Trump e lo spazio per una nuova Thatcher
Lo spazio per una leader conservatrice di carattere, in Italia e in Europa, esiste. Ma deve somigliare all'ex Prima ministra del Regno Unito
Trump e lo spazio per una nuova Thatcher
Beppe Severgnini | 25 aprile 2026Lo spazio per una leader conservatrice di carattere, in Italia e in Europa, esiste. Ma deve somigliare all'ex Prima ministra del Regno Unito
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Per dire che non tutto il male vien per nuocere, gli inglesi ricorrono a un’espressione poetica: «Every cloud has a silver lining», ogni nuvola ha una fodera d’argento. Oppure parlano di «blessing in disguise» (benedizione sotto mentite spoglie): un episodio, apparentemente negativo, si trasforma in un colpo di fortuna. I toni e le espressioni di Donald Trump verso Giorgia Meloni potrebbero rientrare in questa categoria. La vicinanza politica col 47° presidente è infatti rischiosa, e non da oggi. La nostra premier, tuttavia, non sembra ancora convinta. L’impressione è che la scortesia trumpiana, un po’, le dispiaccia. Quando, invece, dovrebbe ringraziare il cielo. Qualcuno starà pensando: a differenza di altri leader europei, Giorgia Meloni è vicina alle idee sovraniste del presidente americano. Un tempo, forse. In questo secondo mandato il presidente Usa non ha mai perso occasione di sminuire, deridere e provocare l’Unione Europea. Pensate alla superficialità con cui ha liquidato il nostro impegno in Afghanistan, alle minacce sulla Groenlandia, alle richieste di aiuto in Iran — un’operazione di cui eravamo all’oscuro.
Davanti a questi comportamenti, occorre essere calmi, ma fermi. Non basta ripetere «Siamo alleati degli Usa, dobbiamo conviverci». Le alleanze sono basate su rispetto, fiducia, comprensione, coerenza. Tutti vocaboli che, nel vocabolario trumpiano, non esistono. Lui tratta gli alleati come soci d’affari (i suoi affari, spesso). Soci di minoranza, che devono star zitti e applaudire. Non funziona così: Macron, Merz, Sanchez, Tusk e Starmer l’hanno capito.
Lo capisce anche Giorgia Meloni, non c’è dubbio. Ma poi, chissà perché, non agisce di conseguenza. Blandire i prepotenti non è mai una buona strategia. Certi personaggi scambiano la tolleranza per debolezza, e la cortesia per ossequio. Se non trovano ostacoli, diventano sfrontati. Non vale solo nella geopolitica: vale anche sul vostro posto di lavoro. Mantenere la giusta distanza da Donald Trump è una forma di assicurazione. Evita a Giorgia Meloni di subire danni, com’è forse accaduto in occasione del referendum. Le potrebbe anzi portare vantaggi politici ed elettorali. Lo spazio per una leader conservatrice di carattere, in Italia e in Europa, esiste. Ma deve somigliare a Margareth Thatcher, non a Donald Trump.
25 aprile 2026
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