Capire una persona è piacevole Ma non per sopraffarla in pubblico
Corriere della Sera - Cultura

Capire una persona è piacevole Ma non per sopraffarla in pubblico

Domenica 26 aprile 2026
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La posta del cuore del Corrmezz, le lettere di TradottoMale44 ed Ex35

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Capire una persona è piacevole Ma non per sopraffarla in pubblico

di Candida Morvillo

La posta del cuore del Corrmezz, le lettere di TradottoMale44 ed Ex35

Cara Candida, ho 44 anni e da alcuni mesi frequento una donna che mi piace molto. È colta, brillante, sicura di sé, una di quelle persone che entra in una stanza e si fa apprezzare. Con lei non mi annoio mai, ma il problema è che con lei non riesco neanche a finire una frase. Mi anticipa sempre. Completa i miei pensieri, interpreta i miei silenzi, traduce i miei stati d’animo agli altri. Se dico: «Secondo me…», lei arriva prima: «Lui vuole dire che…». Se resto zitto, lei sa già perché e lo spiega sia a me sia agli altri. Se mi innervosisco, spiega lei da dove viene il mio nervosismo. Se racconto un episodio, mi interrompe perché lo racconta meglio lei. Non è aggressiva, non mi umilia, non alza la voce. Fa qualcosa di più sottile: mi priva del piacere di esprimermi. All’inizio mi sembrava intelligenza, sintonia, empatia. Adesso mi sembra sempre di più una forma di invasione. E comincio a chiedermi se si possa amare una donna da cui ti senti continuamente tradotto o se, a furia di essere spiegato da un altro, uno finisca per sparire.
TradottoMale44
 
Caro TradottoMale44, si può amare una donna così, ma non si può stare bene a lungo in una relazione in cui uno parla e l’altro mette i sottotitoli in simultanea. Capire una persona è una grazia. Anticiparla sempre è una prepotenza. Mi spiace dirlo, ma il fatto che lei ti interrompa di continuo per finire le tue frasi non è affatto un indicatore di empatia. Anzi, finire le frasi al posto di un altro è semmai il sintomo di un ego un tantino ipertrofico e di un soggetto votato al protagonismo. L’empatico capisce la frase prima che sia terminata, ma si morde la lingua, aspetta, ti fa finire e poi dice la cosa giusta al momento giusto. Ti fa capire che ti capisce, che c’è, e aggiunge un punto di vista, una domanda o un dubbio utile a sviluppare pensieri e riflessioni. L’egocentrico affetto da manie di protagonismo ti tronca le parole in bocca, si prende il tuo spazio e si arroga il diritto di decidere cosa stavi pensando o cosa stavi per dire, certo di avere ragione. In una relazione d’amore, è meglio avere accanto una persona che sa ascoltare, piuttosto che una che pretende di sapere cosa stai per dire.

Non cerca amore chi perde interesse appena si affievolisce la sfida

Cara Candida, ho 35 anni e comincio a pensare di essere fatta benissimo per l’inizio e malissimo per il resto. Gli uomini mi cercano, mi scrivono, mi vogliono vedere, mi dicono che sono diversa, che con me parlano come non parlano con nessuna, che li faccio ridere, che li spiazzo, che li faccio sentire vivi. Io non sono una di quelle che restano mesi a fantasticare: se uno mi piace, a un certo punto, apro. Mi fido. Mi rilasso. Porto me stessa, non la versione ben confezionata dei primi appuntamenti. E lì, quasi sempre, succede qualcosa. Non spariscono subito, che sarebbe quasi più onesto. Cambiano temperatura. Meno slancio, meno iniziativa. Restano, ma interdetti, come se avessero già preso quello che li eccitava di più: il fatto di conquistarmi. A quel punto non sono più la scoperta, sono la realtà. E la realtà, evidentemente, ha meno sex appeal. Mi è successo abbastanza volte da non poter più dire che è sfortuna. Un uomo mi ha detto che all’inizio ero elettrica e poi ero diventata normale. Un altro che mi preferiva quando ero più sfuggente. Uno addirittura mi ha chiesto perché non fossi più misteriosa come ai primi tempi. Io non ero meno misteriosa: ero più tranquilla. Avevo smesso di stare in posa. Mi ero tolta di dosso quell’ansia da audizione che all’inizio, senza volerlo, abbiamo tutte. La verità è che sono stanca. Non dell’amore in sé. Sono stanca dell’amore maschile quando somiglia a una caccia, a una prova di abilità, a un videogioco con livelli da superare. Sono stanca di essere molto amata finché non divento vera. A volte penso una cosa brutta: che gli uomini non vogliano una donna, vogliano il momento in cui una donna ancora sfugge. E che appena si consegna, appena si fida, appena diventa casa, perda valore.
Ex35
 
Cara Ex35, non sei tu che vai bene solo all’inizio, ma sono gli uomini in cui inciampi che confondono il desiderio con l’inseguimento. Succede spesso. Per alcuni, la tensione sta tutta nella conquista: finché non ti hanno, si sentono vivi; appena tu apri la porta, cercano una diversa via di fuga. Non perché tu sia meno sfuggente, ma perché loro hanno un immaginario povero dell’amore, credono che sia solo quello scoppiettante degli inizi e mai quel percorso più faticoso, ma anche più bello, in cui impariamo ad amare l’altro così com’è, ovvero non sempre al massimo della forma, non sempre al massimo del mistero. L’uomo che meriterà il tuo amore non ti ama di meno quando ti rilassi. Ti ama meglio, di più, più profondamente. Non sentirti svalutata perché qualcuno si raffredda davanti alla tua verità. È quel qualcuno che sta mostrando un limite, non tu. Chi perde interesse appena smetti di essere una sfida non cercava amore, aveva solo tempo da perdere e non mi rammaricherei di lasciarlo alla sua strada

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