«Soglie - Oltre il confine dello sguardo», mostra collettiva alla Galleria Latina
Corriere della Sera - Cultura

«Soglie - Oltre il confine dello sguardo», mostra collettiva alla Galleria Latina

Martedì 12 maggio 2026
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Opening 15 maggio ore 18.30

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«Soglie - Oltre il confine dello sguardo», mostra collettiva alla Galleria Latina

di Redazione online

Opening 15 maggio ore 18.30

Dopo il successo del Grand Opening di gennaio con cui ha riaperto le sue porte al pubblico, e la personale di Omar Hassan, la Galleria Latina inaugura giovedì 14 Maggio dalle ore 18.30 la mostra collettiva “Soglie / Thresholds”, visitabile fino al 15 giugno.

Il progetto presenta un nutrito corpus di opere che spaziano tra diversi stili e linguaggi - dalla pittura alla scultura, dalle video-installazioni al mixed media.

Galleria Latina si conferma così non mero spazio espositivo, ma autentico laboratorio creativo e sperimentale, dove le galleriste Chiara Pazzanese e Arianna De Silviohanno invitato gli artisti a confrontarsi con il tema delle "Soglie", stimolando la nascita di lavori inediti concepiti specificamente per questo percorso.

L'esposizione si propone come un "campo di attraversamenti": più che semplici opere da osservare, situazioni percettive da abitare. In questo confine, la materia smette di essere pura presenza e si offre come passaggio; il visitatore non è un testimone esterno, ma un elemento essenziale del processo in cui il confine tra chi guarda e l'oggetto guardato svanisce.
L’allestimento si articola sui due piani della galleria, creando una narrazione fluida tra i vari linguaggi del contemporaneo.

Al piano terra, il visitatore viene accolto dall’opera-soglia in acciaio di Michele Ciribifera, che dialoga con gli interni come un secondo ingresso. Il percorso prosegue declinando gli elementi naturali: dagli ologrammi acquatici di Michelangelo Bastiani al Tuono di Alessandro D’Aquila (in collaborazione con Pepe Maniak), una tavola ottometrica poetica, passando per i processi di combustione così ben rappresentati da Valeria Vaccaro e il rimando alla terra con "Radici" di Nicolas Denino.

La sala attigua, ben visibile dalla vetrina, ospita l'installazione site-specific di Daniele Sigalot e le teche di Omar Hassan, che giocano con la trasparenza e la rifrazione, e le opere di Barbara Nejrotti e Marco Rea, creando un dialogo tra luce e spazio.

Al piano superiore, la mostra si concentra sulla figura umana e sull’ibridazione. Qui si incontrano il dialogo tra analogico e digitale di Niccolò Tomaini, la ricerca sulla corporeità di Sofia Bianchini, le figure di Simona Gasperini, intese come tracce instabili tra apparizione e dissoluzione, le stratificazioni cromatiche di Domitilla Verga ed il suo tuffo introspettivo verso un centro materico, le sculture sostenibili di Davide Dall’Osso.

I contributi di Filippo Riniolo,Elena Fabris ed Enrico Dicò introducono una connotazione politica: il primo attraverso l'installazione sonora "Mare" racconta il dramma delle migrazioni dando voce al punto di vista femminile; la seconda con la serie "Greetings from..." utilizza la dissonanza cognitiva tra monumenti iconici e lotta per la sopravvivenza per scuotere la coscienza dell’osservatore; il terzo reinterpra l’iconica Statua della Libertà americana in chiave provocatoria, facendole assumere il volto di Putin.

Completano la proposta allestitiva le opere di: Francesca De Angelis, Federico Giannini, Fabio Imperiale, Egidio Minnucci, Oliviero Pagliaroli, Valeria Patrizi, Ottorini Stefanini.

In un dialogo ideale tra generazioni,inoltre, sono presenti alcuni lavori di Giulio Turcato e Michelangelo Conte.

Con una collettiva che spazia dai maestri storicizzati alle promesse del settore, Galleria Latina punta a rendere l'arte un'esperienza vibrante, immersiva e accessibile, nel cuore di Roma, in un'area della città centrale e al contempo "fuori dai radar" del turismo di massa.

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