Biennale di Venezia, la giuria: «Israele e Russia esclusi dai premi, i loro leader sono accusati di crimini contro l'umanità»
Corriere della Sera - Cultura

Biennale di Venezia, la giuria: «Israele e Russia esclusi dai premi, i loro leader sono accusati di crimini contro l'umanità»

Giovedì 23 aprile 2026
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Lo annunciano la presidente Solange Farkas, Zoe Butt, Elvira Dyangani Ose, Marta Kuzma e Giovanna Zapperi: «Impegno per la difesa dei diritti umani»

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Biennale di Venezia, la giuria: «Israele e Russia esclusi dai premi, i loro leader sono accusati di crimini contro l'umanità»

di Redazione Online

Lo annunciano la presidente Solange Farkas, Zoe Butt, Elvira Dyangani Ose, Marta Kuzma e Giovanna Zapperi: «Impegno per la difesa dei diritti umani»

La giuria internazionale della Biennale Arte di Venezia «si asterrà dal considerare quei Paesi, i cui leader sono attualmente accusati di crimini contro l'umanità da parte della Corte penale internazionale». Lo annunciano la presidente Solange Farkas, Zoe Butt, Elvira Dyangani Ose, Marta Kuzma e Giovanna Zapperi: anche Russia e Israele saranno esclusi dalla competizione per i Leoni d'oro e d'argento.

La spiegazione

«In questa edizione della Biennale desideriamo dichiarare l'intenzione di esprimere il nostro impegno per la difesa dei diritti umani nello spirito del progetto curatoriale di Koyo Kouoh» spiega la Giuria.  

«Noi, componenti della Giuria internazionale di In Minor Keys, 61/a Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia, siamo onorate di essere state selezionate per questo ruolo da Koyo Kouoh, direttrice artistica. Siamo state coinvolte a contribuire al suo progetto designando gli artisti per il Leone d'oro e d'argento tra centodieci artisti selezionati da Kouoh per l'Esposizione. Nello svolgere questo compito, riconosciamo anche il lavoro del team curatoriale composto da Gabe Beckhurst Feijoo, Marie Hélène Pereira, Rasha Salti, Siddhartha Mitter e Rory Tsapayi» spiegano i giurati.

Le responsabilità

«Come componenti della Giuria, abbiamo anche una responsabilità nei confronti del ruolo storico della Biennale, come piattaforma che collega l'arte alle urgenze del suo tempo. Comprendiamo la complessa relazione tra la pratica artistica e la rappresentazione dello Stato/Nazione che fornisce la struttura centrale della Biennale di Venezia, in particolare il modo in cui tale relazione lega il lavoro degli artisti con le azioni degli Stati che loro rappresentano» sottolineano su e-Flux Notes. 

«Con ciò, siamo solidali nell'abbracciare la dichiarazione curatoriale di Koyo Kouoh: "Nel rifiutare lo spettacolo dell'orrore, è giunto il momento di ascoltare le tonalità minori, di sintonizzarsi sottovoce sui sussurri, sulle frequenze più basse; per trovare le oasi, le isole, dove è salvaguardata la dignità di tutti gli esseri viventi"», concludono.

La risposta della Biennale: «Solo una presa di posizione»

Da Venezia arriva subito una replica. «La Giuria della Biennale Arte 2026, al pari di tutte le giurie delle manifestazioni della Biennale di Venezia, opera in piena autonomia e indipendenza di giudizio nell’esercizio delle proprie funzioni - si scrive dall'ufficio stampa della Biennale -. In merito alla dichiarazione diffusa in data odierna dai giurati, si tratta di una presa di posizione che i componenti hanno deciso di anticipare e rendere pubblica. Una naturale espressione della libertà e della autonomia delle quali La Biennale è garante»

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23 aprile 2026 ( modifica il 23 aprile 2026 | 18:58)

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