Il tallone di Donald
Il tallone di Donald
di Massimo Gramellini | 23 aprile 2026I tuoi preferiti
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Trump si è molto arrabbiato perché su un giornale gli hanno dato del fesso. Si tratta di una notizia sorprendente (la sua arrabbiatura, non l’eventuale fessaggine), dal momento che su di lui hanno/abbiamo detto davvero di tutto. Che è un balordo, un maschilista, un bandito, un ladro, un pazzo scriteriato. E lui ha sempre incassato gli insulti con un digrignar di denti che celava un sogghigno compiaciuto, come se si trattasse di benemerenze acquisite sul campo.
Poi arriva questo giornalista del Wall Street Journal, rivela che gli iraniani - abituati a negoziare col nemico dai tempi delle Guerre Persiane - lo prendono per i fondelli e Trump finalmente si sente toccato sul vivo. «Babbeo a me? Ma se li ho ridotti in macerie!» Ed è significativo che la distruzione sistematica di cose e persone gli appaia come la prova migliore della sua astuzia.
Non mi impanco a psicanalista, ma basta avere sfogliato un paio di biografie su questo soggetto per capire che stiamo un po’ tutti pagando i danni commessi dal padre palazzinaro di Trump. Insensibile alle più moderne teorie sull’educazione dei figli, Trumpone ha passato la vita a dare dell’imbecille a Trumpino, qualunque cosa combinasse. Era il suo modo per tenerlo in soggezione.
Il figlio è cresciuto con quest’ansia di riconoscimento. Non vuole essere considerato buono, ma scaltro e spietato. È il suo tallone di Achille, che però nei dieci anni passati sotto le mura di Troia cambiò idea sulla guerra una volta sola, mica ogni mezz’ora.
23 aprile 2026
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