Come si gestisce la cultura? La politica ha lo sguardo corto, servono nuove strategie: ne parla la rivista del Mulino
Corriere della Sera - Cultura

Come si gestisce la cultura? La politica ha lo sguardo corto, servono nuove strategie: ne parla la rivista del Mulino

Lunedì 20 aprile 2026
3 visualizzazioni

Si presenta il 21 aprile alla Fondazione Banco di Napoli il nuovo numero dedicato alle cartografie del possibile

L'infermiere di Papa Francesco: «Pianse di gioia quando lo riportai in piazza. Mi regalava i libri di cucina»

I tuoi preferiti

Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.

Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccedi

Hai salvato un nuovo articolo

Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.

Come si gestisce la cultura? La politica ha lo sguardo corto, servono nuove strategie: ne parla la rivista del Mulino

di Marco Molino

Si presenta il 21 aprile alla Fondazione Banco di Napoli il nuovo numero dedicato alle cartografie del possibile

Un monumento o un antico sito possono suscitare l’orgoglio di una piccola comunità che riscopre nel bene culturale le proprie radici. La necessaria tutela e valorizzazione del patrimonio diventa però un problema se manca un’adeguata collaborazione tra istituzioni, imprese e società civile, se non si risponde alla polarizzazione tra overtourism e abbandono, estremi di cui Napoli e la Campania offrono numerosi esempi. Non è un caso dunque che il capoluogo partenopeo sia la prima città italiana ad ospitare la presentazione pubblica del nuovo numero della rivista Economia della Cultura, edita da il Mulino, in programma martedì 21 aprile alle ore 17 presso la sede della Fondazione Banco di Napoli. Già nel titolo del volume – «Cartografie del possibile. Cultura, governance partecipata e cooperazione per nuove istituzioni civiche» – è esplicito l’intento di proporre un complessivo ripensamento dei metodi di gestione del patrimonio culturale, inquadrando la materia con un approccio multidisciplinare. Allo studio hanno infatti contribuito diversi centri di ricerca e università, ma anche aziende, esponenti del terzo settore e operatori sul campo. «L’obiettivo della pubblicazione è quello di immaginare modelli operativi che possano riportare singoli territori in una logica cooperativa di partecipazione e condivisione», spiega Giovanna Barni, curatrice della rivista e consigliera delegata Innovazione di CoopCulture. «Il testo vuole indagare su quelle forme più istituzionalizzate che aiutino a passare da momenti episodici alla costruzione di una struttura durevole sul territorio. Costruire network, reti, nuove destinazioni, modelli di partenariato e Napoli è un laboratorio di sperimentazione». Il centro storico del capoluogo partenopeo, che fatica a gestire l’arrivo crescente di turisti, fa da contraltare in Campania ad una frequente marginalizzazione delle aree interne, nonostante la ricchezza del patrimonio storico e artistico. E risulterà utile a comprendere meglio il fenomeno, anche a livello nazionale, la presenza nel volume di una sezione cartografica con la diffusione territoriale dei modelli analizzati e gli indicatori dei flussi turistici, nonché la densità e distribuzione dei visitatori culturali. Giovanna Barni ritiene che ora dovremmo passare dalla sperimentazione ad una fase un po’ più strutturata, «perché la politica – avverte – ha uno sguardo corto mentre queste progettualità hanno bisogno di strategie e investimenti di lungo periodo. Il volume propone una sussidiarietà tra gli attori del territorio sia pubblici che privati con attenzione agli esponenti dell’economia sociale e ai giovani che puntano all’interesse comune. Lasciare sul campo il mercato da solo – conclude Barni – produce contraddizioni con un patrimonio enorme sottoutilizzato».

Vai a tutte le notizie di Napoli

Iscriviti alla newsletter del Corriere del Mezzogiorno Campania

20 aprile 2026

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Barletta, Jacopo Musti pestato per strada e ucciso da un altro senzatetto: fermato 47enne

Il 49enne, arrivato a Barletta solo sei mesi fa, era stato pestato in maniera brutale da un 47enne, anche lui senza fissa dimosa. Portato in ospedale il 10 aprile, era morto il giorno seguente

Hai una storia da segnalare sul tuo territorio?

ScriviciIscriviti alla newsletter

Corriere del Mezzogiorno

Le news principali sul Mezzogiorno
Ogni giorno alle 12, a cura della redazione

IscrivitiLA PRIMA PAGINA DI OGGI

Condividi questo articolo