La scuola, le nuove indicazioni nazionali e il tiro al bersaglio
Nell’Italia sopravvive una parte faziosa e attaccabrighe che incurante di tutto, non vede l’ora di iniziare il tiro al bersaglio
La scuola, le nuove indicazioni nazionali e il tiro al bersaglio
Ernesto Galli Della Loggia | 25 aprile 2026Nell’Italia sopravvive una parte faziosa e attaccabrighe che incurante di tutto, non vede l’ora di iniziare il tiro al bersaglio
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Prendo la parola per fatto (quasi) personale. Che però s’intreccia con una faccenda che non lo è per nulla, e cioè con quella sorta di tragicommedia nazionale che sta diventando la redazione dei nuovi programmi per la scuola (alias, in omaggio al politicamente corretto, «Indicazioni nazionali»). Finora affidata dai ministri in carica al circoletto di sicuro affidamento dei pedagogisti e studiosi amici degli amici, culturalmente e politicamente allineati. Un anno e mezzo fa, invece, il Ministro Valditara — dando prova di una lodevole liberalità, si può dire? si può dire senza essere sospettati di simpatie leghiste? — affida la suddetta redazione, a seconda delle varie materie, a una quindicina di commissioni. Che vuol dire a un centinaio di docenti universitari (sono tra questi, da qui il fatto personale ), in genere non proprio degli sconosciuti, nonché dei più diversi orientamenti politico-culturali e quindi anche conservatori e «di destra», sì di destra! e alzi la mano chi ha il coraggio di sostenere che oggi, nell’Italia repubblicana e democratica, questo solo fatto comporti il bando civile.
Tutto bene dunque? Per nulla. Perché nell’Italia di cui sopra, ahimè, sopravvive una parte faziosa e attaccabrighe che incurante di tutto (ad esempio del fatto che, come nel caso della polemica odierna su Manzoni, c’è una fase preliminare di discussione pubblica in cui per l’appunto bisognerebbe discutere, non mettere mano alla pistola), non vede l’ora di iniziare il tiro al bersaglio. Contro l’odiato ministro, naturalmente, che anche prima di aver messo la sua firma di approvazione è sempre responsabile di tutto e di più; e poi contro il commissario di turno, oggi un italianista di valore, Claudio Giunta: per il solo fatto di aver spostato la lettura dei «Promessi Sposi» al penultimo anno del liceo (sono convinto a ragione) insolentito come incompetente, presuntuoso, antimanzoniano, e sotto sotto, chissà, forse anche antiitaliano….
25 aprile 2026
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