Sanità, la sfida tra bilancio e cure
Corriere della Sera - Cultura

Sanità, la sfida tra bilancio e cure

Domenica 19 aprile 2026
3 visualizzazioni

La crisi silenziosa: come salvare il cuore dello Stato sociale italiano

Ricina, anche il marito la toccò? La registrazione: «Di Vita ha più di 112 mila piastrine... Poi un’altra cosa: la bilirubina è alta»

Sanità, la sfida tra bilancio e cure

Sergio Harari | 19 aprile 2026

La crisi silenziosa: come salvare il cuore dello Stato sociale italiano

I tuoi preferiti

Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.

Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccedi

Hai salvato un nuovo articolo

Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.

In questi mesi è lo scenario internazionale a catalizzare le attenzioni non solo della politica ma di tutti, il mondo sta cambiando rapidamente sotto i nostri occhi, ci ritroviamo così impotenti spettatori di un film che scorre rapidamente sugli schermi delle nostre vite. Mentre il conflitto in Iran è ancora aperto, il Libano viene attaccato e l’Ucraina continua a resistere fieramente all’invasore, i problemi del Paese sembrano passare in secondo piano ma restano ad attenderci.
L’Ocse ha recentemente reso pubblico un documento il cui titolo dice già molto: «Bilanciare resilienza e sostenibilità in tempi difficili», dove una parte centrale è dedicata alla sanità e al welfare.
Partiamo da alcuni dati di questo lavoro: nel 2024 la spesa sanitaria reale è stimata in crescita di circa il 4% in media Ocse, sopra i ritmi pre-pandemia, mentre il Pil è cresciuto molto meno. Nel 2024 la quota di spesa sanitaria sul Pil della media Ocse è attorno al 9,3%, sotto il picco del 2021 (9,6%) ma circa 0,5 punti sopra il 2019 e la crescita è stata trainata soprattutto dalla spesa pubblica. La sanità è il secondo capitolo di spesa dopo la protezione sociale; tra 2013 e 2023 la quota di bilancio pubblico destinata alla salute è salita in media di circa 1 punto, fino a circa il 15% della spesa totale.

Le prospettive macro fiscali (debito e deficit elevati, crescita moderata) limitano il margine per ulteriori aumenti di spesa sanitaria: molti paesi mantengono una buona crescita nel 2025 ma prevedono un rallentamento o una crescita reale negativa intorno al 2026-2027. Le riforme in corso puntano su tre grandi direttrici: aumento dell’efficienza (riduzione degli sprechi, ribilanciamento pubblico privato, più cost sharing in alcuni paesi), rafforzamento delle cure primarie, riassetto dell’ospedalità e forte investimento nel digitale e nell’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale.
Questo è il panorama generale dei paesi Ocse ma come si posiziona l’Italia?
Nel 2019 la spesa sanitaria pubblica italiana era pari al 6,4% del Pil; durante il 2020-2021 è salita rispettivamente al 7,3% e 7,0% per gli sforzi legati al Covid 19. Dal 2022 si è osservata una fase di «rientro»: 6,6% del Pil nel 2022 e 6,2% nel 2023, quindi leggermente sotto il 2019 in quota Pil, pur con valori nominali più elevati. Per il 2024-2027 il Documento di finanza pubblica prevede una crescita nominale ancora sostenuta ma con stabilizzazione della quota sul Pil al 6,3-6,4%, cioè ritorno su livelli sostanzialmente pre-pandemici. In altri termini, l’Italia programma di mantenere la sanità intorno a 6,4% del Pil, senza quel progressivo incremento strutturale (verso 7-8% del Pil) che si osserva in diversi sistemi avanzati e ben al di sotto del livello medio Ocse del 9,3% (dato che comprende tutta la spesa, non solo quella pubblica), ma anche considerando la componente privata il nostro resta un Paese a bassa spesa rispetto ai grandi sistemi ad alto reddito.

L’Italia è presentata come esempio di Paese che, dopo un biennio di rallentamento (2022-2023), prevede una crescita nominale relativamente robusta nel 2024-2026, ma con un obiettivo esplicito di riportare la spesa sanitaria su un sentiero «pre-pandemico» in rapporto al Pil. Questo rende probabile che il margine per ulteriori espansioni (nuovi livelli di copertura, robusto incremento di organici, ecc.) sia assai limitato. La scelta italiana di ritornare al 6,4% del Pil implica che il rafforzamento della resilienza dovrà avvenire principalmente tramite il recupero di efficienza (riduzione degli sprechi, riprogettazione del mix ospedale-territorio), sebbene molto in questo senso sia stato già fatto negli ultimi anni e investimenti in prevenzione ed eventuale riallineamento pubblico privato (maggiore compartecipazione, con tutti i rischi di equità che ne conseguono).

Si delinea uno scenario in cui le politiche del nostro Paese su primary care, riforma ospedaliera e sanità digitale, accompagnate da investimenti mirati, diventano cruciali per non vedere peggiorare la qualità e l’equità sociale a fronte di vincoli di spesa stringenti. Il Servizio sanitario nazionale che sinora ha rappresentato uno dei pilastri sui quali si fonda la nostra società, se non ben governato e indirizzato, con risorse così limitate non può farcela, rischia così di crollare uno dei capisaldi che negli ultimi decenni hanno garantito la stabilità dello stato sociale.

19 aprile 2026

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Editoriali e commenti di oggi di Angelo Panebianco

La società che sceglie l’inerzia

Domenica 19 aprile 2026 di Sergio Harari

Sanità, la sfida tra bilancio e cure

Domenica 19 aprile 2026 di Luigi Ferrarella

La maggioranza e una certa idea di avvocato

Domenica 19 aprile 2026 di Elvira Serra

Qualche nuova idea per donare il sangue

Domenica 19 aprile 2026 di Paolo Mieli

Due leader contro le manovre

Domenica 19 aprile 2026 di Mario Monti

Come ripartire dopo Trump

Sabato 18 aprile 2026 LEGGI TUTTI

Gli approfondimenti e gli editoriali sui principali temi di attualità, politica, economia e costume curati dalle firme più prestigiose del Corriere della Sera. Scopri opinioni e commenti sui fatti del giorno.

Le Newsletter del Corriere, ogni giorno un nuovo appuntamento con l'informazione

Riceverai direttamente via mail la selezione delle notizie più importanti scelte dalle nostre redazioni.

Iscriviti

Condividi questo articolo