«Le nostre indicazioni per i licei non sono ideologiche. Sbagliato fissarsi sui nomi dei filosofi»
La replica all'appello di 60 docenti ed ex docenti universitari contro i nuovi «programmi» in cui non vengono menzionati né Marx, né Spinoza, Fichte o Schelling
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«Le nostre indicazioni per i licei non sono ideologiche. Sbagliato fissarsi sui nomi dei filosofi»
di Adriano Fabris e Massimo Mugnai, coordinatori della sottocommissione di Filosofia per le nuove Indicazioni nazionali per i liceiLa replica all'appello di 60 docenti ed ex docenti universitari contro i nuovi «programmi» in cui non vengono menzionati né Marx, né Spinoza, Fichte o Schelling
Modello digitale della Scuola di Atene di Raffaello Sanzio senza i personaggi originali (Platone, Aristotele, Pitagora, Euclide, Diogene, Epicuro...)
Riceviamo e volentieri pubblichiamo
Nell’appello di alcuni docenti ed ex docenti universitari di filosofia a proposito della bozza di proposta delle Indicazioni Nazionali, oggetto attualmente di confronto pubblico. In quel documento si dichiara che nell’elaborazione della bozza non vi è stata una discussione autenticamente democratica e che l’intero impianto risponde a un progetto culturale ben preciso e politicamente schierato. Come coordinatori della sottocommissione di filosofia, sentiamo il dovere di respingere con fermezza queste affermazioni, che riteniamo non solo infondate, ma lesive della serietà e del rigore con cui decine di professori hanno lavorato, con spirito di servizio, a un documento destinato alle future generazioni.
Occorre anzitutto ricordare con precisione chi ha redatto questo documento. La sottocommissione di filosofia annovera nomi di alto profilo scientifico ed è stata costituita nel rispetto del pluralismo culturale e di ruoli il più ampio possibile: vi hanno preso parte filosofi e filosofe di orientamenti profondamente diversi, accademici appartenenti a tradizioni di pensiero differenti e talvolta distanti tra loro, docenti di scuola secondaria con lunga e consolidata esperienza sul campo, dirigenti scolastici. Definire ideologicamente orientato il lavoro di un gruppo così composito significa misconoscere la varietà di posizioni e di approcci che lo ha caratterizzato fin dal primo momento dei lavori. È un’accusa che non regge all’esame dei fatti e che, soprattutto, offende la professionalità e l’integrità intellettuale di tutti coloro che vi hanno contribuito.
Sul piano del metodo, il percorso di elaborazione della bozza ha previsto una costante interazione con le Società di Filosofia appartenenti alla Consulta Nazionale di Filosofia e con la comunità filosofica italiana rappresentata dalle sue principali istituzioni, a partire dalla Società Filosofica Italiana. Ora la bozza è sottoposta al dibattito pubblico: sono in corso numerose audizioni con associazioni, insegnanti, editori, parti sociali, e ogni contributo sarà tenuto in seria considerazione. Affermare che questo iter non sia un percorso condiviso e democratico è semplicemente smentito dai fatti. Anzi, raramente nella storia recente delle politiche curriculari italiane un documento di indirizzo è stato sottoposto a un confronto così aperto, articolato e strutturato prima della sua adozione definitiva. Il confronto pubblico non è una concessione: è la premessa stessa del lavoro.
I colleghi firmatari dell’appello sottolineano che nell’elenco dei filosofi da trattare mancherebbero alcuni nomi significativi, e ne deducono una precisa intenzione ideologica e culturale. Il problema è che, se ci si concentra esclusivamente sui nomi, rischia di sfuggire l’elemento di novità che contraddistingue questa proposta nella sua interezza. La bozza prevede due percorsi complementari e integrabili: un percorso tematico-problematico, che parte dalle grandi questioni che la filosofia è in grado di affrontare e le contestualizza attraverso precisi riferimenti a testi e autori della storia del pensiero; e un percorso diacronico, che propone una ricostruzione della storia della filosofia mettendo in evidenza le questioni di fondo che i filosofi, nel corso dei secoli, si sono trovati ad affrontare. Il dibattito su chi c’è e chi manca tra i filosofi elencati rischia di essere ancorato soltanto al secondo approccio, di avallare implicitamente la sola impostazione storicistica e di fraintendere così gli aspetti genuinamente innovativi dell’intero impianto. Concentrare la critica sull’elenco degli autori equivale, in altri termini, a leggere il documento con gli occhi del vecchio programma, ignorando deliberatamente la logica che lo sorregge. La scuola è cambiata, sono cambiati i bisogni degli studenti: è giusto, anzi è doveroso, che vengano aggiornati anche i metodi e le prospettive didattiche, aprendo il dibattito a proposte di innovazione fondate e argomentate.
Il fatto di aver fatto riferimento, in alcuni casi, a movimenti e correnti piuttosto che ai singoli filosofi, e di non aver menzionato tutti i pensatori significativi della storia del pensiero, non risponde a scelte arbitrarie o, peggio, a omissioni ideologiche: risponde a un’ulteriore esigenza di fondo, quella di salvaguardare la libertà professionale e l’autonomia didattica del docente. Il documento in discussione si intitola Indicazioni, non Programmi. Non si tratta di un gioco di parole né di una distinzione formale: il nome discende dalla legge della scuola autonoma. Le Indicazioni offrono orientamenti e prospettive agli insegnanti di liceo, che poi saranno chiamati a tradurle in percorsi concreti, tenendo conto delle situazioni reali in cui opereranno. Questa impostazione valorizza la professionalità docente, riconosce la complessità dei contesti, non la comprime entro prescrizioni rigide. Pretendere un catalogo tassativo di autori obbligatori significherebbe tornare a una logica programmatica che questa proposta intende consapevolmente superare.
Ci sia consentito, in conclusione, di rivolgere anche noi un appello.
Evitiamo di trasformare la possibilità di una riflessione comune in una semplice polemica e in un pretesto, ben poco filosofico, per uno scontro di opinioni. Abbiamo l’occasione di ripensare, in maniera condivisa, il ruolo della filosofia per le future generazioni. Cogliamola.
Adriano Fabris è professore ordinario di Filosofia morale, Università di Pisa, Presidente della Consulta Nazionale di Filosofia
Massimo Mugnai è stato professore ordinario di Storia della logica, Scuola Normale Superiore di Pisa
13 maggio 2026 ( modifica il 13 maggio 2026 | 16:21)
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