Horst Eberhöfer, da bracconiere a fotografo naturalista: «La caccia era una dipendenza. Ora ho trovato quello che cercavo»
Al Trento Film Festival il fotografo di Prato allo Stelvio presenta il lungometraggio «Sulle tracce dell'orso», girato in quattro anni nel Parco Nazionale Adamello Brenta
Horst Eberhöfer, da bracconiere a fotografo naturalista: «La caccia era una dipendenza. Ora ho trovato quello che cercavo»
24 aprile 2026
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CorriereTv
Horst Eberhöfer, oggi fotografo naturalista di Prato allo Stelvio, ha un passato da bracconiere. L'amore per la caccia glielo passa il padre, con cui fin da bambino faceva esperienza della montagna. Col tempo le sue priorità sono cambiate e oggi Eberhöfer è tra i protagonisti del Trento Film Festival con il lungometraggio Sulle tracce dell'orso. Il film, alla prima italiana, è dedicato alla passione del fotografo per il mondo dei plantigradi: Eberhöfer ha seguito gli orsi per 4 anni all'interno del Parco Nazionale Adamello Brenta. Insieme a lui, il cameraman altoatesino Marco Polo accompagnato dal figlio di 8 anni Luca. Nell'intervista che presenta il film si racconta così: «Tutto quel bracconaggio era diventato troppo per me. Mi ha intorpidito. Per fortuna ho scoperto la macchina fotografica e la fotografia. Avevo bisogno di un sostituto per quella dipendenza. Allâinizio era meraviglioso: mi avvicinavo di soppiatto a un cervo, lui muggiva, io scattavo e non moriva. Scattavo altre foto e continuava a ridere. Era esattamente quello che cercavo da anni». (video Ansa)