Jesolo, la guerra del Terrazzamare tra sfratto e indennizzo. Il futuro del locale sarà deciso dal tribunale di Venezia
Corriere della Sera - Cultura

Jesolo, la guerra del Terrazzamare tra sfratto e indennizzo. Il futuro del locale sarà deciso dal tribunale di Venezia

Martedì 12 maggio 2026
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Il Terrazzamare sarà aperto nei weekend, niente cena ed eventi. I gestori: «Dopo 10 anni di investimenti il "proprietario" ha deciso di cambiare, aveva promesso di "vendere" tutto. Alla porta i gestori della discoteca King's

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Jesolo, la guerra del Terrazzamare tra sfratto e indennizzo. Il futuro del locale sarà deciso dal tribunale di Venezia

di Antonino Padovese

Il Terrazzamare sarà aperto nei weekend, niente cena ed eventi. I gestori: «Dopo 10 anni di investimenti il "proprietario" ha deciso di cambiare, aveva promesso di "vendere" tutto. Alla porta i gestori della discoteca King's

Roberto Bardella e Roberta Rorato, gli attuali gestori del Terrazzamare di Jesolo (a destra)

Il futuro di uno dei più noti locali della vita notturna di Jesolo, il Terrazzamare di piazzetta Faro, si deciderà in tribunale. È guerra aperta fra l’attuale «proprietà», rappresentata dall’imprenditore titolare di un’azienda di distribuzione delle bevande Sandro Lazzarini, e la coppia di ristoratori trevigiani Roberta Rorato e Roberto Bardella, proprietari del ristorante Marcandole di Salgareda, Treviso, che gestiscono il locale della località balneare dal 2016. «Quando l’abbiamo preso dopo un paio di cambi gestione era morto, l’abbiamo risollevato, abbiamo portato la cucina raffinata delle Marcandole, l’abbiamo fatto crescere con serate importanti. Cito solo un evento con Carlo Cracco o la presentazione di guide gastronomiche. Abbiamo ospitato serate, feste per matrimoni. Non ci aspettavamo di concludere così questa esperienza». Queste le parole di Roberto Bardella, che annuncia la data di inizio della stagione: «Apriremo il Terrazzamare sabato 23 maggio, fino a settembre gli ospiti troveranno il lounge bar per l’aperitivo e il dj set per il post dinner». Tutto questo solo nei fine settimana, niente cena, niente eventi, niente di niente. «Abbiamo uno sfratto esecutivo perché ci siamo rifiutati di lasciare le chiavi il 31 dicembre visto che la proprietà non ha mai ipotizzato un indennizzo per il valore che abbiamo dato a questo locale in dieci anni».

La storia e la querelle

L’imprenditore Lazzarini, cercato nel suo ufficio di Eurodrink, ha detto di non essere interessato a commentare le parole di Bardella e la vicenda che ruota al locale che è nato nel 1992 grazie ai fratelli Luca «Fizzo» e Fabrizio «Bicio» Fabbro, che l’hanno guidato fino al 2012. Dopo una serie di cambi gestione, nel 2016 sono subentrati Roberta Rorato e Roberto Bardella, che hanno introdotto il ristorante con una cantina di tutto riguardo e dato una marcia nuova a un locale che ha cambiato pelle seguendo le nuove tendenze della movida. Due anni fa, quando si stava avvicinando la data di scadenza del contratto, il 31 dicembre 2025, i coniugi Bardella hanno incontrato Lazzarini proponendogli di «acquistare» il locale. In realtà la proprietà è del Demanio per la parte palafitticola sul fiume Sile, il terreno è un’altra concessione che viene messa a gara come prevede la direttiva Bolkenstein; l’ultima licenza scadrà nel 2030. «Lazzarini si era detto favorevole, solo si era impegnato a ‘vendere’ dopo due anni. Invece in autunno ci ha comunicato che aveva intenzione di cambiare gestione del Terrazzamare». Lazzarini aveva individuato nei gestori della discoteca King’s i nuovi interlocutori. 

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Dopo il fermo no dei Bardella, la questione si è spostata al tribunale di Venezia, che ha confermato lo sfratto esecutivo e aggiornato l’udienza a novembre 2026 per parlare di indennizzi a favore della società che negli ultimi dieci anni ha fatto «investimenti importanti». I coniugi Bardella hanno così deciso di avviare l’ultima stagione al Terrazzamare ma con uno sfratto pendente hanno annullato tutti gli eventi, feste di nozze comprese, l’attività di ristorazione e deciso di aprire solo con la formula aperitivo-post dinner nei weekend.

Il progetto a Venezia

In attesa delle decisioni del tribunale, che saranno prese a stagione finita, i coniugi trevigiani hanno aperto a Venezia, vicino al ponte dell’Accademia, una nuova proposta, il Cafè des Arts all’interno della galleria Bartoux, negli spazi un tempo occupati da negozi di antiquariato e dal cinema Accademia, chiuso da 24 anni. Si tratta di un bistrot aperto negli orari della galleria e alla sera per eventi privati, che, in attesa degli arredi definitivi, è stato completato anche con le iconiche poltroncine che in questi anni venivano utilizzate durante le serate del Terrazzamare.

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