Federico Stragà, il cantautore e il nuovo singolo «Bella Bologna» con Gianni Morandi
L'autore è originario di Belluno ma vive a Bologna: «Questa città è un mito ma vivendoci ho scoperto una realtà più complessa»
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Federico Stragà, il cantautore e il nuovo singolo «Bella Bologna» con Gianni Morandi
di Dimitri CanelloL'autore è originario di Belluno ma vive a Bologna: «Questa città è un mito ma vivendoci ho scoperto una realtà più complessa»
Dalle Dolomiti alla pianura emiliana, con lo sguardo di chi arriva da fuori ma riesce a vedere meglio di molti: Federico Stragà, cantautore bellunese d’origine e bolognese d’adozione, torna con «Bella Bologna», un brano che è un inno alla città delle Due Torri. E il dato non è secondario: a raccontare il capoluogo emiliano è proprio un artista cresciuto a Belluno, con quella sensibilità laterale che gli permette di coglierne contraddizioni, ritmo e fragilità. Con un ospite speciale, Gianni Morandi, protagonista di un cameo d'eccezione.
Federico Stragà e «Bella Bologna» con Gianni Morandi
«Cresciuto con il mito di Bologna»
Il nuovo singolo, pubblicato da Alman Music e già in rotazione radiofonica, si muove lontano da ogni cartolina illustrata. «Bella Bologna» non celebra, osserva. Non idealizza, ma racconta. E lo fa attraversando la città in modo concreto, quotidiano, quasi fisico. Lo stesso spirito guida anche il videoclip, dove una giovane ciclista attraversa i portici e le strade bolognesi restituendo un’immagine viva, urbana, non filtrata. Dopo le collaborazioni con Fabio Concato e il percorso maturo dell’album «È così», Stragà conferma una direzione sempre più autoriale. Qui scrive e compone tutto da sé, costruendo un ritratto che sta in equilibrio tra affetto e disincanto. «Sono cresciuto con il mito di Bologna – racconta – una città simbolo di libertà, cultura e divertimento. Vivendoci, ho scoperto una realtà più complessa».
La tradizione musicale bolognese
È da questa frattura tra immaginario e realtà che nasce il brano: una città bellissima e complicata, accogliente e disordinata, viva ma a tratti contraddittoria. Nel percorso emergono anche riferimenti alla grande tradizione musicale bolognese, da Lucio Dalla a Luca Carboni. «Ho capito perché Carboni ha scritto “Primavera”, ma anche perché parlava di una città “senza pietà”. Bologna è entrambe le cose». La partecipazione di Gianni Morandi è un omaggio sentito a cavallo fra due generazioni: è un ponte che rafforza il senso del progetto, trasformando il brano in un dialogo tra epoche e visioni diverse della stessa città. Alla fine, resta un elemento chiaro: «Bella Bologna» funziona proprio perché non arriva da chi la città la racconta per convenzione, ma da chi la osserva da un’altra origine. E forse è proprio questo sguardo bellunese a renderla, paradossalmente, ancora più vera.
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21 aprile 2026 ( modifica il 21 aprile 2026 | 19:19)
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