Serve un accordo europeo contro i paradisi fiscali
Serve un accordo europeo contro i paradisi fiscali
risponde Aldo CazzulloI tuoi preferiti
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Caro Aldo,
lei scrive che Papa Leone è uomo di straordinaria statura morale e spirituale. Ma perché ha sentito il bisogno di andare a Montecarlo? Non era proprio lei, caro Cazzullo, che denunciava la vergogna dei paradisi fiscali?
Mario Anghinoni
Caro Mario,
il ministro delle Finanze di Charles De Gaulle, Valéry Giscard d’Estaing, una sera fece un esperimento. Cercò sulla guida del telefono di Parigi i nomi di quattro miliardari che avevano la residenza nel principato di Monaco e una casa nella capitale francese. Tre su quattro risposero al telefono. Non abitavano a Monaco; abitavano a Parigi, ma non pagavano un franco di tasse. De Gaulle si arrabbiò moltissimo, e tanto fece che riuscì a imporre un accordo al principe Ranieri: i francesi potevano abitare a Montecarlo, ma le tasse le dovevano pagare in Francia. Da notare che né De Gaulle né Giscard erano comunisti: il primo era un generale nazionalista, il secondo sarebbe diventato presidente della Repubblica del centrodestra.
Il Papa fa bene ad andare a dappertutto, come Gesù che andò a casa di Matteo, inviso al popolo in quanto esattore per conto dei romani, e ne fece un suo discepolo. A Montecarlo Papa Leone ha affermato la necessità di ridistribuire la ricchezza: un invito che sarà una delle linee del suo pontificato, accanto alla salvaguardia della dignità umana dalle biotecnologie e dall’intelligenza artificiale.
Detto questo, noi italiani siamo l’unico Paese al mondo ad avere sia un paradiso fiscale interno, San Marino, sia un paradiso fiscale alle porte di casa, il principato di Monaco, dove le imposte sul reddito non esistono (in compenso le case costano centomila euro al metro quadro). Non voglio puntare il dito contro la singola persona che fa le sue scelte rispettando una legge vigente. Dico che la legge andrebbe cambiata, con un accordo almeno a livello europeo, anziché farsi concorrenza all’interno dell’Ue per attrarre benestanti cui offrire clamorosi ribassi fiscali. L’alternativa è smantellare scuole, ospedali, forze dell’ordine (abbiamo gli insegnanti, i medici, gli infermieri, i militari peggio pagati tra i grandi Paesi europei, infatti molti tra i migliori medici vanno all’estero). Oppure far gravare sempre di più il peso delle tasse sul ceto medio già impoverito dall’inflazione.
25 aprile 2026
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