Metti una sera al cinema a Brunico. La lezione della piccola cittadina sudtirolese e i ricordi della guerra 80 anni fa
Corriere della Sera - Cultura

Metti una sera al cinema a Brunico. La lezione della piccola cittadina sudtirolese e i ricordi della guerra 80 anni fa

Lunedì 11 maggio 2026
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Il Monumento all'Alpino, il cinema Odeon e lo stesso film proiettato in due sale: italiano e tedesco. Come sono evolute le cittadine. Le simpatie diffuse per il Nazismo negli anni nella guerra, il modello di convivenza oggi

Sempio in un soliloquio del 2017: «È successo qualcosa quel giorno...alle nove e mezza». Per i pm l'orario in cui si sarebbe presentato a casa Poggi

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Metti una sera al cinema a Brunico. La lezione della piccola cittadina sudtirolese e i ricordi della guerra 80 anni fa

di Francesco Chiamulera

Il Monumento all'Alpino, il cinema Odeon e lo stesso film proiettato in due sale: italiano e tedesco. Come sono evolute le cittadine. Le simpatie diffuse per il Nazismo negli anni nella guerra, il modello di convivenza oggi

Gli interni del cinema Odeon di Brunico, Bolzano (google.com)

Dell’Alto Adige com’era subito dopo la Seconda guerra mondiale hanno scritto in molti. Ad esempio un veneto molto bravo, il giornalista e scrittore Marco Ballestracci, in «Preludio e fuga di Riccardo Klement». Ricardo Klement era lo pseudonimo che adottò Eichmann nella fuga in Argentina, scappando dalla giustizia che lo attendeva per i suoi crimini attraverso Bressanone, dove ricevette protezione, connivenze e documenti falsi. Una pagina oscura di cui ha scritto anche Olivier Guez, autore di sceneggiature e di romanzi, uno su tutti, «La scomparsa di Josef Mengele»: perché anche Mengele fu salvato dal clero sudtirolese, essendo l’Alto Adige di ottant’anni fa un luogo cupo, di contraffazione, di simpatie diffuse per il nazismo. Nel 1945 c’era stato anche l’incredibile caso dei prigionieri dei nazisti al lago di Braies, sì, lo stesso ameno laghetto dove oggi si va a fare le scampagnate e a comprare le marmellate e dove ieri un pezzo di intellighenzia e di aristocrazia europea, come l’ex primo ministro francese Leon Blum, fu ostaggio dei tedeschi, con molte complicità di persone del luogo. (Non che il Veneto abbia grandi lezioni da dare a riguardo: come ricordano gli storici, da Simon Levis Sullam in giù, a mettere gli ebrei veneziani sui vagoni piombati per Auschwitz nel 1943 non furono solo i tedeschi, ma innanzitutto gli italiani repubblichini, i veneziani che poi si improvvisarono antifascisti). 

Il Südtirol e il terrorismo separatista

Resta che il Südtirol rimase non pacificato molto più a lungo. Ci ricordiamo negli anni Sessanta la stagione del terrorismo separatista, le bombe sui tralicci, gli attentati alle caserme. La contrapposizione linguistica. L’oppressione della popolazione germanofona ad opera delle istituzioni romane. Il timore che nel cuore dell’Europa risorgessero i conflitti etnici. Fa dunque particolare impressione passeggiare oggi, in un giorno feriale, davanti al Monumento all’Alpino (più volte mutilato e ricostruito) in centro a Brunico, Val Pusteria, e contemplare la civiltà, l’organizzazione, la dolcezza del vivere che c’è ormai in quella provincia. La convivenza. Il bilinguismo praticato. Mentre nel resto del Nordest i cinema chiudono (a Cortina si aspetta da anni che si ristrutturi il glorioso Eden), suggeriamo una visita proprio a Brunico: in una sera feriale, l’Odeon offre una programmazione del livello di una piccola città. E, magnifico colpo di scena, lo stesso film viene proiettato in due sale contemporaneamente, in italiano e in tedesco. A proposito di come le civiltà, grazie all’Europa, grazie alla pace, alla prosperità e grazie anche al fatto che nel ‘45 non vinsero i dittatori, possano cambiare, evolvere. Diventare diverse da sé stesse.

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11 maggio 2026 ( modifica il 11 maggio 2026 | 20:51)

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