Perdere il potere temporale fu una fortuna per i Papi
Perdere il potere temporale fu una fortuna per i Papi
risponde Aldo CazzulloI tuoi preferiti
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Caro Aldo,
le recenti accuse del presidente Trump rivolte al mite vescovo di Roma, che tanto hanno inalberato la coscienza di laici e cristiani nel mondo, non so perché, mi riportano al lontano 1871, quando lo Stato pontificio fu soppiantato per fare posto a un giovane ed esuberante Regno d’Italia che col passare del tempo manifestò tutte le sue falle. Pio IX, il pontefice di allora, fu allontanato con metodi oserei definire trumpiani, gesto a mio avviso sconsiderato, in quanto contribuì in tal modo a una immotivata emarginazione dei pontefici dalla storia politica del nostro Paese e di conseguenza anche nel vecchio continente.
Marco Ferrone, Velletri
Caro Marco,
io invece penso che per il papato la perdita del potere temporale sia stata una benedizione. Dopo il 20 settembre 1870 il Papa non è più il sovrano di uno Stato (comunque non fuori dalle mura vaticane), non ha più eserciti, non ghigliottina più i patrioti come faceva Pio IX, viene eletto liberamente dai cardinali senza i veti delle grandi potenze; ma ha grande prestigio morale e un’immensa influenza spirituale, come ha dimostrato il papato di un gigante della storia come Giovanni Paolo II e anche i dodici anni di Papa Francesco; e mi lasci ricordare i grandi Papi del Concilio, il bergamasco Giovanni XXIII e il bresciano Paolo VI. Quando Pio IX fu fatto santo, intervistai Francesco Cossiga, che non era meno cattolico di lei gentile signor Ferrone: l’ex presidente mi disse che si trattava di uno schiaffo all’Italia. Liberare Roma dalle truppe mercenarie del Papa e dall’aristocrazia nera papalina, per farne la capitale del nostro Paese finalmente riunificato, fu uno dei tanti meriti della classe dirigente liberale che fece il Risorgimento, e andrebbe rivalutata anziché rivalutare i briganti, le forche, l’Inquisizione, la tortura, i ghetti e il potere temporale del clero. La resistenza delle truppe del Papa fu poco più che simbolica, i caduti furono 19; ma era stato proprio Pio IX a volerla, per dimostrare che gli si strappava Roma con la forza. Ricordo, 25 anni fa, l’allora governatore a vita della Banca d’Italia Antonio Fazio presenziare affranto alla messa a san Lorenzo in Lucina, al canto di «Christus regnat», e inchinarsi davanti alle bandiere bianche e gialle del Papa Re sforacchiate dai proiettili dei bersaglieri. Come cittadino italiano provai pena per lui. Non fece una fine gloriosa.
20 aprile 2026
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