Il fu ceto medio
Corriere della Sera - Cultura

Il fu ceto medio

Sabato 25 aprile 2026
3 visualizzazioni

Il fu ceto medio

di Massimo Gramellini | 25 aprile 2026

I tuoi preferiti

Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.

Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccedi

Hai salvato un nuovo articolo

Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.

«Una mattina mi son svegliato e ho trovato l’evasor». 

Vorrei dedicare questo 25 Aprile a un resistente di cui non importa nulla a nessuno, se non al Fisco. Continuiamo a chiamarlo ceto medio, benché abbia smesso da un pezzo di esserlo. Fa (ha fatto) l’insegnante, l’impiegato, l’operaio specializzato. E percepisce buste-paga e pensioni ogni anno più risicate, con cui mantiene anche i parenti che non guadagnano. I dati dell’Irpef raccontano che sostiene da solo due terzi dell’intera baracca, a beneficio del disoccupato e del sottopagato, ma anche del lavoratore in nero e del nullatenente con yacht a carico, che passano il tempo a lamentarsi di uno Stato Sociale a cui si guardano bene dal contribuire. 

Il ceto medio rappresenta l’ossatura della società e i suoi malumori condizionano le svolte elettorali perché è alla perenne ricerca di un partito che ne riconosca i sogni, sempre più piccoli, e le ansie, sempre più grandi.

Vorrebbe che i giovani e gli intellettuali scendessero in piazza anche per lui. Che i politici non si limitassero a chiedere il suo voto prima delle elezioni, per poi dimenticarsene dal giorno dopo. Destra, sinistra, centro: se c’è una costante della nostra storia, è che nessun governo ha mai abbassato le tasse al ceto medio, cioè all’unico che le paga davvero, anche per l’impossibilità di eluderle. E che, appena sente parlare di patrimoniale, comincia a tremare, perché sa per esperienza che ogni nuova tassa, alla fine, la pagherà soltanto lui. 

25 aprile 2026

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Ultimi pubblicati LEGGI TUTTI Editoriali e commenti di oggi di Daniele Manca

Intelligenza sociale

Venerdì 24 aprile 2026 di Dario Di Vico

Gli affari, la folla i nuovi mercati: la sfida (vinta) del Salone

Venerdì 24 aprile 2026 di Gian Antonio Stella

Gioco d'azzardo, più soldi ai concessionari che all’erario

Venerdì 24 aprile 2026 di Paolo Lepri

Consiglio d’Europa, il caso Israele

Venerdì 24 aprile 2026 di Ernesto Galli Della Loggia

La politica ha perso la parola

Giovedì 23 aprile 2026 di Gabriele Galateri Di Genola

Niente crescita senza innovazione

Giovedì 23 aprile 2026 LEGGI TUTTI Una tazzina di parole ogni giorno sul Corriere della Sera.

"Il caffè è un rito quotidiano, una pausa, un piacere e anche un luogo di incontro in cui si discute, si scherza, ci si sfoga e ci si consola".

Il Caffè, giorno per giorno.

Condividi questo articolo