Paolo Kessisoglu: «Scrivere non era nei miei piani. Quando perdi i genitori diventi padre e non più figlio. Di colpo puoi entrare in crisi, forse perché senti che stai invecchiando»
Corriere della Sera - Cultura

Paolo Kessisoglu: «Scrivere non era nei miei piani. Quando perdi i genitori diventi padre e non più figlio. Di colpo puoi entrare in crisi, forse perché senti che stai invecchiando»

Mercoledì 13 maggio 2026
3 visualizzazioni

«Ieri è il momento giusto» (Solferino), il romanzo on the road del comico sulla paternità e la presentazione in Salaborsa a Bologna

Garlasco, i nuovi audio di Sempio in auto: «Sono preoccupatino». La madre in lacrime per lo scontrino: «La colpa è anche mia»

I tuoi preferiti

Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.

Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccedi

Hai salvato un nuovo articolo

Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.

Paolo Kessisoglu: «Scrivere non era nei miei piani. Quando perdi i genitori diventi padre e non più figlio. Di colpo puoi entrare in crisi, forse perché senti che stai invecchiando»

di Piero Di Domenico

«Ieri è il momento giusto» (Solferino), il romanzo on the road del comico sulla paternità e la presentazione in Salaborsa a Bologna

Paolo Kessisoglu, attore e ora anche scrittore

La sua prima volta da romanziere, con il libro Ieri è il momento giusto (Solferino), Paolo Kessisoglu la racconterà oggi alle 18 in Salaborsa, per «Le voci dei libri», in dialogo con Massimo Marino del «Corriere di Bologna». Un romanzo on the road sulla paternità, con due fratellastri da poco scopertisi tali che partono insieme per cercare di capire chi fosse davvero il padre scomparso improvvisamente. 

Kessisoglu, perché un romanzo? 
«In effetti devo ammettere che non era nei miei piani. Quando mi hanno proposto di scrivere un libro autobiografico dopo la morte a breve distanza l’uno dall’altra dei miei genitori, che non avevo voglia di fare, ho pensato invece a un romanzo che andasse da tutt’altra parte». 

Da dove è partito? 
«Ho trovato emozionante soprattutto la creazione della storia e sono rimasto sedotto dalla disciplina che un romanzo richiede, da cui non si può prescindere». 

Chi è Federico, il suo protagonista? 

«Un uomo di mezza età, incerto, che ha perso di vista le cose più importanti, le relazioni, gli affetti, le persone, per seguire una visione più pragmatica. La vita lo costringerà però a fare i conti con qualcosa di più profondo». 

Dopo il monologo teatrale Sfidati di me, ancora una riflessione sul rapporto tra padri e figli. 
«Nel momento in cui vengono a mancare le figure genitoriali, capisci che sei padre e non più figlio. Ti fai più domande e di colpo puoi entrare in crisi, forse perché senti che stai invecchiando». 

Sua figlia Lunita, con cui al Festival di Sanremo 2025 aveva presentato una canzone sul fenomeno degli hikikomori, l’ha letto? 
«Non ancora, ma sono molto curioso di sapere cosa ne pensa». 

E il suo sodale Luca Bizzarri, che un romanzo l’aveva scritto già nel 2020? 
«In realtà fuori dal palcoscenico ci vediamo molto poco. Teniamo separate le attività di noi come singoli. Anch’io avevo scoperto il suo libro dopo che era uscito». 

Pensa che seguiterà a scrivere romanzi? 
«Purtroppo dormo molto poco, sempre meno e sempre peggio. Lo svegliarsi presto ha di buono almeno che si lavora con la testa. Scrivere un romanzo è diverso dallo scrivere per un attore, è un esercizio che richiede tecniche ben precise. A me poi interessa muovermi in più campi». 

Cosa piace invece al lettore Paolo Kessisoglu? 
«Devo ammettere che non sono un gran lettore di narrativa, per lavoro leggo soprattutto di attualità, quotidiani e giornali. Però adoro le biografie, per esempio quella di personaggi che amo come Dean Martin, poi Chaplin, anche quella di Woody Allen è molto bella. Ogni tanto mi capita di riprendere in mano vecchi libri della mia biblioteca». 

Come autore satirico invece gli spunti oggi sembrano proprio non mancare.
«Materiale ce n’è in quantità. Anche se da cittadino è doloroso constatare una qualità così bassa del dibattito, è davvero un gran peccato». 

LEGGI ANCHE

Vai a tutte le notizie di Bologna

Iscriviti alla newsletter del Corriere di Bologna

13 maggio 2026

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Il video dell'ordigno bellico portato in classe a Modena: lo studente con il colpo di mortaio in mano

Il fatto è
avvenuto in mattinata in un liceo classico di Modena,
protagonista uno studente che frequenta una classe terza. . Il
proiettile è stato portato in giardino.

L'informazione nella tua mail

Corriere di Bologna

Le news principali su Bologna
Ogni giorno alle 18, a cura della redazione

IscrivitiLA PRIMA PAGINA DI OGGI

Condividi questo articolo