Se l’ultimo ultimatum è ultimativo
Corriere della Sera - Cultura

Se l’ultimo ultimatum è ultimativo

Domenica 10 maggio 2026
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L’uso questa iperbole è diventata quotidiana, come il bollettino meteo o le notizie sul traffico. Cosa possiamo fare?

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Se l’ultimo ultimatum è ultimativo

Paolo Fallai | 10 maggio 2026

L’uso questa iperbole è diventata quotidiana, come il bollettino meteo o le notizie sul traffico. Cosa possiamo fare?

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Gli studiosi della lingua come Giuseppe Antonelli o Valeria Della Valle non si stancano di ripeterci che il migliore amico che abbiamo è il dizionario (e ci scrivono pure dei libri per convincerci). Cercano di dirci una cosa semplice: se conosciamo il significato delle parole, forse, possiamo comprendere qualcosa dell’infinita confusione che ci circonda. Prendete la parola ultimatum, non passa giorno senza che ne venga annunciato solennemente qualcuno. È una parola che deriva dal latino ultimus (ultimo, estremo) e rappresenta una perentoria ingiunzione: o fai quello che ti dico entro questa scadenza, o patirai guai seri.

I linguisti ci raccontano che l’espressione nasce nel XVII secolo in ambito diplomatico, una sorta di ultima minaccia, di proposta definitiva tra Stati prima di arrivare ad un aperto conflitto. Ma siccome viviamo un tempo in cui di definitivo c’è solo l’aumento delle tariffe (una qualsiasi, scegliete voi), gli ultimatum si moltiplicano, si accavallano e alla fine sembrano sciogliersi. Fenomeno che già si affacciava all’inizio degli anni ’90 se il linguaggio giornalistico fu costretto a inventare il «penultimatum» (sul Corriere compare il 23 dicembre 1990) proprio per segnalare la reiterazione roboante ma inutile di queste minacce. E magari sottintendere la trattativa che si svolge a bassa voce dietro le quinte. Ma ora che l’uso questa iperbole è diventata quotidiana, come il bollettino meteo o le notizie sul traffico, che dovremmo fare? Adottare il terzultimatum? Il decaultimatum? Arrenderci?
Oppure adottare le stesse armi comunicative e annunciare solennemente a tutti (compresi i grandi o presunti grandi del pianeta): o la smettete entro una settimana di usare queste minacce gridando ai quattro venti, oppure entro due settimane ci arrabbiamo sul serio e chiariremo in modo definitivo che entro tre settimane non lo accetteremo più. E tempo un mese ce ne andiamo tutti a casa e non vi ascolteremo più. Contateci.

10 maggio 2026

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