Adozioni, pensiamo prima ai bambini
Corriere della Sera - Cultura

Adozioni, pensiamo prima ai bambini

Domenica 26 aprile 2026
3 visualizzazioni

Sentenze e realtà. La possibilità di affidare i minori anche a coppie omosessuali

Attentato a Trump, spari alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca: «L'attentatore aveva diverse armi, voleva uccidere»

Adozioni, pensiamo prima ai bambini

Mario De Curtis | 26 aprile 2026

Sentenze e realtà. La possibilità di affidare i minori anche a coppie omosessuali

I tuoi preferiti

Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.

Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccedi

Hai salvato un nuovo articolo

Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.

Una recente ordinanza del Tribunale per i minorenni di Venezia ha riaperto il dibattito sull’adozione da parte delle coppie unite civilmente dello stesso sesso. Il caso riguarda due uomini quarantenni che vivono insieme da molti anni e che hanno chiesto di poter presentare domanda per l’adozione internazionale di un bambino. L’attuale normativa italiana consente l’adozione internazionale principalmente alle coppie sposate e non la prevede per le coppie unite civilmente dello stesso sesso. Il tribunale veneziano, ritenendo che questo divieto possa sollevare dubbi di costituzionalità e risultare discriminatorio, ha deciso di rinviare la questione alla Corte Costituzionale affinché valuti se la norma sia compatibile con i principi di uguaglianza e con l’interesse del minore.

Il punto da cui partire dovrebbe essere semplice: l’adozione non nasce per soddisfare il desiderio degli adulti di avere un figlio, ma per garantire una famiglia ai bambini che ne sono privi.
A livello mondiale il numero di bambini orfani assume proporzioni impressionanti. Secondo stime dell’Unicef, l’agenzia delle Nazioni Unite per l’infanzia, nel 2017 circa 140 milioni di bambini nel mondo avevano perso almeno uno dei genitori, spesso a causa di guerre, disastri naturali, siccità, carestie o malattie; tra questi circa 15 milioni avevano perso entrambi i genitori.

Anche eventi più recenti hanno aggravato questa situazione. Durante la pandemia di Covid-19 oltre 10 milioni di bambini hanno perso uno o entrambi i genitori o la persona che si prendeva cura di loro, secondo una stima pubblicata su Jama, una delle più autorevoli riviste scientifiche internazionali in campo medico. Le conseguenze di queste perdite, soprattutto nei primi anni di vita e in contesti caratterizzati da grave deprivazione socioeconomica, possono essere molto gravi per lo sviluppo fisico, emotivo e sociale dei bambini.
Anche se solo una parte dei minori orfani è effettivamente adottabile, questi numeri aiutano a comprendere la dimensione del problema. Per molti bambini crescere in un contesto familiare stabile può fare una differenza decisiva per lo sviluppo affettivo e psicologico.

In questo scenario la domanda fondamentale non dovrebbe essere se una coppia è composta da due uomini, due donne o da un uomo e una donna, ma se sia in grado di offrire a un bambino stabilità affettiva, cura, responsabilità educativa e sicurezza.
La ricerca scientifica degli ultimi decenni è chiara su questo punto. Numerosi studi internazionali, citati anche dalle principali associazioni pediatriche e psicologiche, tra cui l’American Academy of Child and Adolescent Psychiatry, l’American Psychological Association e la Società Italiana di Pediatria, mostrano che lo sviluppo psicologico e sociale dei bambini dipende soprattutto dalla qualità delle relazioni familiari e dal contesto affettivo in cui crescono. L’orientamento sessuale dei genitori, di per sé, non rappresenta un fattore determinante per il benessere dei figli.
Questo non significa ignorare le difficoltà che possono incontrare i bambini cresciuti in famiglie omogenitoriali. Il problema principale non è la struttura della famiglia, ma lo stigma sociale e la discriminazione, che possono esporre i bambini a pregiudizi o episodi di bullismo. Per questo motivo è importante che le istituzioni, la scuola e la società promuovano un clima di rispetto e inclusione.

Nel nostro ordinamento l’adozione è già oggi sottoposta a procedure molto rigorose. I tribunali per i minorenni valutano attentamente l’idoneità delle persone che chiedono di adottare, esaminando la stabilità della relazione, le capacità educative, la situazione economica e il contesto familiare e sociale in cui il bambino verrebbe accolto.
In questo quadro, la questione posta dal tribunale di Venezia riguarda soprattutto la possibilità che anche le coppie unite civilmente possano essere sottoposte a questa valutazione. Non si tratta quindi di riconoscere automaticamente un diritto all’adozione, ma di stabilire se sia ragionevole escludere a priori alcune coppie dalla possibilità di essere valutate, indipendentemente dalle loro capacità genitoriali.
Il punto centrale resta comunque l’interesse dei bambini. Per molti minori che vivono in istituti o in condizioni di abbandono, l’adozione rappresenta l’opportunità di crescere in una famiglia capace di offrire affetto, stabilità e protezione.

Per questo motivo il dibattito dovrebbe mantenere uno sguardo concreto e non ideologico. L’obiettivo dell’adozione non è difendere modelli astratti di famiglia, ma garantire ai bambini che ne sono privi la possibilità di crescere in un ambiente stabile e accogliente.
Se una coppia dimostra di possedere le qualità necessarie per prendersi cura di un bambino, impedire anche solo di valutarne la capacità genitoriale rischia di tradursi non solo in una discriminazione verso gli adulti, ma soprattutto in una perdita di opportunità per quei bambini che aspettano una famiglia.
Il principio da tenere presente è che ogni bambino ha diritto a crescere in un contesto che gli garantisca cura, sicurezza e relazioni affettive stabili. Tutto il resto dovrebbe essere valutato alla luce di questo interesse primario.
*già Professore Ordinario di Pediatria, Università di Roma La Sapienza

26 aprile 2026

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Editoriali e commenti di oggi di Mario De Curtis

Adozioni, pensiamo prima ai bambini

Domenica 26 aprile 2026 di Giusi Fasano

Le truffe e i danni che non si vedono

Domenica 26 aprile 2026 di Ferruccio De Bortoli

La miopia italiana sulle spese

Sabato 25 aprile 2026 di Antonio Polito

Il punto limite (e un clima acceso da anni)

Sabato 25 aprile 2026 di Massimo Nava

La strategia del boomerang

Sabato 25 aprile 2026 di Ernesto Galli Della Loggia

La scuola, le nuove indicazioni nazionali e il tiro al bersaglio

Sabato 25 aprile 2026 LEGGI TUTTI

Gli approfondimenti e gli editoriali sui principali temi di attualità, politica, economia e costume curati dalle firme più prestigiose del Corriere della Sera. Scopri opinioni e commenti sui fatti del giorno.

Le Newsletter del Corriere, ogni giorno un nuovo appuntamento con l'informazione

Riceverai direttamente via mail la selezione delle notizie più importanti scelte dalle nostre redazioni.

Iscriviti

Condividi questo articolo