIOVEDì 14 MAGGIO
Gli scrittori e il prezzo della libertà
Ahmet Altan, Boualem Sansal, Salman Rushdie: tre voci contemporanee che attraverso le loro storie di intimidazioni subite e perfino di carcerazioni arbitrarie ricordano l'importanza di non abbassare la guardia davanti agli abusi del potere. Il Pen International ha istituito una giornata (15 novembre) nella quale viene chiesto ogni anno il rilascio degli scrittori imprigionati e maggiori garanzie per quelli minacciati
di SEVERINO COLOMBOSalman Rushdie (1947)
Lo scrittore Ahmet Altan, l’intellettuale franco-algerino Boualem Sansal, il romanziere e saggista Salman Rushdie. Tre voci contemporaneeche hanno pagato e pagano un prezzo altissimo per la libertà di scrivere e di esprimersi.
Lo scrittore e giornalista turco Altan (Ankara, 1950) è stato arrestato nel 2016 e condannato per i suoi articoli critici e con l’accusa di propaganda sovversiva; ha continuato a scrivere dal carcere dove è rimasto rinchiuso per oltre 4 anni. Nella primavera del 2021 è stato liberato perché la Corte Suprema turca ha annullato le condanne;oggi vive e lavora a Istanbul. In Italia sono usciti numerosi suoi libri tra cui Non rivedrò più il mondo (Solferino), un diario dal carcere nato proprio durante l’esperienza della prigionia e un elogio della scrittura, come forma di dignità dell’individuo.
Boualem Sansal (Theniet El Had, 15 ottobre 1944) scrittore e intellettuale franco-algerino, ha trascorso un anno in carcere ad Algeri, dove era stato arrestato il 16 novembre 2024 subito dopo l’arrivo in aereo da Parigi. Le accuse erano di «attentato all’unità nazionale» e «apologia di terrorismo», giunte in conseguenza di alcune dichiarazioni che riguardavano l'integrità del territorio nazionale.La condanna prevedeva cinque anni di prigione ma il 12 novembre 2025 è stato graziato: anche in virtù di un intervento diplomatico della Germania, Sansal è stato liberato. La scelta dello scrittore di lasciare il suo storico editore Gallimard per passare a Grasset e le dichiarazioni dello scorso aprile di voler abbandonare Parigi e la Francia hanno suscitato molte reazioni critiche e proteste. Sansal ha firmato in carriera molti libri apprezzati dalla critica. Tra i suoi romanzi 2084: La fine del mondo (edito in Italia da Neri Pozza) che ha vinto il Grand Prix du roman 2015 conferito dall’Académie française.
Salman Rushdie (Bombay, 1947) scrittore e saggista indiano con cittadinanza britannica e americana, è autore di opere di narrativa in cui mito e fantasia convivono senza soluzione di continuità con il mondo reale. In seguito alla pubblicazione del suo quarto romanzo, I versi satanici (1988), Rushdie è stato oggetto di diversi tentativi di assassinio e minacce di morte,tra cui una fatwa, una sentenza giuridica del diritto islamico, che ne chiedeva la morte emessa nel 1989 da Ruhollah Khomeyni, allora guida suprema dell'Iran. Il libro è considerato blasfemo da molti musulmani per il modo in cui tratta la figura del profeta Maometto. Il 12 agosto 2022 Rushdie durante un convegno a Chautauqua, negli Stati Uniti, è stato accoltellato da un estremista fanatico musulmano: lo scrittore ha perso l’occhio destro e l'uso di alcune dita della mano sinistra. Il suo libro più recente uscito in Italia è Linguaggi della verità (Mondadori, 2026) che raccoglie discorsi e saggi scritti a partire dagli anni Duemila. Tra gli scritti presenti anche testi realizzati per il club Pen, sodalizio che difende gli scrittori perseguitati e vuole essere un osservatorio permanente sulla libertà di espressione.
Il Pen (acronimo di Poets, Essayists, Novelist), nato a Londra nel 1921, ha centri in molti Paesi; il Pen International ha istituito per il 15 novembre «The Day of the Imprisoned Writer», giornata che apre una campagna in cui viene chiesto ogni anno il rilascio di scrittori imprigionati o una migliore protezione da parte delle autorità per scrittori, giornalisti e attivisti minacciati. «Gli scrittori svolgono un ruolo fondamentale nella costruzione di società funzionanti,poiché ampliano i confini del pensiero, connettono e colmano le lacune, stimolano il pensiero critico e ispirano il cambiamento». Ha dichiarato in proposito Burhan Sonmez, avvocato e scrittore turco di etnia curda, presidente di Pen International. Nel 2025 i quattro scrittori sotto i riflettori del Pen perché presi di mira nel loro lavoro a favore della libertà di espressione pacifica sono stati il giornalista Rory Branker (Venezuela), Yalqun Rozi scrittore e critico cinese di etnia uiguri, Mohamed Tadjadit poeta e attivista algerino, l’autrice georgiana Mzia Amaglobeli.
Nell'immagine: lo scrittore Salman Rushdie (1947; foto Epa / Thomas Lohnes)
Su «la Lettura» #754, in edicola e nell'App, Severino Colombo presenta l'appuntamento «"Eppure dobbiamo parlare". L’accanimento contro la libertà di parola e il potere che ha la protesta civile di riaffermarla», in programma al Salone internazionale del Libro di Torino venerdì 15 maggio (ore 16.30, Sala Oro). All’evento, organizzato con Italian Pen Centre Roma, partecipa la scrittrice, giornalista e attivista turca Ece Temelkuran, che vive esule per le sue idee in Germania, con lei gli scrittori italiani Roberto Saviano, Elena Stancanelli e Sandro Veronesi. «La Lettura» #754 dedica al Salone uno speciale di 22 pagine.
13 maggio 2026 ( modifica il 13 maggio 2026 | 19:52)
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