Deficit, quel decimale non è una tragedia. Però…
Non riuscire a comprimere dello 0,03 per cento, circa 600 milioni, una spesa pubblica che supera i 1150 miliardi solleva un inquietante senso di incredulità
Deficit, quel decimale non è una tragedia. Però…
di Ferruccio de Bortoli | 23 aprile 2026Non riuscire a comprimere dello 0,03 per cento, circa 600 milioni, una spesa pubblica che supera i 1150 miliardi solleva un inquietante senso di incredulità
I tuoi preferiti
Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.
Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccediHai salvato un nuovo articolo
Trovi tutti gli articoli salvati nella tua nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.
Ha ragione Federico Fubini, oggi sul Corriere, a dire che sarebbe bastato pochissimo, e forse un po’ più di avvedutezza tecnica e politica nel fare i conti pubblici, per uscire dalla procedura europea centrando l’obiettivo del 3 per cento nel rapporto tra il deficit e il Prodotto interno lordo (Pil). Dopotutto stiamo parlando dello 0,03 per cento del bilancio statale. Non è una tragedia nazionale se restiamo ancora un anno sotto sorveglianza per deficit eccessivo. L’ipotesi di un’uscita anticipata si è rivelata un errore politico prima che un calcolo sbagliato. Per il resto non cambia pressoché nulla. Anzi forse alleggerisce l’esecutivo dall’onere di spiegare e sostenere i maggiori investimenti in armi anche se la possibilità di accedere ai prestiti Safe c’è anche in costanza della procedura per deficit eccessivo. Rinvia l’obbligo di ridurre di un punto percentuale l’anno il rapporto tra debito pubblico e Pil.
I numeri del Documento di finanza pubblica (Dfp) sono, in questa congiuntura così drammatica, scritti sull’acqua, sarebbe meglio dire sul petrolio e sul gas. L’obiettivo del deficit al 2,9 per cento nel 2026 è un semplice auspicio. Non è nemmeno più, nelle parole del ministro Giorgetti, un impegno programmatico. Il patto di stabilità potrebbe essere sospeso nel caso in cui gli effetti della guerra sul mercato energetico si protraessero a lungo. Essere i più solerti nel chiederne la neutralizzazione, come avvenne durante il Covid, non ci mette in una posizione particolarmente comoda sui mercati finanziari visto che il rapporto tra debito pubblico e Pil è cresciuto nel 2025 al 137,1 per cento. Colpa dello sciagurato superbonus che ancora qualcuno difende. Sul versante del debito pubblico stiamo per superare la Grecia che all’epoca truccò i conti.
Alla fine quel 3,1 per cento così deludente è un piccolo investimento sulla credibilità del Paese e delle sue autorità indipendenti che piacciono così poco a chi comanda. Prendersela con l’Istat (che avrebbe dovuto tenere una conferenza stampa e spiegare di più) è puerile, anche se è vero che negli anni vi è sempre stata una correzione al rialzo del nostro Pil. Se arriverà bene, ma meglio seguire e rispettare le regole. Anche quando non piacciono.
C’è però un aspetto da sottolineare in coda a questa discussione sui conti pubblici. Non riuscire a comprimere nemmeno dello 0,03 per cento, circa 600 milioni, una spesa pubblica che supera i 1150 miliardi ed ormai più della metà del Pil, solleva un inquietante senso di incredulità. Il bilancio è così grande che, purtroppo ormai, sembra badare a sé stesso.
Iscriviti alle newsletter di L'Economia
Le idee di Ferruccio de Bortoli e Daniele Manca
I fatti e le persone letti attraverso la lente dell'economia.
E non dimenticare le newsletter
L'Economia Opinioni e L'Economia Ore 18
23 aprile 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Ultimi pubblicatiL’azzardo di Leonardo Maria Del Vecchio
Mercoledì 22 aprile 2026Il fascino perverso della repubblica tecnologica
Martedì 21 aprile 2026Effetto Hormuz, passaggi marittimi messi all’asta
Lunedì 20 aprile 2026
Lo Shabbat e il prossimo 25 Aprile
Mercoledì 22 aprile 2026 di Francesco GiavazziMa i nodi sono debito e crescita
Mercoledì 22 aprile 2026 di Luciano ViolanteTrump vuole per sé il ruolo di Papa
Mercoledì 22 aprile 2026 di Danilo TainoI tre Bif raccontano la «virtù» tedesca
Mercoledì 22 aprile 2026 di Niccolo NisivocciaI 70 anni della Corte che ricorda l'Antigone di Sofocle
Martedì 21 aprile 2026 di Gabriella GreisonLa fisica che aiuta la pace
Martedì 21 aprile 2026 LEGGI TUTTI Frammenti"Economia, politica, società: il punto sulle notizie del giorno a partire dai dettagli che le compongono - frammenti in grado di illuminare la realtà più profonda delle cose".
Frammenti, giorno per giorno.