Tommaso Paradiso, il romanticismo ed essere genitore: «Voglio vivere 100 anni per mia figlia»
Il palco e la vita privata, il cantautore racconta l’amore per la figlia, il legame con Torino e il suo punto di vista sull’intelligenza artificiale. E anche il rapporto con i Thegiornalisti. Giovedì concerto a Torino
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Tommaso Paradiso, il romanticismo ed essere genitore: «Voglio vivere 100 anni per mia figlia»
di Luca CastelliIl palco e la vita privata, il cantautore racconta l’amore per la figlia, il legame con Torino e il suo punto di vista sull’intelligenza artificiale. E anche il rapporto con i Thegiornalisti. Giovedì concerto a Torino
Un romantico a Torino. Giovedì 23 aprile sera transita dall’Inalpi Arena il tour di Tommaso Paradiso, in cui il cantautore romano presenterà al pubblico torinese i brani dell’album «Casa Paradiso», pubblicato lo scorso novembre, nonché «I romantici», la canzone in gara un paio di mesi fa all’ultimo Festival di Sanremo.
Nell’era di Donald Trump e dell’intelligenza artificiale c’è ancora spazio per il romanticismo?
«Penso di sì, forse proprio adesso ancora di più. In un mondo che va veloce ed è spesso così freddo, il romanticismo diventa quel qualcosa a cui aggrapparsi. Alla fine credo che le persone abbiano sempre voglia di riconoscersi in qualcosa di vero, e il romanticismo, quando sincero, funziona ancora».
Per lei si sta per concludere il primo anno da papà: sua figlia Anna le ha fatto scoprire e vivere un altro romanticismo?
«È ovviamente un tipo di romanticismo diverso, un amore infinito e totalizzante».
Da un punto di vista più concreto, il suo arrivo come ha influenzato la sua vita? Dall’attività di popstar alla visione per il futuro, quali sono stati i cambiamenti più importanti?
«Sono molto più disciplinato, ho cambiato le mie abitudini, vorrei vivere cent’anni per vederla crescere il più possibile».
Hai già iniziato a cantarle qualche canzone?
«Certo, le piace già tantissimo la chitarra: quando non la sto suonando e la vede me la indica subito».
A proposito di canzoni, qual è la più importante della sua vita?
«È difficile scegliere. Sono affezionatissimo a Lucio Dalla, Antonello Venditti, Lucio Battisti, gli Oasis. Dalla, devo dire, è quello che mi viene più naturale cantare».
E l’ultima che si è ritrovato a cantare sotto la doccia?
«Non saprei dirla con precisione, ma sicuramente è qualcuna degli artisti che ho appena citato. Sono quei pezzi che tornano sempre, mi fanno sentire a casa».
Oggi tutti parlano di intelligenza artificiale. Sta diventando l’ossessione del nostro tempo. Lei come la vede?
«È progresso, non la vedo come una cosa da temere, dipende sempre da come la si usa. Io chiedo un sacco di cose a ChatGPT per esempio, le faccio molte domande sulla tecnologia, su quando ci saranno le macchine volanti, oppure le racconto le mie abitudini alimentari, i miei allenamenti, le chiedo secondo lei quanto sopravvivrò a questo tipo di vita».
Ci sarà un momento in cui l’intelligenza artificiale si metterà anche a scrivere canzoni, magari romantiche?
«Penso che usarla per cose creative e nel mio mestiere, come la musica e i testi, sarebbe uno scandalo».
Nella sua mappa personale, che ruolo occupa Torino? Ne conserva qualche ricordo particolare?
«È una città a cui sono legato. Ci sono passato tante volte agli inizi, quando facevo la gavetta, quindi per me ha un bel valore affettivo. Torino ha un’energia particolare, è molto viva, e il pubblico è sempre caloroso ma anche attento, si percepisce proprio che ascolta. Ci sono tornato tante volte negli anni, in contesti diversi, e ogni volta è stato un passaggio importante. Con i palazzetti ha un sapore diverso, più grande, ma quelle sensazioni sono rimaste».
Ogni anno ha la sua reunion: Oasis, Cccp, Litfiba. Pensa che prima o poi toccherà anche al gruppo con cui ha iniziato la carriera, i Thegiornalisti? E ci saranno anche loro canzoni nella scaletta del concerto?
«Come ho detto più volte, in realtà non è cambiato molto: il modo in cui lavoravo e lavoro è sempre quello, scrivo le canzoni e tutto parte da lì. Oggi escono a mio nome, prima uscivano con il nome del gruppo. Proprio per questo in scaletta ci sono sempre molti brani legati a quel periodo. Sul palco poi sono accompagnato da una super band di cui fa parte anche Marco Rissa, chitarrista dei Thegiornalisti. È una nuova fase».
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20 aprile 2026
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