I feriti di Crans e il superconto: difendiamo la nostra sanità
La Svizzera ha un sistema sanitario solo assicurativo, basato sui soldi. Noi dobbiamo tenerci stretto il nostro Servizio sanitario nazionale, universalistico e pubblico. Il privato, non è il diavolo, ma deve essere integrativo e non sostitutivo del pubblico, e va governato
I feriti di Crans e il superconto: difendiamo la nostra sanità
Sergio Harari | 26 aprile 2026La Svizzera ha un sistema sanitario solo assicurativo, basato sui soldi. Noi dobbiamo tenerci stretto il nostro Servizio sanitario nazionale, universalistico e pubblico. Il privato, non è il diavolo, ma deve essere integrativo e non sostitutivo del pubblico, e va governato
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L’insensibilità che sta dimostrando la Svizzera nel richiedere il pagamento delle cure prestate ai ragazzi italiani ustionati nel rogo di Crans-Montana, ha una spiegazione chiara e inequivocabile: lo Stato elvetico ha un sistema sanitario solo assicurativo, basato sui soldi. Allora, se la diplomazia difetta (ed eccome!), prevale la regola del vil danaro. E a noi, usi a un sistema pubblico che mai si sognerebbe di presentare una fattura, tutto ciò appare incomprensibile, ma è bene che impariamo la lezione che sta dietro a questa brutta e indecorosa vicenda. Il privato è questo, non conosce né ragioni né pietà, considera solo i numeri. Peraltro, i conti presentati sono allucinanti, neanche trattamenti effettuati in stanze foderate d’oro e d’arazzi costerebbero tanto in Italia. Negli Stati Uniti è così da anni, parliamo di una delle sanità più costose al mondo, e con questo, non certo con indicatori di risultato straordinari.
Noi dobbiamo tenerci stretto il nostro Servizio sanitario nazionale, universalistico e pubblico se vogliamo non diventare come la Svizzera o l’America. Il privato, non è il diavolo, ma deve essere integrativo e non sostitutivo del pubblico, e va governato. La conduzione della res publica (che comprende anche fondi integrativi, assicurazioni, ecc.) va agita e diretta, è questo che manca al Paese, e non solo con l’attuale governo. Siamo indignati, giustamente, dallo stupido e miope comportamento di un Paese confinante al quale siamo legati da secoli di relazioni di buon vicinato che si stanno frantumando a causa di una tragedia causata da errori gravissimi e gestita peggio, ma è bene non stupirsi troppo. Rispondiamo a tono agli svizzeri ma pensiamo anche a salvaguardare il bene che abbiamo in casa e che da decenni garantisce a tutti, indipendentemente da reddito e ceto sociale, assistenza e cure (anche quando costose) gratuite e universali. Possiamo permetterci di non mandare fatture a nessuno, svizzeri compresi, grazie a questo, ricordiamocelo bene.
26 aprile 2026
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