Arte, mostra «Da Picasso a Van Gogh» da record a Treviso: è la terza più visitata in Italia con 156mila presenze
Successo nazionale per l'esposizione del curatore Marco Goldin con i capolavori del Toledo Museum of Art
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Arte, mostra «Da Picasso a Van Gogh» da record a Treviso: è la terza più visitata in Italia con 156mila presenze
di Matteo MarconSuccesso nazionale per l'esposizione del curatore Marco Goldin con i capolavori del Toledo Museum of Art
A sinistra, Marco Goldin, curatore e critico d’arte, fondatore di Linea d’Ombra. Accanto, la coda di ingresso al Museo di Santa Caterina a Treviso per visitare la mostra
Curatore, storico dell’arte, uomo di teatro: Marco Goldin si conferma uomo dei record. Con la mostra «Da Picasso a Van Gogh», ospitata all’interno del complesso museale di Santa Caterina a Treviso dal 15 novembre 2025 al 10 maggio scorso, è riuscito a conquistare il podio delle grandi mostre a livello nazionale. I biglietti staccati nell’arco dei 156 giorni di apertura attestano l’ingresso di 156.012 visitatori. È con questi numeri che il nostro territorio si posiziona nella geografia nazionale dei grandi eventi espositivi.
Terzo posto dopo Beato Angelico e i Faraoni
La competizione è con eventi di portata internazionale. Al primo posto c’è la mostra «epocale» di Palazzo Strozzi a Firenze, dedicata al Beato Angelico, al secondo i Tesori dei Faraoni alle scuderie del Quirinale, con pezzi inediti giunti a Roma per la prima volta direttamente dal Museo Egizio del Cairo, al terzo Treviso con i 64 capolavori del Toledo Museum of Art. Per rendere possibile questo piazzamento d’eccezione si sono dovuti allineare molti elementi che ruotano tutti attorno alla figura di Marco Goldin. Da tempo la sua Treviso, la città dove è nato, dove vive e dove ha sede la sua società Linea d’Ombra, lo reclamava: se si sono finalmente (ri)aperte per lui le porte di un importante sede museale come quella di Santa Caterina lo si deve sia al costruttivo dialogo con il Comune di Treviso, sia al coinvolgimento di molti sponsor privati che hanno voluto sposare il progetto. Poi c’è quel capitale di relazioni, costruito nel tempo, che gli ha consentito di intercettare e portare in Italia la collezione «itinerante» del Toledo Museum of Art, con sede in Ohio, negli Stati Uniti.
Unica tappa europea dei capolavori
In occasione dei lavori di restauro del museo statunitense le opere sono state protagoniste di un tour mondiale in diversi continenti: quella in Italia è stata l’unica tappa europea. Ed è così che a Santa Caterina è stato possibile ammirare in esclusiva opere di Picasso, Van Gogh, Monet, Renoir, Gauguin, ma anche importanti esponenti dell’astrazione, Diebenkorn, Reinhardt, Mondrian, Klee, Rauschenberg e altri nomi «simbolo» del ‘900, come Matisse, Modigliani, Hopper. Non una semplice «all stars compilation», ma un vero viaggio attraverso la storia dell’arte: Goldin ha voluto strutturarlo a ritroso, introducendo approfondimenti narrativi ed emozionali che superano la classica fruizione passiva dello spettatore.
Il dato delle 42 mila audioguide noleggiate (80 minuti accompagnati dalla sua voce) rivela la dimensione ormai ipertestuale di questo tipo di eventi. Il progetto curatoriale ha ricevuto il sigillo di rilevante interesse culturale e scientifico dal ministero della Cultura.
Un valore per la collettività
E mentre le autorità cittadine ieri, 12 maggio, hanno presentato i risultati ragguardevoli di questo evento, con in prima linea il sindaco di Treviso, Mario Conte, è apparso chiaro come quelle opere abbiano oggi per la collettività un valore che trascende la semplice fruizione espositiva o il mercato (tutte assieme le opere valgono un miliardo di euro). Si parla così del loro potere «curativo», che si esercita sia nei confronti delle persone che scelgono di osservarle, di percepirne il ritmo, il senso, sia nei confronti della città che le ha ospitate, capace di riscoprire il valore dell’accoglienza nei confronti di un pubblico internazionale, curioso e attento ai dettagli. «Monet, Van Gogh, Pissarro, Renoir, tutti questi artisti – argomenta Goldin – hanno collocato la natura al centro. Sono passati 150 anni da allora eppure, come i pittori impressionisti uscivano dalla città per fuggire una prima industrializzazione e andavano a dipingere lungo la Senna o nelle campagne, nello stesso modo oggi abbiamo bisogno di riconoscere nella natura uno strato più profondo di noi».
Goldin a teatro
Chiuse le porte del “museo” si aprono ora quelle dei teatri: dal prossimo ottobre 2026, prenderà il via la nuova tournée teatrale di Marco Goldin intitolata «Monet. Una vita a colori». Lo spettacolo (visto in anteprima sabato scorso proprio a Treviso) celebra il centenario della scomparsa di Claude Monet e offre un’esperienza immersiva, tra nuove tecnologie ed emozioni «analogiche» di note e voce.
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13 maggio 2026
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