L’azzardo di Leonardo Maria Del Vecchio
L’erede di Del Vecchio si accinge a indebitarsi per oltre 10 miliardi al fine di esercitare il diritto di prelazione sulle quote dei fratelli Luca e Paola
L’azzardo di Leonardo Maria Del Vecchio
di Ferruccio de Bortoli | 22 aprile 2026L’erede di Del Vecchio si accinge a indebitarsi per oltre 10 miliardi al fine di esercitare il diritto di prelazione sulle quote dei fratelli Luca e Paola
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Avendo conosciuto il padre quando non era ancora il grande industriale che poi è diventato, ci sentiamo autorizzati a consigliare prudenza, tanta prudenza, a uno dei figli, Leonardo Maria Del Vecchio e a lanciare - per quel che vale - un messaggio di concordia a una delle famiglie più ricche forse troppo, manager inclusi, del Paese.
Il gruppo Essilor-Luxottica è l’esempio di come genialità, perseveranza e visione imprenditoriale italiane non abbiano confini. L’erede Del Vecchio che porta lo stesso nome del padre, ex Martinitt, si accinge a indebitarsi per oltre 10 miliardi al fine di esercitare il diritto di prelazione sulle quote dei fratelli Luca e Paola, sempre che siano disponibili a vendere. Come riferisce Giovanni Pons su Repubblica è estremamente difficile che l’assemblea straordinaria della holding lussemburghese Delfin, in programma lunedì prossimo, approvi l’operazione.
Ma ammettiamo per un attimo che al di là di tutte le questioni legate ai rapporti familiari, agli strascichi giudiziari di un’eredità complessa e litigiosa, Leonardo Maria riesca a rilevare il 25 per cento di Delfin che tra l’altro è azionista di Monte Paschi, Mediobanca, Generali e UniCredit. Il peso degli interessi, 400 milioni l’anno, è rilevante. Le azioni sarebbero date in pegno, o meglio a «garanzia indiretta del rimborso dei finanziamenti», eventualità che lo statuto Delfin subordina al consenso pressoché unanime dei soci. Leonardo Maria avrebbe dato anche delle garanzie personali. Per restare poi, con il 37,5 per cento, sempre in minoranza. Ne vale la pena? Qual è il ragionamento prudenziale e il fine ultimo delle banche creditrici, UniCredit e Bnp Paribas e Crédit Agricole? Le ultime due sono francesi ed Essilor-Luxottica è italofrancese.
Le vicende dell’eredità Del Vecchio sarebbero un efficacissimo spot per un’imposta di successione simile a quella applicata in altri Paesi, come la Francia per esempio. Ma non è questo il punto. Per la memoria di un grande industriale, avveduto, come Leonardo Del Vecchio, e per il futuro di un grande gruppo del Made in Italy, ci auguriamo che il figlio abbia consiglieri finanziari migliori di quelli che curano la sua immagine e la sua comunicazione pubblica.
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