La Calabria come la Danimarca: ecco come funziona il reddito di merito per gli studenti che restano negli atenei locali: mille euro a chi resta
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La Calabria come la Danimarca: ecco come funziona il reddito di merito per gli studenti che restano negli atenei locali: mille euro a chi resta

Lunedì 20 aprile 2026
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Firmato l'accordo tra la Regione e i tre atenei: si parte dal prossimo anno accademico. Non ci sono limiti di reddito, si applica a tutti i calabresi

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La Calabria come la Danimarca: ecco come funziona il reddito di merito per gli studenti che restano negli atenei locali: mille euro a chi resta

di Gianna Fregonara

Firmato l'accordo tra la Regione e i tre atenei: si parte dal prossimo anno accademico. Non ci sono limiti di reddito, si applica a tutti i calabresi

Il protocollo tra la Regione e i tre atenei della Calabria è stato firmato. Si parte dal prossimo anno accademico: gli studenti residenti nella regione che decidono di fermarsi a studiare per la laurea triennale e per la magistrale, se hanno almeno la media del 27 e sono in regola con gli esami, riceveranno uno «stipendio» mensile in base al loro merito accademico: chi ha una media del 27-27,9 riceverà 500 euro, chi ha la media dal 28 al 28,9 avrà 750 euro e chi ha dal 29 in su raggiungerà i mille euro. Il controllo della media si fa ogni sei mesi, ad aprile (per gli esami della sessione invernale) e ad ottobre. Gli immatricolati che hanno appena sostenuto la maturità saranno valutati in base al voto (devono aver preso almeno 95/100) e al punteggio del test d'ingresso alla facoltà e, se hanno i requisiti, prenderanno per il primo semestre tutti e mille gli euro a disposizione. 

Gli incentivi

L'idea di incentivare gli studenti a restare a casa e a popolare gli atenei locali - Università della Calabria a Cosenza, Università della Magna Graecia a Catanzaro e Mediterranea a Reggio Calabria - è una novità nel nostro Paese, preceduta soltanto da un tentativo in Sicilia qualche tempo fa. Il modello della retribuzione per attrarre studenti (in questo caso per spingerli a restare) è stato usato con qualche successo anche in Danimarca, che negli scorsi anni ha attuato una politica di reclutamento degli studenti particolarmente aggressiva. Il rischio che con l'inverno demografico le università del Sud perdano sempre più studenti  è davanti agli occhi di tutti e le politiche per l'internazionalizzazione non possono fare tutto: non solo, è dimostrato che spesso chi parte per studiare - la famosa fuga di cervelli - poi non torna più.

I fondi


Bisognerà ora capire se basterà ad incentivare i giovani calabresi a spendere i loro talenti nella loro regione o se saranno necessari altri provvedimenti e altre politiche. La Regione per ora ha stanziato 15 milioni di euro provenienti da progetti europei per finanziare l'iniziativa. L'aspettativa è quella di finanziare gli studi di 2500-3000 calabresi. Due i dettagli che rendono questa misura innovativa: non si tratta di una borsa di studio o di un aiuto per il diritto allo studio per gli studenti provenienti da famiglie meno abbienti. Si tratta di incentivare - così lo hanno spiegato in Regione - il diritto a restare degli studenti e la speranza di non perdere talenti giovani e preparati per la regione. Per questo non sono stati fissati limiti di reddito per usufruire del contributo regionale: l'unico requisito riguarda il merito e la costanza negli studi. L'eventuale sostegno agli studi per ragioni di reddito invece sarà cumulabile. C'è un secondo aspetto che la Regione guidata da Roberto Occhiuto ha tenuto presente: il reddito di merito verrà pagato per tutti i gradi dello studio  universitario dall'immatricolazione alla tesi della magistrale, per evitare che dopo aver «trattenuto» gli studenti del primo triennio, questi poi partano per specializzarsi.

20 aprile 2026 ( modifica il 20 aprile 2026 | 16:55)

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