Verona, i 100 anni del museo di Castelvecchio tra restauro e possibili nuovi spazi
Sabato apertura fino alle 22, ingresso a un euro e una serie di iniziative per l’anniversario
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Verona, i 100 anni del museo di Castelvecchio tra restauro e possibili nuovi spazi
di Camilla BertoniSabato apertura fino alle 22, ingresso a un euro e una serie di iniziative per l’anniversario
(foto Sartori)
Il Museo di Castelvecchio compie cento anni: il 25 aprile del 1926 re Vittorio Emanuele III arrivava in visita per omaggiare la neonata istituzione. Per festeggiare, sabato 25 aprile dalle 10 il Museo resterà aperto fino alle 22 con ingresso a 1 euro (dopo le 18 i biglietti si acquistano solo online), e visite guidate tematiche gratuite sia domani che sabato (info museodicastelvecchio.comune.verona.it, prenotazione obbligatoria entro il giorno precedente contattando 045-8036353 o segreteriadidattica@comune.verona.it).
Il nodo della direzione dei musei
Ma ci sono anche due prestiti eccezionali, due sculture lignee quattrocentesche, tra le iniziative presentate mercoledì dall’assessora alla Cultura Marta Ugolini, organizzate per aumentare e divulgare il valore di un museo che attira visitatori da tutto il mondo. Alcune ombre però incombono sul suo presente, come il nodo della direzione di tutti i Musei civici (il concorso è in atto), ora affidato ad interim ad Alessandra Ronzan, dirigente del settore Biblioteche, ma anche sul suo futuro. Cento anni si sentono, certo nello spessore della storia di cui il museo si è nutrito che due mostre fotografiche, a cura di Ketty Bertolaso e Fausta Piccoli, dagli archivi di Castelvecchio, ricostruiscono, con le immagini del museo creato negli anni Venti da Antonio Avena che dopo il restauro di Carlo Scarpa non esiste se non appunto nelle foto d’epoca.
I lavori di adeguamento
Ma cento anni richiedono anche necessari adeguamenti: mancano servizi igienici (un solo bagno alla turca nel percorso museale per 200mila visitatori l’anno), spazi per le collezioni, la didattica, una sala conferenze, un bookshop che si possa definire tale, un guardaroba, per non parlare dei problemi di accessibilità. Nei progetti dell’amministrazione infatti è in programma un restauro del servizio igienico esistente, ma anche l’aggiornamento di un progetto (donato a suo tempo dagli Amici dei Musei) di intervento sulla torre del Mastio, progetto che faciliterebbe l’accessibilità al primo piano oggi non consentita ai disabili motori. Ma sulle possibilità che il museo si possa espandere per conquistare spazi e accessibilità, e l’unica area possibile è quella oggi occupata dal Circolo Unificato dell’Esercito per circa duemila metri quadri, incombe il progetto di una foresteria (sette camere con bagno) presentato dal Ministero della Difesa, in attesa del vaglio della Soprintendenza.
L'attribuzione delle sculture
Luca Fabbri, responsabile delle collezioni civiche di arte medievale e moderna, ha presentato gli «ospiti» convocati per l’anno del centenario, l’iniziativa di cui è curatore: si tratta, come dicevamo, di due sculture del tardo quattrocento, rare per il materiale, il legno, che difficilmente resiste nei secoli, ma anche per la qualità della loro fattura, tanto da definirle «eccezionali, anche in assenza di un autore certo».
Per la prima, forse una rappresentazione di Virgilio, forse di San Giovanni, degli antiquari milanesi Longari, si era ipotizzata anche la mano di Mantegna, ipotesi ora meno accreditata, mentre per la seconda, un San Pietro Martire proveniente dalla biblioteca di Sant’Anastasia, si sta studiando la sua correlazione con la scuola veronese di Domenico Morone e suo figlio Francesco. «Si tratta di due opere – ha spiegato Fabbri – che colmano una lacuna del percorso museale». La possibilità di un acquisto delle due sculture per le collezioni civiche e al momento solo ipotetica.
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