Valditara: «La distinzione tra licei e istituti tecnici non ha più senso, prendiamone atto»
Il ministro dell'Istruzione e del Merito: «Stiamo ragionando su un percorso perché i tecnici non siano più considerati di serie B». Verso un cambio di nome?
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Valditara: «La distinzione tra licei e istituti tecnici non ha più senso, prendiamone atto»
di Redazione ScuolaIl ministro dell'Istruzione e del Merito: «Stiamo ragionando su un percorso perché i tecnici non siano più considerati di serie B». Verso un cambio di nome?
«È necessario prendere atto che non ha più senso la distinzione tra licei e istituti tecnici e professionali». All'indomani della presentazione delle indicazioni nazionali dei licei, che entreranno in vigore dal 2027, e a pochi mesi dall'approvazione della riforma degli istituti tecnici, il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha sorpreso tutti al Premio Maestro del made in Italy, annunciando l'intenzione di unificare i percorsi delle scuole superiori.
Che cosa cambia
Ci sarà una riforma o si tratta soltanto di cambiare denominazione lasciando programmi, orari e finalità come sono ora? «Dobbiamo ragionare - ha spiegato il ministro - nel senso che certamente quando Aristotele e Teofrasto parlavano di liceo, intendevano anche una scuola che trattava l'agronomia o la zoologia, cioè non solo la filosofia ma anche il mondo circostante. E allora perché non parlare di liceo agrario o chimico e via dicendo?». Valditara ha spiegato che non si possono più considerare di serie B i percorsi tecnici e ha citato l'esempio del liceo del Made in Italy, un'innovazione fortemente voluta dal ministro Adolfo Urso, che però è già una derivazione non un percorso tecnico ma il liceo economico-sociale.
La riforma degli istituti tecnici
Della riforma degli istituti tecnici, che, dopo la sperimentazione, diventa parte effettiva del sistema scolastico a partire dal prossimo anno scolastico il ministro aveva parlato poco prima: «Abbiamo fortemente voluto la riforma del 4 + 2 che ha visto iscriversi al primo anno 11.500 giovani (su circa 500 mila studenti che si iscrivono al primo anno delle superiori). Contiamo fra 5 anni di avere nell'intero percorso quasi 100.000 iscritti, che sarebbe già un numero adeguato per rispondere alle tante
richieste di tecnici specializzati che provengono dal mondo del lavoro».
mondo».
23 aprile 2026 ( modifica il 23 aprile 2026 | 16:30)
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