Cooperativa cattolico-democratica di Cultura, i primi 50 anni ricordando Socrate e «la ricerca del senso»
Corriere della Sera - Cultura

Cooperativa cattolico-democratica di Cultura, i primi 50 anni ricordando Socrate e «la ricerca del senso»

Sabato 25 aprile 2026
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Lunedì 27 aprile alle 18,30 nella Sala Bevilacqua della Pace è in programma la celebrazione della ricorrenza con una conferenza

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Cooperativa cattolico-democratica di Cultura, i primi 50 anni ricordando Socrate e «la ricerca del senso»

di Valentina Gheda

Lunedì 27 aprile alle 18,30 nella Sala Bevilacqua della Pace è in programma la celebrazione della ricorrenza con una conferenza

Il 27 aprile 1976 la CCDC, Cooperativa Cattolico-democratica di Cultura, si costituiva come società cooperativa davanti al notaio, fondata dal professor Matteo Perrini e da un nutrito gruppo di giovani studenti.

A 50 anni di distanza, lunedì 27 aprile alle 18:30, presso la Sala Bevilacqua della Pace, celebrerà questa ricorrenza con un incontro a ricordo di uno dei motivi ispiratori della sua azione, con la conferenza «Socrate e la ricerca del senso», che vedrà la partecipazione di studiosi come Arianna Fermani, docente di Storia della filosofia antica, e Luigi Alici, docente emerito di Filosofia morale, entrambi dell’Università di Macerata, seguiti dalla lettura di testi socratici dell’attore Luciano Bertoli.

Socrate nacque in Atene nel 470 a.C. e morì nel 399. Come Gesù non scrisse nulla, tuttavia la sua influenza fu enorme. Egli ha rivelato all’uomo la sua vita interiore: ha scoperto le categorie dell’universalmente umano nella logica e nella morale, insegnando, con l’esempio della sua stessa vita, che «nostro primo dovere è farci clienti della verità» e che «senza l’esame del pro e del contro la vita non è degna di essere vissuta».

Un pensatore come Norberto Bobbio, scomparso poco più di vent’anni fa, sostenne che «richiesta di senso significa bisogno di dare un senso alla propria vita, alle nostre azioni e a quelle di coloro verso i quali dirigiamo le nostre azioni, alla società in cui viviamo, al passato, alla storia, all’universo intero».

Così, l’indagine filosofica coincide con l’arte del formulare domande di senso. La filosofia deve porre domande e fare intendere che al di là delle risposte della scienza c’è sempre una domanda ulteriore; non appoggiandosi mai della risposta, per quanto ardita e geniale, dello scienziato.
Appare evidente anche da queste riflessioni come la questione centrale della filosofia sia stata posta, una volta per tutte, da Socrate, per il quale la ricerca di senso della vita non deve essere limitata per un’esigua élite, ma possibilità offerta a tutti.

Socrate infatti volle giovare a tutti – e ai suoi concittadini in primo luogo – nella convinzione che solo la via ardua della libera ricerca razionale sia il presupposto per sviluppare la parte migliore di noi, non limitandosi a confutare con rigore pregiudizi disdicevoli e opinioni fallaci. Egli sottopose all’esame del pro e del contro anche i comandi, i veti, i miti della tradizione, contestando chi – in ogni tempo – crede di arrestare la crisi di una società volgendosi all’indietro, in un passato irrimediabilmente diverso dal presente.

Per il filosofo greco, invece, il rifugio nel conservatorismo è un atto di cecità, perché anche dall’esperienza che ci è stata trasmessa dalle generazioni precedenti bisogna trarre e far proprio soltanto ciò che merita di sopravvivere perché perennemente vero. Con Socrate dunque la cultura diviene creazione di consapevolezza, appello alla ragione, indagine sul perché si effettuano le scelte, sia personali che sociali.

Sono temi estremamente attuali, anche recentemente indagati a Brescia da filosofi del calibro di Salvatore Veca e Sergio Givone. Ma in lui vi è stato qualcosa in più, la perfetta compenetrazione tra pensiero e vita. Nei Taccuini di Albert Camus si legge: «Perché un pensiero cambi il mondo, bisogna che cambi prima la vita di colui che lo esprime. Che cambi in esempio». Ebbene, Socrate ha cambiato il mondo con il suo pensiero e con il magistero della sua vita.

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