«LanaLive 2026», il festival di ricerca che trasforma i luoghi in una «topografia delle emozioni»
Corriere della Sera - Cultura

«LanaLive 2026», il festival di ricerca che trasforma i luoghi in una «topografia delle emozioni»

Martedì 21 aprile 2026
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Mostre, performance, incontri e cinema: kermesse al via l’8 maggio

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«LanaLive 2026», il festival di ricerca che trasforma i luoghi in una «topografia delle emozioni»

di Silvia M.C. Senette

Mostre, performance, incontri e cinema: kermesse al via l’8 maggio

Sotto la superficie ordinata di una comunità si annidano sentimenti non detti, memorie collettive e impulsi che, pur restando invisibili, plasmano il volto di una città. È proprio in questo «sottosuolo» emotivo, inteso come spazio fisico e metaforico, che si avventura «LanaLive 2026». Il festival di ricerca, in programma dall’8 al 17 maggio, sceglie quest’anno di abbandonare la formula itinerante per concentrarsi in un unico punto nevralgico, trasformando Lana in una complessa «Topografia delle emozioni».

La quindicesima edizione

Giunto alla quindicesima edizione sotto la guida di Hannes Egger, il festival compie una scelta radicale. Invece di occupare le piazze o i palchi istituzionali, scende nelle viscere della Raiffeisenhaus: la casa della cultura progettata da Willy Gutweniger. Ma non entra nelle sale rifinite; preferisce le zone d’ombra. «Siamo partiti con l’idea di cercare la “pancia” di Lana - racconta Egger - e alla fine l’abbiamo trovata nei magazzini, negli spogliatoi e nei corridoi sotterranei. Luoghi solitamente inaccessibili che diventeranno il teatro di montagne russe sensoriali poco prima dell’avvio dei lavori di ristrutturazione dell’edificio».

Artisti internazionali

Il fulcro dell’evento sarà la mostra immersiva «Emozioni, il dietro le quinte», curata da Egger assieme ad Annika Terwey: un percorso in sette spazi, ognuno dedicato a uno stato d’animo specifico. «Oggi si parla tantissimo di emozioni, quasi tutto il dibattito politico ne è intriso, eppure spesso non sappiamo come gestirle - osserva il direttore artistico -. Ci siamo chiesti se sia possibile far rispecchiare o capire le emozioni di un intero posto e di una popolazione». La risposta arriva da una selezione internazionale di alto profilo: l’artista norvegese Sissel Tolaas, celebre per le sue installazioni alla Tate, è stata incaricata di allestire la «stanza della paura». «Qui il timore non passerà per gli occhi ma per le narici, attraverso odori specifici capaci di innescare reazioni viscerali». Di segno opposto il contributo della coreana Hyunjin Park, che esplora l’amore lontano da ogni kitsch romantico: «Nel suo video accarezza con estrema purezza il teschio di un cane, in un tocco pieno di un’emozione che trascende la morte», anticipa Egger. «LanaLive 2026» è un progetto corale che vede una partecipazione massiccia di artisti locali. Dalle tele di Franziska Egger, concepite come carte di tarocchi per introdurre i visitatori alle stanze, alle fotografie sulla rabbia di Sofia Margesin, fino alla «stanza della gioia» affidata alla trentina Nadia Tamanini. Il festival coinvolge attivamente le realtà del territorio: lo Junge Braunsbergbühne, gruppo nato per i giovani tra i 20 e i 30 anni, inaugurerà la mostra sabato 9 maggio alle 11 con la performance «Zwischen uns», una riflessione sulla distanza e la perdita di controllo che posiziona il pubblico fisicamente al centro dell’azione.

Per i fan dell'horror

Uno degli appuntamenti più attesi è la conferenza della storica Ute Frevert, giovedì 14 maggio, che indagherà l’alleanza «empia» tra politica e sentimento. «Abbiamo ascoltato i suoi podcast e studiato i suoi testi: lei insegna come le emozioni vengano usate nelle dinamiche storiche di potere», sottolinea Egger. Sulla stessa scia, Manuel Oberkalmsteiner esplorerà l’impatto dei social network sulla nostra percezione affettiva. Il programma si arricchisce di incursioni nel cinema, con la proiezione dell’horror It Follows a cura di LanaFilm, e nelle arti performative del circo contemporaneo di Animativa, dove perfino un broccolo diventa guida tra disgusto e speranza. La musica sarà protagonista con il duo elettronico The Bugfix, che creerà un paesaggio sonoro nella Sala Rossa, e con la Bürgerkapelle Lana, che reinterpreterà la tradizione bandistica in chiave emotiva e coreografica. «Vogliamo rendere visibile ciò che spesso rimane nascosto», conclude Egger. Per chi volesse partecipare ai progetti più intimi, come quello di Mona Lisa Tina sulla “vergogna familiare” o i laboratori di pittura intuitiva di Anita Kröss, le iscrizioni sono aperte su info@lanalive.it.

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