Al conservatorio la mostra fotografica sul musicologo Andrea Della Corte
Al termine dell'esposizione un concerto finale
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Al conservatorio la mostra fotografica sul musicologo Andrea Della Corte
di Fabio LarovereAl termine dell'esposizione un concerto finale
Consente di riflettere sul valore e il significato della critica musicale l’interessante mostra documentaria e fotografica allestita fino al 28 aprile prossimo nella biblioteca del Conservatorio «Marenzio». Si intitola «Andrea Della Corte, giornalista, critico, musicologo e docente», ed è visitabile con ingresso libero tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 16 nella Sala Fondo Prezioso dell’Istituto cittadino. In occasione del finissage della mostra, il 28 aprile alle 15,30, la Sala Bazzini ospita un concerto della classe di canto della professoressa Patrizia Zanardi, con musiche di autori barocchi, studiati da Della Corte. Abbiamo intervistato il curatore, prof. Paolo Cavallo.
Come nasce questa mostra?
«La mostra incentrata su Andrea Della Corte, musicologo e critico musicale napoletano di origine ma torinese di adozione, si svincola da ricorrenze biografiche e si inserisce in una proposta didattica dedicata alla ricostruzione di una serie di figure significative, per lo studio delle fonti e l’approccio critico, del Novecento storico. L’altr’anno, nell’esposizione tenuta tra le sedi di Darfo e Brescia del Conservatorio “Marenzio”, a ricevere attenzione era stato Gaetano Cesari, musicologo morto a Sale Marasino nel 1934».
Quale è l’importanza critica di Andrea Della Corte, che fu anche critico de Il Mattino e de La stampa?
«A Della Corte si devono numerosissimi studi di varia natura musicologica. I più citati sono quelli dedicati all’opera buffa napoletana (soprattutto l’omonima monografia, in due tomi, uscita per Laterza nel 1923) e su alcuni dei maggiori compositori europei del ‘700 (Paisiello, Salieri, Pergolesi, Gluck). Da ricordare poi, tra i tanti titoli della sua sterminata produzione scientifica, i saggi su Toscanini (1947) e su La critica musicale (1961). Curiosa ed originale la storia della satira musicale (Satira e grotteschi di musiche e di musicisti di ogni tempo, 1946), che testimonia la passione per l’iconografia dell’autore».
Quali sono i pezzi più interessanti della mostra?
«Oltre a copie di volumi utili alla formazione musicale di base, la biblioteca del Conservatorio conserva anche diversi articoli di Della Corte ospitati da riviste musicologiche di primo Novecento, come la Rivista Musicale Italiana. Le fotografie sono state concesse dalla Civica Biblioteca Musicale “Della Corte” di Torino, che custodisce fondo bibliografico e archivio iconografico del musicologo. Vi si trovano foto autografate di Ildebrando Pizzetti, Aureliano Pertile, Toti Dal Monte e dell’allora ventottenne pianista Arturo Benedetti Michelangeli».
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