Peggy Guggenheim, la mostra sugli inizi della collezionista d'arte: la prima galleria a Londra, poi il successo. «Non ne capivo nulla»
Fino al 19 ottobre l'esposizione negli spazi della Collezione Guggenheim con un centinaio di opere. L’inizio con Cocteau, i primi artisti Mondrian, Duchamp, Kandinsky. E il grande successo
I tuoi preferiti
Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.
Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccediHai salvato un nuovo articolo
Trovi tutti gli articoli salvati nella tua nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.
Peggy Guggenheim, la mostra sugli inizi della collezionista d'arte: la prima galleria a Londra, poi il successo. «Non ne capivo nulla»
di Veronica TuziiFino al 19 ottobre l'esposizione negli spazi della Collezione Guggenheim con un centinaio di opere. L’inizio con Cocteau, i primi artisti Mondrian, Duchamp, Kandinsky. E il grande successo
Nella foto grande, Vasily Kandinsky «Curva dominante,». Accanto, Peggy Guggenheim con lo storico dell’arte Herbert Read, suo consigliere. Sotto, Cedric Morris «Scott MacGregor»
In uno scatto del ’39 di Gisèle Freund, Peggy Guggenheim è seduta su un divano, tailleur grigio, intenta a discutere con lo storico dell’arte Herbert Read, suo consigliere. Lui le mostra la riproduzione dei «Nove stampi maschi» (1914-15) di Marcel Duchamp, lei ascolta, con quell’aria curiosa di chi sta ancora prendendo le misure a un mondo nuovo. Alle spalle, un quadro di Ives Tanguy «Il sole nel suo portagioie» (1937): un paesaggio dall’aspetto lunare, senza orizzonte, quasi una promessa. In quell’immagine c’è già tutto: il passaggio in cui la ricca Marguerite Guggenheim sta per diventare qualcosa d’altro. Lo racconta la mostra Peggy Guggenheim a Londra. Nascita di una collezionista, a cura di Gražina Subelyte e Simon Grant, fino al 19 ottobre alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, con un centinaio di opere. Londra, gennaio 1938: Peggy apre la galleria «Guggenheim Jeune» al numero 30 di Cork Street, senza una vera formazione alle spalle. «Non ne capivo niente», scriverà poi nella sua autobiografia. Era alla ricerca di «qualcosa che potesse assorbirla».
Una boccata d'aria fresca sulla scena londinese
La morte della madre le garantisce i mezzi e arrivano gli incontri decisivi, da André Breton a Tanguy e Duchamp. La prima mostra è affidata a Jean Cocteau, incontrato in una stanza d’albergo tra i fumi dell’oppio. Da quella posizione laterale nasce una libertà che le istituzioni non avevano. «Ci sono voluti sei anni - sottolinea la direttrice del museo Karole P. B. Vail - per ricostruire questo capitolo. Peggy portò con la sua galleria una boccata d’aria fresca sulla scena artistica londinese. In soli 18 mesi - chiuderà già nel giugno del 1939 - diventa un punto di passaggio obbligato per l’avanguardia europea grazie a 21 mostre dirompenti». Il percorso prende avvio dalle prime prove di campo: l’astrazione e il Surrealismo come territori ancora incerti, tra forme organiche e visioni oniriche. Ecco «Testa e conchiglia» (1933) di Jean (Hans) Arp, prima opera che Peggy acquista per la sua collezione; «Oltre lo specchio» (1937) di Rita Kernn-Larsen, che introduce un immaginario ambiguo; e, sospesa, «Nube articolata» (1937/2023) di Wolfgang Paalen, uno spiazzante assemblaggio di spugne a forma di ombrello. Ci sono poi le «Ragazze tra gli archi» (1936) di Pegeen Vail, figlia di Guggenheim, le cui opere sono incluse, con quelle del fratello Sindbad, nell’«Exhibition of Paintings and Drawings by Children» presentata in galleria.
La scommessa Kandinsky e le sculture fermate in dogana
La sala mozzafiato dedicata a Vasily Kandinsky segna un primo vero salto. La sua personale londinese è una scommessa. Tele come «Curva dominante» (1936) e «Figura verde» (1936), segnano una traiettoria precisa: dalla traccia figurativa a una forma sempre più autonoma. Subito dopo, il tono cambia. Le bambole e le maschere di Marie Vassilieff portano una dimensione quasi teatrale, dove arte e artigianato si mescolano senza gerarchie. È una deviazione apparente, in realtà coerente con l’idea di non voler fissare confini. La «Maschera di Marlene Dietrich» o le bambole dedicate a Cocteau sono un modo per rimettere in gioco identità e rappresentazione. La mostra sulla scultura contemporanea, nella primavera del ’38, è il momento più rumoroso. Le opere fermate in dogana: «Una norma del 1932 - spiega Subelyte - tassava le sculture non riconosciute ufficialmente come arte. Quelle per Guggenheim Jeune furono bloccate dal direttore della Tate Gallery. Ne nacque un caso, tra stampa e Parlamento, risolto a favore di Peggy. È un succes de scandale.
La nascita di un movimento
Poco dopo, Guggenheim acquistò un bronzo di Henry Moore, «Figura reclinata» (1938), esposto ora a Ca’ Venier dei Leoni. Quindi, i ritratti di Cedric Morris, affollati e irregolari, che restituiscono una geografia umana più che artistica. Quasi nascosto, un giovanissimo Lucian Freud. L’excursus segue il ritmo serrato della programmazione di Guggenheim Jeune: Charles Howard, Heinz Henghes, l’esperienza dell’Atelier 17 di Hayter, fino alla mostra sull’arte astratta e concreta, Qui la forma pura si impone, trovando una sintesi nelle geometrie calibrate di Sophie Taeuber-Arp e nella tensione rigorosa di Piet Mondrian: «la sua è un’astrazione calma», chiosa Grant. Passando per gli artisti del collage, il finale torna all’immagine iniziale. I ritratti a colori di Freund e poi il quadro - quello vero - di Tanguy chiudono l’esperienza londinese come un saluto. Peggy è già altrove: pensa a un museo, a una collezione, a qualcosa di più stabile. La guerra interrompe il progetto, ma non il movimento.
LEGGI ANCHEBiennale, dagli Etruschi a Marina Abramovic: tutte le mostre a Veneziadi Veronica Tuzii
Lucio Fontana, alla Collezione Guggenheim di Venezia una mostra dedicata alle ceramiche del maestro dei «tagli»di Veronica Tuzii
Collezione Guggenheim, l'arte attraverso gli specchi: apre la mostra dedicata alla portoghese Maria Helena Vieira da Silvadi Sara D'Ascenzo
Vai a tutte le notizie di Venezia Mestre
Iscriviti alla newsletter del Corriere del Veneto
12 maggio 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Venezia, il volantino Pd con le foto dei due candidati più giovani della lista fatto azzannare da un cane
Insulti nei confronti di due candidati più giovani del Partito democratico
L'informazione nella tua mailCorriere del Veneto
Le news principali sul Veneto
Ogni giorno alle 12, a cura della redazione