Fine del bipartitismo inglese, ora servono leader credibili
Corriere della Sera - Cultura

Fine del bipartitismo inglese, ora servono leader credibili

Martedì 12 maggio 2026
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Fine del bipartitismo inglese, ora servono leader credibili

risponde  Aldo Cazzullo

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Caro Aldo,
ma se salta il tappo inglese cosa accadrà in Europa? E per «tappo» intendo quella che se pur indicata come la prima democrazia occidentale lo è sempre stata in maniera anomala. Le amministrative che si sono appena svolte hanno visto il successo dirompente del redivivo, e brexista, Nigel Farage: gli inglesi hanno votato colui che li ha fatti uscire dall’Europa nonostante gli strascichi di una svolta che non li ha avvantaggiati. Come se lo spiega?
Mario Taliani

Caro Mario,
nel 2017 conservatori e laburisti raccoglievano ancora più dell’82% dell’elettorato. Alle ultime amministrative hanno raccolto il 17% ciascuno. Il bipartitismo è totalmente saltato. I laburisti hanno perso voti a destra a favore di Farage: sono voti delle classi popolari, in particolare dei distretti post industriali del Nord. E hanno perso voti a sinistra a favore dei Verdi, in particolare nelle classi intellettuali, nei quartieri di Londra e nel Sud benestante. Sinceramente Farage non mi sembra la soluzione. Lo intervistai alla vigilia della Brexit, mi disse di essere un conservatore deluso, un thatcheriano rimasto orfano: sosteneva che Maggie non si sarebbe mai asservita all’Europa, ed era convinto di proseguire la sua battaglia. Ma oggi cos’ha da offrire Farage agli inglesi? La Brexit c’è stata, e si è rivelata un mezzo disastro per l’economia. Se mandasse a casa gli immigrati, il Regno Unito si fermerebbe. Inoltre l’elettorato oggi è diviso in cinque: oltre ai conservatori ci sono anche i liberaldemocratici. Il Regno Unito non ha mai avuto un governo di coalizione, tranne nel 2010 quando i libdem sostennero i conservatori, per essere poi spazzati via alle elezioni successive. Alla fine qualche forma di intesa i partiti dovranno trovarla; ma sarà un amaro compromesso per una democrazia che si regge sui collegi uninominali, sul bipartitismo e sull’alternanza. A complicare le cose, l’assenza di leader credibili. I conservatori hanno cambiato cinque premier, compreso il disastroso Boris Johnson; ora Starmer si abbarbica alla poltrona, ma anche i laburisti hanno un problema di leadership.

12 maggio 2026

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